Assicurazioni e IA: un binomio sempre più forte

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Assicurazioni e intelligenza artificiale. Sempre più il mondo dell’insurance si sta avvicinando all’intelligenza artificiale. Polizze e assistenza ad hoc che vedono in prima linea l’innovazione

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Quanto gli italiani sono pronti ad accogliere l’intelligenza artificiale?

Secondo un report dell’Altroconsumo la risposta non è univoca. C’è consapevolezza sulle potenzialità ma anche tanta preoccupazione

Assicurazioni sempre più digitali. L’intelligenza artificiale sta diventando un partner strategico per il mondo insurace. Secondo un’indagine condotta dall’Altroconumo il 19% degli intervistati ha avuto a che fare con l’intelligenza artificiale durante una proposta di un’assicurazione o per l’acquisto di un prodotto o ancora nelle informazioni e nel supporto ai clienti.
Questo nuovo soggetto ha però destabilizzato la percezioni di molti italiani e soprattutto ha fatto sorgere delle preoccupazioni per quanto riguarda la privacy e la libertà individuale.

E dunque solo l’11% degli intervistati ha dichiarato di essere ben informato sui sistemi di decisione automatica basati su dati e algoritmi. Gli italiani ne riconoscono le potenzialità ma al momento non riescono a capire quali siano i benefici che questa tecnologia possa portare. A questo si aggiungono i timori per la privacy, per le proprie libertà  e le responsabilità in caso di danni. Secondo l’82% degli intervistai dovremmo infatti essere ben informati sull’intelligenza artificiale e le sue conseguenze.

Il report sottolinea dunque come al momento bisognerebbe lavorare per migliorare il quadro normativo e per avere servizi di intelligenza artificiale ad alto valore aggiunto. E questo perché, secondo il 58% degli intervistati non c’è chiarezza sulla responsabilità in caso di danni e per il 49% la legislazione vigente non è adeguata. Il 57% degli intervistati crede che le aziende usino l’intelligenza artificiale per manipolare. E inoltre, per il 45% dei soggetti esiste il problema della discriminazione, legato alla categorizzazione degli utenti in base alle loro scelte e caratteristiche. “Il rischio consiste nella possibilità di incorrere in classificazioni sbagliate ma anche in ingiuste limitazioni all’accesso ad alcuni servizi, a causa dell’impostazione dell’algoritmo”, sottolinea il report. A questo si aggiunge anche il fatto che secondo l’82% dei consumatori dovremmo essere ben informati sull’intelligenza artificiale e le sue conseguenze. Per il 79% bisognerebbe essere messi al corrente quando si ha a che fare con sistemi decisionali autonomi e per il 72% è importante che si abbia il diritto di rifiutare un processo decisionale automatico. Allo stesso tempo è fondamentale che le aziende e gli sviluppatori diano vita a dei sistemi AI in grado di offrire alle persone un reale valore aggiunto, attraverso un’approfondita conoscenza del consumatore e un dialogo costruttivo.

Oltre agli aspetti critici ci sono anche punti a favore dell’intelligenza artificiale. E infatti, secondo la ricerca, il 93% degli intervistati considerano molto utile almeno una delle applicazioni più avanzate di intelligenza artificiale. Per il 70% questa tecnologia servirà per prevenire gli incidenti stradali, per il 66% potrebbe prevenire i problemi di salute e per il 65% la criminalità. Il 45% sostiene che l’intelligenza artificiale aiuterà a rendere il mondo più sostenibile, per il 41% questa aumenterà l’aspettativa di vita mentre per il 27% sarà utile per favorire pari opportunità agli individui.


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di Redazione We Wealth

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