Art wealth management: non “se”, ma come

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È in crescita la percentuale di wealth manager che includono l’arte all’interno dei servizi offerti. La ragione? Un approccio olistico (ma più spesso le pressioni dei clienti stessi)

Indice

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“La domanda non è più se integrare l’arte nei servizi di wealth management, ma piuttosto come farlo e come rispondere alle sfide presenti”. È questa l’evidenza che emerge dall’ultimo Art & Finance Report 2021 di Deloitte Luxembourg e ArtTactic, avvalorata dai risultati di un sondaggio condotto su un campione di 388 intervistati tra banche private (59), family office (21), collezionisti (115), professionisti del settore (182) ed esperti nei servizi di collateralizzazione di opere d’arte (11). Tesi ancor più vera se si confrontano i dati dell’ultima indagine con la prima, svoltasi nel 2011. Durante gli ultimi 10 anni, il ruolo e il valore dell’arte e dei beni da collezione nella strategia e nei servizi offerti dal wealth management ha infatti visto una evoluzione: ecco una veloce panoramica.

Art wealth management: 10 anni a confronto

Sono sette le edizioni dell’Art & Finance Report pubblicate tra dicembre 2011 e ottobre 2021 da Deloitte Private e ArtTactic. I risultati dell’analisi decennale, che coinvolge diversi attori coinvolti nel settore, mostrano trend incoraggianti e in crescita riguardo il ruolo dell’arte e la sua importanza nel mondo del wealth management. “Abbiamo visto un consolidamento nelle narrative e motivazioni degli stakeholder per includere e sviluppare servizi di art wealth management, e la domanda di questi da parte dei clienti è cresciuta negli ultimi 10 anni”, affermano nello studio. La ragione principale? La necessità di guardare al patrimonio dei propri clienti a 360°, anche detto ‘approccio olistico’ alla gestione patrimoniale, centrale per l’85% dei wealth manager intervistati. Dietro a tale risposta, secondo Deloitte & ArtTactic, risiederebbe la necessità di andare oltre ai prodotti di investimento tradizionali in un panorama di bassi tassi di interesse. Nonostante solo il 28% dei wealth managers riportasse la ricerca di opportunità alternative come la prima ragione per includere l’arte nella loro offerta nel 2011, oggi ne sono convinti il 46% degli intervistati; le percentuali sono rimaste costanti dalle osservazioni dal 2016 in poi, anno in cui si è visto un punto di svolta in tal senso e il 49% dei wealth managers affermava lo stesso.


10 anni a confronto: qual è la ragione principale
per includere l’arte nell’offerta di wealth management?
I wealth manager rispondono
Fonte: Deloitte Luxembourg & ArtTactic, Art & Finance Report 2021

Le ragioni finanziarie dietro al collezionismo sono forti

“Negli ultimi 10 anni, oltre ad essere un asset emozionale, la componente finanziaria dell’arte è diventata più importante e questa è sempre più considerata come un bene capitale”, affermano le società. “L’arte e i beni da collezione hanno infatti dimostrato di mantenere – oltre che apprezzare – il proprio valore nel tempo, e abbiamo notato forti motivazioni finanziarie dietro al collezionismo”. Ma quali i servizi più richiesti?

I servizi offerti nell’art wealth management

Il 59% dei wealth manager intervistati ha affermato che vi è stato un incremento nella richiesta di servizi volti a proteggere, promuovere e monetizzare il valore dell’arte, in crescita dal 28% del 2011 e dal 40% del 2016. Responsabile principale è stata la pressione da parte degli stessi clienti, dal solo 11% del 2011 al 48% del 2021. Ragione per cui oggi il 78% dei wealth manager intervistati afferma di offrire servizi di legati all’arte, in crescita dal 39% di dieci anni fa. I più gettonati? Interventi di pianificazione successoria del patrimonio (82%), valutazione delle opere (82%), gestione della collezione (76%), filantropia (76%), collateralizzazione (76%), fondi in arte (62%). Presenti anche l’intrattenimento dei propri clienti tramite eventi legati all’arte come vernissage e visite alle fiere, servizi educativi come seminari e conferenze, art advisory, ricerche di mercato, attività di risk management e servizi legali.

10 anni a confronto: quali dei seguenti servizi
sono inclusi nella tua offerta?
I wealth manager rispondono
Fonte: Deloitte Luxembourg & ArtTactic, Art & Finance Report 2021


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di Giulia Bacelle

WW Snippets test

Laureata in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano. Per We Wealth scrive di finanza, arte e beni da collezione, e gestisce progetti ed eventi in questi settori

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