Effetto tassi alti, ecco l’esito più probabile per il 2024

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Gli effetti di una politica monetaria aggressiva iniziano a vedersi, con l’inflazione che continua ad abbassarsi in modo consistente, spingendo molti a credere in un atterraggio morbido. Eppure gli effetti sul mercato solitamente sono ritardati, cosa aspettarci?

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È indubbio che si inizino a vedere i primi effetti della politica restrittiva delle banche centrali, con l’inflazione che si sta finalmente abbassando, basti pensare che negli Stati Uniti a ottobre si è attestata al 3,2% e nell’Eurozona è scesa al 2,9%, in entrambi i casi sui minimi a due anni. Si tratta di dati confortanti, anche se il target del 2% è ancora da agguantare. In aggiunta, gli Stati Uniti stanno registrando una forte resilienza al contesto di tassi alti: la crescita del Pil è stata del 4,9% annualizzato nel terzo trimestre, superando le attese degli esperti; anche il mercato del lavoro sembra mantenersi forte.

Lo stesso discorso non si può invece fare per l’Europa con la Germania che appare destinata a chiudere il 2023 in recessione.

Molti investitori erano convinti che le politiche aggressive implementate dalle banche centrali avrebbero imposto un freno all’economia, ma così non è stato. Eppure è importante non dimenticarsi che i risultati di queste politiche spesso sono molto ritardati e possono vedersi fino ai 18 mesi dopo, quindi è ancora troppo presto per festeggiare. 

Come si vede dal grafico, il divario nella trasmissione dei tassi tra Eurozona e Stati Uniti è molto profondo; secondo Max Stainton e Yi Hu, esperti di Fidelity International, il divario dipende dalle profonde differenze tra i canali creditizi delle due aree. “Il credito dell’Area Euro e? costituito principalmente da prestiti bancari, e l’88% del debito corporate e? finanziato tramite prestiti a tasso variabile. Diversamente, negli Stati Uniti la maggior parte del debito corporate e? finanziato tramite i mercati dei capitali, prevalentemente basati su tassi fissi”.

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Insomma, negli States gli aggressivi rialzi dei tassi sono stati ammortizzati da un elevato debito a scadenza fissa emesso dalle impresse dopo la fine della pandemia. Questo significa che molti debitori si sono assicurati tassi fissi relativamente bassi e solo al momento del rifinanziamento sentiranno pesare l’effetto degli alti tassi di interesse, ma questo momento non è ancora arrivato.

Per ora, i consumatori sono riusciti a portare sulle loro spalle la crescita dell’economia statunitense, aiutati anche da un mercato del lavoro forte e caldo, al punto da convincere la Federal Reserve a portare avanti una politica molto aggressiva. Tuttavia, iniziano a vedersi le prime crepe: i consumatori stanno esaurendo i risparmi accumulati nel periodo della pandemia e adesso dipendono maggiormente dalle carte di credito e il tasso di disoccupazione si sta piano piano alzando, arrivando a ottobre al 3,9%. Gli esperti sottolineano anche che a questo bisogna aggiungere il fatto che “il muro delle scadenze del debito e le esigenze di rifinanziamento si profilano all’orizzonte per i prossimi trimestri”.
Tutti questi fattori, se guardati insieme, sembrano sostenere l’idea che l’anno prossimo una recessione sia l’esito più probabile per gli Stati Uniti.

di Matilde Sperlinga

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Laureata in Scienze Politiche e Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, in We Wealth si occupa di mercati, con un focus su geopolitica e venture capital

Domande frequenti su Effetto tassi alti, ecco l’esito più probabile per il 2024

Qual è l'effetto principale della politica restrittiva delle banche centrali menzionato nell'articolo?

L'effetto principale è la diminuzione dell'inflazione. L'articolo evidenzia che l'inflazione si sta abbassando sia negli Stati Uniti che nell'Eurozona, grazie alle politiche restrittive.

A quali livelli si è attestata l'inflazione negli Stati Uniti e nell'Eurozona, secondo l'articolo?

L'articolo indica che a ottobre l'inflazione negli Stati Uniti si è attestata al 3,2%, mentre nell'Eurozona è scesa al 2,9%. Questi sono i minimi degli ultimi due anni per entrambe le aree.

Qual è l'obiettivo di inflazione che le banche centrali stanno cercando di raggiungere?

L'articolo menziona che il target di inflazione che le banche centrali stanno cercando di raggiungere è del 2%. Nonostante i progressi, questo obiettivo non è ancora stato raggiunto.

Come stanno reagendo gli Stati Uniti al contesto di tassi di interesse elevati?

Gli Stati Uniti stanno dimostrando una forte resilienza al contesto di tassi alti. L'articolo specifica che il paese sta registrando una crescita del PIL nonostante le politiche restrittive.

Qual è il periodo di riferimento per i dati sull'inflazione citati nell'articolo?

I dati sull'inflazione menzionati nell'articolo si riferiscono al mese di ottobre. L'articolo specifica che a ottobre l'inflazione ha raggiunto i livelli indicati sia negli Stati Uniti che nell'Eurozona.

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