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“Il Pepp ha già dimostrato di essere uno strumento efficace”, dice la numero uno della Bce in conferenza stampa. Di questo aumento, beneficeranno soprattutto i paesi del sud Europa.
L’azione aggressiva dell’Eurotower mette anche le ali all’euro, che vola fino al massimo di seduta di 1,272 dollari dopo l’annuncio.
I tassi restano invariati: a -0,50% quello sui depositi e a zero quello sui rifinanziamenti principali. Ma c’è l’impegno a reinvestire i titoli via via che giungeranno a scadenza: quelli comprati col Pepp, almeno fino a 2022. Quelli del precedente programma App di Mario Draghi, proseguiranno a tempo indefinito al ritmo di 20 miliardi di acquisti al mese più i 120 miliardi aggiuntivi per il 2020 – per tutto il tempo che la Bce giudicherà necessario.
Per quanto riguarda l’outlook macroeconomico, nel terzo trimestre si prevede un rimbalzo, grazie alle graduali riaperture. Resta fondamentale “uno sforzo fiscale congiunto di tutti i governi dell’Eurozona, per costruire una ripresa solida e duratura”. Francoforte taglia inoltre drasticamente le sue stime di crescita per l’Eurozona nel 2020, portando dunque le previsioni per il Pil 2020 a -8,7%. Si tratta dello scenario di base: Lagarde ha detto che ne esistono due alternativi. Le nuove stime danno una ripresa a +5,2% nel 2021 e +3,3% nel 2022. Anche l’inflazione resta decisamente al di sotto del suo livello obiettivo. Le stime per il 2020 adesso parlano di uno 0,3% (da +1,1%), di uno 0,8% per il 2021 e di 1,3% nel 2022.

