Difesa, nel 2023 ha trainato le Borse europee più di tech e banche

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L’italiana Leonardo è fra le star del settore e ha tolto Unicredit dalla vetta dei migliori titoli del Ftse Mib da inizio anno

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Da inizio anno all’8 settembre lo Stoxx Total Market Aerospace & Defence ha messo a segno una performance del +25,95%, di gran lunga superiore alla media dell’azionario europeo rappresentata dallo Stoxx 600, che ha guadagnato solo il 6% nello stesso periodo

Leonardo, alla chiusura dell’8 settembre, è il titolo di gran lunga più forte a Piazza Affari da inizio anno – con un rialzo superiore al 70%

Piazza Affari ha una nuova maglia rosa: dal 5 settembre il titolo Unicredit, a lungo il miglior dall’inizio dell’anno in termini di performance, è stato scavalcato dal colosso della difesa tricolore Leonardo (ex Finmeccanica). La performance, sostenuta ultimamente dall’ipotesi di un rafforzamento di Leonardo nella joint-venture con la francese Thales per la produzione di satelliti, ha superato il +70% da inizio anno all’8 settembre. Dalla fine di giugno la crescita della società, partecipata al 30,2% dal ministero dell’Economia, è stata pressoché costante. Ma all’interno del settore difesa e aerospazio europeo, la cavalcata di Leonardo non procede affatto isolata.

Difesa e aerospazio guidano le azioni europee

Da inizio anno all’8 settembre lo Stoxx Total Market Aerospace & Defence ha messo a segno una performance del +25,95%, di gran lunga superiore alla media dell’azionario europeo rappresentata dallo Stoxx 600, che ha guadagnato solo il 6% nello stesso periodo. 


Se il punto di osservazione è europeo, la difesa è stata un settore ancor più caldo di quello tecnologico: nell’anno del boom dell’intelligenza artificiale, lo Stoxx Europe 600 Technology ha segnato una performance del 15,9%, superiore alla media ma di ben dieci punti inferiore a quella del comparto difesa. Un confronto in qualche modo influenzato dall’assenza, in Europa, di aziende quotate comparabili a quelle americane sul terreno dell’IA. 

Anche il settore bancario europeo, che era partito con grande slancio a inizio anno, resta indietro rispetto a difesa e tech, non essendosi ancora ripreso dall’impatto di Borsa coinciso con i salvataggi di Credit Suisse e il crollo, Oltreoceano, di Svb e Signature. 

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Allargare lo sguardo agli ultimi 12 mesi, rende la sovraperformance della difesa sul listino europeo principale ancora più evidente, con rialzi rispettivamente del 43,25% contro 13,3%. Alcuni analisti credono che le basi di questo rialzo, che ormai dura da diversi mesi, siano solidamente ancorate alla nuova fase geopolitica e alla riapertura post-covid.

La corsa della difesa, un rialzo guidato dal “ritorno della storia”

A sostenere il rally delle azioni attive nella difesa e aerospazio europee concorrono diversi fattori. Nel contesto geopolitico inaugurato dalla guerra in Ucraina e dal potenziamento dei confini Nato, la spesa militare dovrebbe rimanere in aumento rispetto agli anni pre-invasione. In più l’aeronautica civile trarrà beneficio dal recupero dei traffici, che non sono ancora tornati ai livelli pre-covid. In molti casi i protagonisti delle tecnologie militari sono anche attivi su settori civili, come la francese Airbus. 

 

“La tensione geopolitica nel mondo è salita a livelli che non si vedevano da anni. L’invasione russa dell’Ucraina è già in corso da un anno e mezzo, mentre prosegue la tensione tra Washington e Pechino. Il risultato di questa situazione è l’aumento della spesa militare”, ha dichiarato il market analyst di eToro, Pawel Majtkowski. Nell’Ue, ha aggiunto, la media delle spese militari è all’1,5% del Pil e “secondo alcune valutazioni, la spesa europea per gli armamenti aumenterà del 65% tra il 2021 e il 2026: questo dato indica la possibilità che il trend di crescita della domanda sia sostenibile”.

Sui settori difesa e aerospazio confluiscono “fattori positivi che includono i viaggi e lo slancio dell’industria spaziale”, ha affermato a We Wealth Ben Laidler, global market strategist di eToro. “I viaggi e il turismo a livello globale sono in crescita, con un aumento di oltre il 20% quest’anno, il che spinge la domanda di aerei e servizi”, ha aggiunto Laidler, “si tratta di uno dei pochi settori che non ha ancora recuperato le dimensioni precedenti alla pandemia, mentre il boom spaziale è guidato da un volano tecnologico di riutilizzo dei razzi a basso costo e di miniaturizzazione dei satelliti”.

Secondo Laidler i tre elementi a favore del comparto, spese militare, incremento dei viaggi e industria spaziale “sono qui per restare e sono meno esposti agli alti e bassi dell’economia”. 

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di Alberto Battaglia

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Responsabile per l’area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all’Università Cattolica

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