Assicurazioni Vs Banche: 1-0

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Nei primi mesi di emergenza Covid-19 le assicurazioni si sono mostrate più performanti rispetto al comparto bancario. Ad evidenziare il divario è stata l’Ania nel suo più recente report sulla crisi coronavirus

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Un comparto bancario in seria difficolta. Il mondo assicurativo se pur con diversi problemi è riuscito a essere più performante

A livello internazionale il comparto assicurativo italiano si comporta anche bene, se confrontato con gli altri partner europei

Le assicurazioni sono state più performanti delle banche nei primi mesi di emergenza Covid-19. A dirlo è l’ultimo report pubblicato dall’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania)
Il 30 aprile l’indice azionario generale dell’area dell’euro ha registrato un incremento del 3,0% rispetto a 7 giorni prima (-18,7% rispetto a inizio anno). L’aumento prosegue una serie di moderati rialzi, cominciata a metà marzo, che ha permesso di recuperare oltre la metà il crollo registrato subito dopo il lockdown. L’indice bancario ha registra un +5,5% (-40,6% da inizio 2020); mentre quello assicurativo un +7,0% (-26,1%). Passando al confronto internazionale sulla performance del comparto assicurativo in borsa, in tutti i principali paesi gli indici settoriali hanno registrato rialzi da moderati a forti negli ultimi 7 giorni. E dunque l’indice italiano è cresciuto del 7,1% (-26,1% dal 1° gennaio 2020), +6,2% nel Regno Unito (-27,4%), +10,0% in Francia (-35,3%) e +6,0% in Germania (-20,9%). Il 30 aprile gli spread di rendimento decennali dei principali paesi europei rispetto al tasso di interesse offerto dal titolo di Stato tedesco della stessa durata (pari a -0,586%) erano pari a 236 bps per l’Italia, 82 bps per il Regno Unito, 132 bps per la Spagna e 48 bps per la Francia.

Ma il report sottolinea anche come, i dati Eurostat nel primo trimestre il Pil complessivo dei paesi appartenenti all’area dell’euro si è contratto del 3,8%. In Francia e in Spagna la diminuzione è stata più pronunciata (-5,2% e -5,8%, rispettivamente; -0,1% e +0,4% nel 4° trimestre 2019). Non è ancora disponibile il dato ufficiale della Germania, ma alcuni indicatori puntano a una contrazione di minore entità. Il Bureau of economic analysis (Bea), l’unita di ricerca economica del

Dipartimento del commercio degli Stati Uniti, ha diffuso le stima sull’andamento del Pil americano e delle sue componenti nel primo trimestre del 2020. Nei primi tre mesi del 2020 l’economia americana si sarebbe contratta dell’1,2% rispetto al trimestre precedente, durante il quale era cresciuta di mezzo punto percentuale. La chiusura della maggioranza dei comparti del commercio al dettaglio si è tradotta in un crollo dei consumi delle famiglie (-2,0%, +0,4% nel 4° trimestre 2019); la forte incertezza sull’esito e la tempistica della crisi ha indotto le imprese a posticipare i piani di investimento riducendo in modo consistente anche l’attività di accumulazione di capitale (-1,4%), che già era in sofferenza da alcuni trimestri (-1,5%, -0,3% e -1,6%), prevalentemente a causa delle tensioni commerciali con la Cina. Sul fronte esterno si è registrata una forte caduta delle esportazioni (-2,2%, +0,5% nel precedente trimestre), compensata da una contrazione ancora più profonda delle importazioni (-4,1%, -2,2%). Vari analisti concordano nel valutare questo dato non indicativo della vera portata della crisi, attendendosi un calo fino a 2-3 volte superiore molto più consistente nel trimestre successivo.


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di Redazione We Wealth

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