Azionario Europa: ribasso in vista, utility le migliori

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Luci e ombre nell’orizzonte dell’azionario Europa. Bofa si aspetta un calo di più del 10% a inizio anno. Giù l’automotive, su le utility

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Bofa nel report “European Equity Strategy: Will the Covid pill drive the next leg of the equity rally” ha analizzato le prospettive per l’azionario Europa

Gli economisti della banca americana si aspettano un calo di oltre dieci punti percentuali ad inizio del 2022

Quasi un anno dopo la notizia dei primi vaccini Covid-19, Pfizer ha annunciato che la sua pillola Covid è più dell’80% efficace nel ridurre i ricoveri e le morti per la malattia. Al che gli investitori si chiedono: le nuove pillole saranno catalizzatori per nuovi rialzi, come lo sono stati i vaccini nel 2021?  La risposta è no. O almeno così la pensa Bank of America, che nel suo ultimo report ha fatto il punto su quelle che sono le prospettive per i mercati azionari, in particolar modo per quelli europei.

Una pillola non basta

I motivi per cui Bofa non crede nella pillola benefica a Wall Street sono vari. In primis l’attività economica ha già recuperato il terreno perso, lasciando poco spazio per un’ulteriore accelerazione della crescita come quella che ha stimolato il rally azionario all’inizio di quest’anno. Inoltre la preoccupazione degli investitori per il Covid è quasi svanita, con solo il 3% degli intervistati nella survey mensile di Bofa “Global Fund Manager Survey” che lo indica come il rischio principale per i mercati. C’è poi da considerare che difficilmente la nuova pillola darà il colpo di grazia al covid, in quanto sembra essere efficace solo durante i primi cinque giorni dopo l’infezione, ma non nei pazienti che hanno già sintomi gravi. Infine, ad ogni modo, è molto probabile che la distribuzione sarà probabilmente lenta, come lo è stata per i vaccini.

Rischi macro

Dall’altra parte i rischi per il mercato ci sono e sono di carattere macroeconomico. Lato Usa, la ripresa registrata nel terzo trimestre sarà smorzata da un impulso fiscale statunitense negativo, dal consumo di beni già teso e dal fatto che la tendenza del dollaro ad apprezzarsi non è dsarà di supporto per la produzione industriale. Parimenti lo slancio della crescita dell’area euro continuerà a decelerare a causa di una spinta alla riapertura che sta svanendo e dei venti contrari dell’aumento dei prezzi dell’energia. Anche la Cina alle prese con la crisi del debito del settore immobiliare e con le nuove restrizioni sanitaria, non sconta uno scenario positivo. Al contempo l’inizio del tapering della Fed e l’avvicinarsi del ciclo di rialzo dei tassi stanno facendo pressioni sui rendimenti obbligazionari.  Questi fattori potrebbero comportare per le azioni europee un ribasso previsto di oltre il 10% all’inizio del prossimo anno.

Su le utility, giù l’automotive

Per quanto riguarda i settori azionari europei, Bofa:

  • sottopesa i beni strumentali, vincitore della ripresa ciclica che deve ancora valutare il roll-over del ciclo macro globale
  • sottopesa l’automotivo, settore ciclico ad alta beta che è vulnerabile all’indebolimento della crescita
  • sovrappesa le utilities, settore difensivo che tende a sovraperformare quando la crescita della zona euro si indebolisce.
  • sovrappesa le compagnie aeree, poiché il settore ha finora partecipato a malapena al rally della ripresa e dovrebbe beneficiare di un allentamento delle restrizioni ai viaggi internazionali

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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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