Aifi e imprese: serve “gim” per tornare a crescere

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Una ventata di ottimismo emerge dall’outlook Aifi per le operazioni straordinarie delle imprese italiane nel 2021

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In che modo l’emergenza ha inciso sul settore della finanza straordinaria? Le operazioni hanno registrato una «flessione delle operazioni del 30%

La crisi ha fortemente inciso sul comportamento di tutti gli attori coinvolti, sul rapporto con gli imprenditori e il management, sull’evoluzione dei modelli

In base allo studio, le prospettive per il nuovo anno sono positive. Si prevede un aumento dei volumi delle operazioni, ma anche del loro numero

Le imprese italiane (quelle familiari in particolare) per tornare a crescere devono fare molta «gim» (“gim 2 grow”). Un modo originale per dire che alle nostre pmi servono «governance, internazionalizzazione e manager (esterni). È uno degli aspetti più interessanti emersi dalla tavola rotonda Aifi, “m&a 2021”, espresso anche dall’osservatorio Aub con Aidaf (presente alla conferenza virtuale). Con la moderazione della direttrice generale Aifi Anna Gervasoni gli esperti intervenuti hanno cercato di fare il punto sulla finanza straordinaria che è stata e che sarà.
In che modo l’emergenza sanitaria ha inciso sul settore della finanza straordinaria? Vi è stato un rallentamento della chiusura delle operazioni in corso, con una modifica della direzione degli investimenti. Le operazioni hanno registrato una «flessione delle operazioni del 30%, ma nel prossimo biennio ci sarà la svolta». In un contesto in cui «non si è più in grado di operare da soli» è fondamentale l’apporto del private equity e del mercato del debito a supporto delle operazioni di finanza straordinaria delle imprese.

La crisi ha fortemente inciso sul comportamento di tutti gli attori coinvolti, sul rapporto con gli imprenditori e il management, sull’evoluzione dei modelli degli acquirenti seriali e delle aziende famigliari, sulle competenze intangibili che i professionisti devono mettere in campo per concludere operazioni di successo.

La commissione m&a ha anche redatto un outlook sull’evoluzione del mercato nei prossimi mesi. In base allo studio, le prospettive per il nuovo anno sono positive. Si prevede un aumento dei volumi delle operazioni, ma anche del loro numero. L’ottimismo riguarda in particolare l’evoluzione delle attività di fusione e acquisizione. I settori coinvolti saranno l’industrial, i mercati di largo consumo, i servizi finanziari, le telecomunicazioni e le utilities. Il ruolo degli «acquirenti seriali» resterà stabile, così come i multipli delle transazioni (queste ultime potrebbero essere in leggera flessione).

Gli operatori di private equity, molto attivi nel corso del 2020, manterranno un ruolo importante nel consolidamento e nello sviluppo delle aziende attraverso operazioni crescenti di add on e internazionalizzazione. Un generale consenso emerge riguardo al ruolo sempre più importante delle operazioni di rilancio d’impresa. L’indagine mette in evidenza anche il ruolo chiave che il private capital potrà giocare nella fase di recupero dell’economia italiana. Si assisterà infatti a una ricomposizione del tessuto produttivo italiano. Lo stesso avverrà negli altri paesi industriali nel post crisi pandemica.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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