S&P: guerra russo-ucraina e rincari faranno schizzare i default

Secondo una nuova analisi di S&P Global Ratings, l’aumento dei costi di input peserà sempre più sui margini aziendali. Il tasso di default crescerà al 2,5% entro la fine dell’anno

WW Snippets test

La quota di emittenti europee con rating “CCC” o inferiore è balzata a 59 al 31 marzo 2022. Erano 53 alla fine dello scorso anno

Guerra russo-ucraina e condizioni monetarie e di liquidità più restrittive in prospettiva rischiano di rappresentare sempre più una sfida

Le conseguenze della guerra russo-ucraina, compresi i rincari di energia e generi alimentari, rischiano di esercitare sempre più pressione sulle performance future delle emittenti europee con rating “CCC”. Salite a quota 59 al 31 marzo 2022 (erano 53 alla fine dello scorso anno). In Europa, secondo una nuova analisi di S&P Global Ratings dal titolo The number of european “CCC” issuers rises, while liquidity and leverage indicators point to potential future stress, la ripresa dei rating appare infatti più lenta rispetto al Nord America. E i tassi d’insolvenza potrebbero crescere al 2,5% entro i prossimi sette mesi.

L’aumento della quota di emittenti europei con rating “CCC” o inferiore rispetto a quanto registrato al 31 dicembre sembrerebbe essere legata, stando a S&P, all’incremento delle emittenti direttamente o indirettamente legate al conflitto in Ucraina. Sebbene non manchino alcune società che hanno salutato la categoria di rating “CCC”, dopo essere state declassate due anni fa per motivi legati alla crisi pandemica, grazie al miglioramento delle prestazioni operative. In questo contesto, come anticipato in apertura, le società europee con rating “CCC” risultano essere ancora al di sopra della media quinquennale, diversamente da quelle statunitensi o canadesi.

Di conseguenza, guerra e condizioni monetarie e di liquidità più restrittive in prospettiva rischiano di rappresentare una sfida per l’Europa. Due terzi delle emittenti analizzate vanta una liquidità insufficiente o debole. E dipendono fortemente da fonti esterne, come l’accesso ai mercati dei capitali. Mentre “livelli di leva finanziaria superiori a 10 volte suggeriscono che le strutture patrimoniali potrebbero diventare insostenibili, in base alle future condizioni economiche e di mercato”, osservano gli analisti.

Non essendo state registrate insolvenze nel primo trimestre dell’anno, il tasso di insolvenza di livello speculativo europeo si è portato sullo 0,7% nel mese di marzo. Ciononostante, avvertono gli analisti, il ritmo dei default è schizzato ad aprile. Se ne contano quattro solo nelle ultime due settimane. Conseguentemente, aggiungono, si prevede che “l’aumento dei costi di input peserà sempre più sui margini aziendali nel corso dell’anno” e “i tassi d’insolvenza cresceranno al 2,5% entro il 31 dicembre 2022”.

Guardando infine ai settori, quello dei media, quello ricettivo, quello dell’intrattenimento e quello del tempo libero continuano a essere maggiormente esposti alle emittenti con rating “CCC”. Sebbene il numero risulti in calo rispetto al trimestre precedente. Due società, Playa hotels & resorts e International park holdings, hanno per esempio lasciato la categoria di rating “CCC” grazie al miglioramento delle performance operative generato da un incremento della domanda dei consumatori.

Gli articoli pubblicati sono stati realizzati da giornalisti e contributors di We Wealth e vengono forniti a Poste Premium a scopo informativo.


LEAD – APPROFONDIMENTO

header { min-height: 50px!important; }

@media (max-width: 640px)
header {
min-height: 10px!important;
}


.article-enterprise-link {
visibility: hidden;
border-bottom: none!important;
}
.article-paragraph a {
border-bottom: none!important;
}

di Rita Annunziata

WW Snippets test

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

Domande frequenti su S&P: guerra russo-ucraina e rincari faranno schizzare i default

Qual è stato l'incremento di emittenti europee con rating 'CCC' o inferiore nel primo trimestre del 2022?

La quota di emittenti europee con rating 'CCC' o inferiore è aumentata di 6 unità, passando da 53 alla fine del 2021 a 59 al 31 marzo 2022.

Quali sono i fattori principali che, secondo l'articolo, aumentano il rischio di default per le emittenti europee?

La guerra russo-ucraina, con i conseguenti rincari di energia e generi alimentari, e le condizioni monetarie e di liquidità più restrittive sono i fattori principali che aumentano il rischio di default.

Su quali aziende europee si prevede che la guerra russo-ucraina eserciterà maggiore pressione?

La guerra russo-ucraina, con i rincari che ne conseguono, rischia di esercitare maggiore pressione sulle performance future delle emittenti europee con rating 'CCC'.

Qual è il significato di un rating 'CCC' per un'emittente?

Un rating 'CCC' indica un'elevata vulnerabilità al default e una dipendenza da condizioni economiche favorevoli per adempiere agli obblighi finanziari.

Qual è la prospettiva futura per le emittenti europee con rating 'CCC' alla luce delle attuali condizioni economiche?

Le prospettive future per le emittenti europee con rating 'CCC' sono considerate sempre più sfidanti a causa della guerra russo-ucraina e delle politiche monetarie restrittive.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

Fai rendere di più la tua liquidità e il tuo patrimonio. Un’opportunità unica e utile ti aspetta gratuitamente.

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N. 67 – aprile 2024
Magazine 66 – marzo 2024
Guide
Design

Collezionare la nuova arte fra due millenni

INVESTIRE IN BOND CON GLI ETF

I bond sono tornati: per anni la generazione di income e la diversificazione del rischio erano state erose dal prolungat...

Dossier, Outlook e Speciali
Più dati (e tech) al servizio del wealth
Il Trust in Italia