Assicuratori italiani troppo dipendenti dal segmento vita

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Poca diversificazione e una sovraesposizione al ramo vita. Questi sono i punti critici individuati dal report di GlobalData

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“L’elevata esposizione della top ten alle assicurazioni vita li espone a un potenziale calo dei rendimenti degli investimenti”

La conseguenza è che i pochi operatori con segmenti più diversificati potrebbero consolidare le loro posizioni nel prossimo futuro

Diversificazione. Questa la parola chiave che gli assicuratori italiani dovrebbero tenere a mente e mettere in pratica per evitare perdite nell’immeditato futuro, eredità della pandemia globale di Covid-19.
Il problema si ripercuoterebbe sulle compagnie assicurative perché (purtroppo) questo virus ha causato diverse morti anche in Italia. Ed essendo, le società del mondo insurance italiano sovraesposte per quanto riguarda i premi vita, potrebbero subire delle perdite nell’immediato futuro. A dirlo è l’analisi: “Italy’s leading insurers vulnerable due to high exposure to life insurance claims”, pubblicata da GlobalData, azienda che si occupa di analisi dati. Secondo il report tra i primi 10 assicuratori italiani, 8 dipendono fortemente dal segmento vita, e dunque potrebbero assistere ad un picco nel ambito dei sinistri. “A causa della sovraesposizione ai sinistri, è quindi probabile che i principali assicuratori italiani siano soggetti a perdite”, sottolinea l’analisi. Questo avrebbe come conseguenza il fatto che solo i pochi operatori con segmenti  diversificati potrebbero consolidare le loro posizioni nel prossimo futuro.

E dunque con 8 su 10 assicuratori in Italia che sono fortemente dipendenti dal settore vita, ne deriva che almeno il 99% dei premi proviene da quel segmento.

Come si può vedere dal grafico, sopra riportato, le uniche realtà che nel tempo hanno diversificato, e che dunque potrebbero evitare il contraccolpo sono Unipolsai Assicurazione e Allianz. Generali Italia ha diversificato ma ha anche una forte concentrazione sul segmento vita. Da osservare infine che ci sono realtà come Poste Vita o Bnp Paribas Cardif Vita che sono molto focalizzate sul ramo vita.

“L’elevata esposizione dei primi dieci al settore assicurativo sulla vita li espone a un potenziale calo dei rendimenti degli investimenti. Tuttavia, due assicuratori dipendono per oltre il 30% dall’assicurazione auto, il che li espone alla prevista stagnazione nel settore automobilistico. Ma è improbabile che vedano un forte aumento dei sinistri, come previsto nel segmento vita, rendendoli meglio posizionati a breve termine “, commenta Deblina Mitra, analista assicurativo di GlobalData.

Secondo i dati del report inoltre, i  dati sui premi mostrano inoltre come i principali assicuratori vita in Italia detengono una quota importante di questo mercato e sono quindi esposti a polizze vita ad alto rischio.

“Il ramo vita a termine rappresenta il 70% delle attività totali dei primi dieci assicuratori vita. Considerando l’elevato tasso di mortalità in Italia dovuto al Covid-19, la categoria ha la più alta esposizione. Inoltre, anche gli assicuratori vita stanno registrando un calo dei rendimenti degli investimenti a causa della volatilità del mercato”, conclude lo studio.

 


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di Redazione We Wealth

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