Assicurazioni: le big preferiscono innovare internamente

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Una nuova indagine Iia-PoliMi ha evidenziato una marcata propensione da parte delle compagnie assicurative italiane a innovare in casa, sviluppando internamente i progetti insurtech

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Lo scorso anno, il 63% compagnie assicurative ha avviato almeno un progetto insurtech interno. Al contrario, solo un quinto (19%) ha investito in almeno una startup insurtech

Guardando al 2021, il 61% delle aziende ha indicato come prioritario lo sviluppo interno di progetti Insurtech

Innovazione sì, ma fatta in casa. Si potrebbe riassumere così il risultato dell’Insurtech Investment Index, indice nato dalla collaborazione tra l’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano e Iia (Italian insurtech association) che misura il grado di innovazione del settore assicurativo italiano.
L’indagine, realizzata sulle principali compagnie assicurative del Bel Paese, delinea un’industria propensa alla collaborazione, con il 75% dei player analizzati che, nel corso del 2020, ha avviato almeno una partnership con altri attori su progetti insurtech. Ma quando si tratta di innovare, gli incumbent preferiscono farlo internamente piuttosto che investire nelle startup. Se da un lato, lo scorso anno, il 63% compagnie assicurative ha avviato almeno un progetto insurtech interno, dall’altro, solo un quinto (19%) ha investito in una startup insurtech. Queste tre percentuali si riassumono in un valore dell’indice per il settore assicurativo italiano di 18/30. Un punteggio sopra la sufficienza ma con “ampi margini di miglioramento soprattutto negli investimenti in startup”.

Guardando alle prospettive per l’anno in corso, si conferma la tendenza del settore a innovare in casa. Alla domanda “quali tra le seguenti tipologie di operazioni prevedete avrà un maggiore rilievo nel 2021 per la vostra azienda?” il 61% delle aziende ha infatti indicato lo sviluppo interno di progetti Insurtech. Tuttavia, si registra una leggera propensione del mercato ad aumentare gli investimenti in startup Insurtech, ritenuti prioritari dal 25% delle compagnie assicurative.

“Nel 2020, con investimenti Globali in Insurtech superiori ai 7 miliardi di dollari, l’Italia si è attestata a meno dello 0,5%, un ordine di grandezza in meno rispetto a Francia, Germania e UK. La realtà è che l’Italia, negli ultimi cinque anni, ha assorbito meno del 5% del totale investito in Europa: è urgente colmare questo ritardo, che se confermato negli anni futuri, creerà anche nel settore assicurativo un Technology Gap che avrà come conseguenza un danno nel posizionamento competitivo dei nostri champions sia a livello Europeo che a livello nazionale. L’Insurtech Investment Index è un primo passo concreto per poter indirizzare gli sforzi necessari per colmare questo gap, e fa parte di un piano di monitoraggio pluriennale attraverso il quale potremo verificare gli effettivi incre-menti” ha commentato Simone Ranucci Brandimarte, presidente di Iia.


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di Redazione We Wealth

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