Bper banca, il totonomine ceo e gli obiettivi di wealth management

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Chiusi con successo i conti del 2023, il gruppo modenese guarda al futuro e pensa al rinnovo dei vertici. Con un occhio sempre più attento alla gestione patrimoniale

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Gianni Franco Papa alla guida di Bper? Prende sempre più corpo il nome del banchiere formatosi in Unicredit come futuro amministratore del gruppo bancario modenese. Le voci hanno iniziato a circolare negli ambienti finanziari già da dicembre, ma negli ultimi giorni si sono fatte più consistenti. Carlo Cimbri, presidente di Unipol e primo azionista della banca con il 20% del capitale, ha fatto capire che l’attuale ceo Piero Luigi Montani non sarà riconfermato, specificando (a Radiocor) che: «non è il consiglio che presenta la lista ma sono gli azionisti e su questo possono rispondere solo per noi: noi non cambieremo, proporremo lo stesso approccio che abbiamo avuto in occasione del rinnovo precedente con una lista di sette persone, che di per sé non è la maggioranza del consiglio. Il resto del board sarà effetto ‘delle liste degli altri azionisti». 

Bper Banca: consiglio amministrazione in scadenza. Chi sarà il nuovo amministratore delegato?

Il consiglio di amministrazione di Bper è in scadenza il 19 aprile 2024. C’è ancora tempo per presentare le rose dei nomi: per chiudere le liste (un massimo di sette nominativi a lista, come da statuto) c’è tempo fino al 25 marzo; l’attesa verte sui nominativi che saranno proposti da Fondazione di Sardegna (titolare di più del 10% del capitale) e dai fondi di Assogestioni. 

Il commendator Gianni Franco Papa è già presidente della controllata Bper Banca Carige, oltre che consigliere di amministrazione della banca, nonché presidente di Banca Cesare Ponti.
In Unicredit è stato prima responsabile della divisione Cee, poi capo del corporate & investment banking prima di arrivare a ricoprire la carica, nel 2016, di direttore generale di gruppo.

Piero Luigi Montani: 2023 da incorniciare per Bper

Ad ogni modo per Piero Luigi Montani «il 2023 si è confermato un anno da incorniciare», in cui il gruppo Bper ha registrato «dati che vanno ben oltre la favorevole congiuntura del sistema bancario». Durante la presentazione dei risultati di esercizio l’amministratore delegato uscente della banca modenese ha ricordato che in questi anni sono state «portate avanti aggregazioni, integrando 988 sportelli delle due banche prese in carico, con 2,5 milioni di clienti e 4.800 dipendenti», sottolineando che sono giunte a termine «tutte le azioni del piano 2025: lo abbiamo chiuso a fine 2023, in due anni scarsi, e anche di questo siamo orgogliosi». 

Il gruppo Bper punta sempre più sul wealth management e la gestione patrimoniale

Anche la creazione del polo di wealth management del gruppo Bper ha proseguito il consolidamento, grazie alla fusione per incorporazione di Optima S.p.A. Sim in Banca Cesare Ponti spa (perfezionata in data 13 novembre 2023) e il successivo conferimento a favore di quest’ultima del ramo d’azienda private di Bper (19 febbraio 2024) a seguito dell’approvazione dell’aumento di capitale da parte dell’assemblea straordinaria di Banca Cesare Ponti. Contestualmente, il
responsabile personal di Bper, Cristian Fumagalli, ha ribadito il sempre maggiore interesse del gruppo per la gestione patrimoniale e il wealth managemet, dichiarando alla stampa multimediale specializzata che la clientela affluent italiana, con una ricchezza media di 300mila euro, dalla seconda metà degli anni Quaranta ha accumulato circa il 50% della ricchezza nazionale. Anche per questo Bper sta rafforzando la sua offerta commerciale mirata alla protezione e all’accrescimento della ricchezza familiare con piani di accumulo, fondi pensione e polizze assicurative. 

Un titolo da tenere

Deutsche Bank nel frattempo ha incrementato il target price su Bper (4,3 euro per azione da 3,9 euro, hold). In generale in febbraio i titoli finanziari italiani sono riusciti a sorprendere positivamente il mercato, con le banche in testa al panel (+6% rispetto alle concorrenti europee nella stagione degli utili) grazie ad una combinazione di NII più elevato e all’aumento delle distribuzioni (scenario difficilmente replicabile in futuro). Lo affermano sempre gli analisti di Deutsche Bank.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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