Bot, al via le nuove emissioni a marzo

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Nuove emissioni di Bot per il Mef: le opportunità per chi cerca un parcheggio temporaneo per la liquidità

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Il ministero dell’Economia ha annunciato l’emissione di un nuovo Bot a sei mesi e la riapertura d’asta di un altro Buono ordinario del Tesoro a 12 mesi con vita residua di tre mesi (Isin: IT0005549388), per un controvalore complessivo che potrà raggiungere gli 8,5 miliardi di euro.

Per prenotare l’acquisto dei Bot c’è tempo fino al 25 marzo: come sempre, sarà possibile farlo presso gli sportelli bancari o postali, così come dall’home banking abilitato alle funzionalità di trading.

Quanto può rendere in sei mesi un Bot? Alle condizioni attuali di mercato il rendimento lordo del titolo a sei mesi è del 3,68% annuo: il che, al netto delle tasse e considerando il periodo di soli sei mesi, si traduce in un rendimento dell’1,61%.

La funzione dei Bot in portafoglio

Il Buono ordinario del tesoro rappresenta un investimento a breve termine con un basso grado di rischio, che può offrire un’alternativa alla liquidità mantenuta sui conti bancari. La sua breve durata contribuisce a stabilizzare il suo valore di mercato, limitando l’incertezza riguardo al suo valore in caso di vendita anticipata. A differenza dei Btp, i Bot non pagano interessi periodici; invece, il loro rendimento è determinato dalla differenza tra il prezzo di acquisto e quello di rimborso, che avviene a parità (100). Questa caratteristica li rende titoli “a sconto”, dato che vengono acquistati ad un prezzo inferiore al loro valore nominale.

Per quanto riguarda la fiscalità, i rendimenti dei Bot sono soggetti ad una tassazione del 12,5%, un’aliquota più bassa rispetto a quella applicata ai conti deposito e ad altri investimenti diversi dai titoli di Stato e dai buoni fruttiferi, che è del 26%. Questo regime fiscale agevolato per i Bot va tenuto in considerazione quando si confrontano i rendimenti lordi di altre forme di investimento alternative. Tuttavia, è consigliabile considerare una diversificazione adeguata degli investimenti, includendo anche titoli diversi emessi dallo Stato italiano, specialmente se il proprio portafoglio ha già una forte esposizione ai Btp.

di Alberto Battaglia

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Responsabile per l’area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all’Università Cattolica

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