BTP Futura contro PIR: vediamo le differenze

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Si tratta di due tipologie di investimento sostanzialmente diverse

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I BTP Futura, proposti dal Ministero dell’Economia e Finanze e destinati esclusivamente al mercato retail, erano sottoscrivibili fino a venerdì 10 Luglio 2020

I PIR (Piani individuali di Risparmio) sono una forma d’investimento introdotta nel nostro ordinamento  con la legge di stabilità 2017

BTP Futura e PIR sono strumenti finanziari che investono nel “Paese Italia”; il primo sul debito pubblico, i secondi sull’economia reale. Facendo un analisi senza tenere contro dell’aspetto patriottico, si tratta di due tipologie di investimento sostanzialmente diverse.

 

BTP Futura

I BTP Futura, proposti dal Ministero dell’Economia e Finanze e destinati esclusivamente al mercato retail, erano sottoscrivibili fino a venerdì 10 Luglio 2020.

Il titolo avrà una scadenza di dieci anni (14/07/2030), con cedole crescenti: 1,15% per i primi quattro anni, 1,30% dal quinto al settimo anno e 1,45% dall’ottavo anno fino a scadenza.

È previsto anche un premio di fedeltà, dall’1% al 3% del capitale investito, in base all’andamento del  PIL e solo se si mantiene il titolo fino alla scadenza. Il suo rendimento lordo annuo  potrà così andare dall’1,38% all’1,56%.  La tassazione prevista è del 12,50%.

È necessario tenere in considerazione che a partire dal 1° gennaio 2013, le nuove emissioni di titoli di Stato aventi scadenza superiore ad un anno saranno soggette alle clausole di azione collettiva (CACs); si tratta di norme coercitive che permettono di modificare le cedole, la scadenza e il rendimento dei Titoli di Stato. Inoltre, in  caso di default (controllato, tecnico o di qualsivoglia tipologia) o una crisi, i sostenitori del debito dovranno affrontarne le conseguenze e non potranno richiedere nessun tipo di risarcimento. 

 

PIR

I PIR (Piani individuali di Risparmio) sono una forma d’investimento introdotta nel nostro ordinamento  con la legge di stabilità 2017 (Governo Renzi) per aumentare gli investimenti nelle aziende italiane, quindi nell’economia reale, mediante il risparmio.

L’importo investito dovrà rimanere investito almeno cinque anni per poter beneficiare della completa esenzione della tassazioni di capitale e di reddito. 

Lo scopo dei PIR è quello di aiutare le imprese italiane, specialmente le PMI, che possono ottenere in tal modo finanziamenti a costi più bassi, senza servirsi del canale bancario.

La ricchezza viene creata dall’impresa stessa, quindi non da immobili o  dal debito; questo significa che dietro ad ogni azione dell’impresa ci sono delle persone che lavorano per portare sviluppo e remunerazione per i soci.  

 

PIR e BTP Futura: le principali differenze

Quando si decide di investire in titoli di Stato come nei PIR si spera nella migliore remunerazione possibile; quando si investe in un titolo di Stato, quindi nei BTP Futura, bisogna tenere presente che il rendimento è collegato ad un maggiore rischio (è necessario considerare il rating dello Stato in cui si investe: rating Italia Standard & Poor’s BBB come il Portogallo, Columbia, Ungheria, Indonesia, Uruguay). 

Dal punto di vista del “contribuente” si spera invece in un rendimento molto basso, in quanto questo comporterebbe notevoli risparmi sul bilancio e quindi sulle relative tasse.

Quindi nel caso di Titoli di Stato, il risparmiatore e il contribuente sono il medesimo soggetto; è lui che, con le proprie tasse, si paga gli interessi che percepisce.

Per questo motivo molte persone vedono di buon occhio il fatto di aderire al MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) allo 0,01% piuttosto che collocare debito pubblico a tassi decisamente più alti.

Con i PIR invece si ha maggiore rendimento se le aziende che usufruiscono del prestito proveniente dai PIR riescono a gestire al meglio la propria azienda creando un maggior valore. La ricchezza si crea realmente, secondo l’economia reale, e non si crea un aumento del debito pubblico.

Un’altra evidente differenza tra i PIR e BTP Futura è la conoscenza del rendimento: mentre per il BTP Futura si conosce il rendimento con certezza ed in anticipo, salvo default Italia, per il PIR non è possibile conoscere il suo rendimento fino a quando non si deciderà di venderlo.

È bene però tenere in considerazione che una scadenza analoga al BTP è ampiamente idonea ad avere un rendimento alto in investimenti in PIR. 

La performance non è quanto ha fatto quel mercato o il profitto in un determinato periodo, ma quanto l’investitore si è avvicinato ai suoi obiettivi.


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di Frontini Silvio

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