Al post covid piacciono le fusioni societarie

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La nuova economia cerca le grosse dimensioni e le operazioni di m&a raggiungono livelli record (6000 miliardi di dollari controvalore nel 2021). Boom del settore tecnologico e sanitario

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Il 2021 è stato un anno da record per le fusioni societarie, il cui valore è stato di 6000 miliardi di dollari, con un rapporto fra valore aziendale e ricavi a un massimo storico di 15,4. Il boom in particolare c’è stato per gli asset tecnologici (con multipli a 25x) e il settore sanitario (con multipli mediani a 20x, dati deal quarto report annuale sulle operazioni di acquisizione e/o fusione di Bain & Company). In generale, il mercato mondiale dell’m&a nel 2021 ha segnato anche un altro record, con oltre 62.500 operazioni (+24% rispetto al 2020). 143 i mega accordi da oltre cinque miliardi di dollari (+59% rispetto al 2020, dati PwC).
Dallo studio Bain & Company emerge che le società che si ingrandiscono sistematicamente tramite operazioni di fusione e acquisizione offrono agli azionisti rendimenti superiori rispetto a quelle realtà che fanno affidamento su una strategia m&a meno consolidata. Nel 2021, i deal di natura aziendale sono incrementati del 47%, mentre gli accordi che hanno coinvolto investitori finanziari, mentre spac e società di venture capital sono cresciuti di oltre il 100%.

Nel settore tecnologico, più del 75% dei manager ritiene che trattenere i dipendenti sia più difficile di quanto non fosse tre anni fa. Il rischio più grande è l’incertezza delle risorse sul proprio ruolo nella riorganizzazione post-deal e il successo nel trattenere i talenti implica per le aziende grande proattività nel fornire una visione forte e convincente rispetto al futuro dell’azienda.

Gli esg non sono uno degli aspetti principali considerati nei processi di m&a. Stando al rapporto Bain, solo l’11% dei manager nell’m&a valuta regolarmente questi aspetti nel processo di dealmaking. Tuttavia, il 65% degli intervistati si aspetta che l’attenzione della propria azienda rispetto ai temi esg aumenti. “Quando si guarda al settore energetico, ad esempio”, spiega Roberto Prioreschi, managing director di Bain & Company Italia e Turchia. “i deal sulla transizione hanno rappresentato circa un quinto degli accordi superiori a 1 miliardo di dollari nel 2021, e ci aspettiamo che nel 2022 un numero maggiore di aziende del comparto utilizzino l’m&a per rendere più green gli asset esistenti. L’attenzione ai criteri esg deve essere più di una voce della check-list durante il processo di m&a: per avere successo, le aziende dovranno necessariamente rendere la sostenibilità parte centrale di ogni accordo”.

Per quanto riguarda l’Italia, PwC annuncia che nel 2021 sono state annunciate 1.272 operazioni (+5% vs 2020) per un controvalore di 62,6 miliardi di dollari. In Italia i settori consumer market e industrial manufacturing & automotive guidano per numero operazioni (343 e 337), mentre il tmtt traina la crescita a valore con quasi 18 miliardi di dollari. Tra i trend 2022 in Italia: l’ottimizzazione della supply chain e focus su tecnologia e data analytics, transizione energetica, economia circolare aggregazioni nei settori B2B del consumer market ed in alcuni comparti industriali.

Guardando alle prospettive per il 2022, le grandi aziende tecnologiche continueranno a comprare piccole realtà (il 96% delle fusioni e acquisizioni dei grandi player tech ha un valore inferiore ai 500 milioni di dollari, dati Bain). Nel 2022 il settore sanitario continuerà a giocare un ruolo fondamentale (nel 2021, il settore sanitario ha registrato accordi strategici per 440 miliardi di dollari, in aumento del 44% rispetto al 2020): in particolare si prevedono esiti positivi per i fornitori di assistenza sanitaria, gli acquirenti di medtech. Nel settore dei pagamenti il business più gettonato nel settore è quello del “Buy Now Pay Later”, che rappresenta il 50% del valore delle transazioni nel comparto registrate nel 2021. Il settore bancario è pronto per una fervida attività di m&a. Le banche in particolare – prevede il report Bain & Company – godranno particolarmente i benefici di operazioni aggregative. L’m&a bancario potrebbe rappresentare il 50% della crescita dei ricavi nel settore nei prossimi anni.

Il settore assicurativo sarà guidato da tre elementi: sforzo per acquistare nuove capacità, evoluzione della distribuzione o aumento dimensionale.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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