I responsabili della deforestazione? Olio di palma, ma anche soia

L’espansione dei terreni agricoli è la principale responsabile della deforestazione a livello globale: olio di palma e soia i principali imputati. Gli investitori possono però aiutare ad arrestare questo fenomeno

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Secondo il report State of the world’s forests, pubblicato dalla Food and agriculture organization (Fao) nel 2016, l’espansione dei terreni destinati a uso agricolo è responsabile del 73% della deforestazione nelle aree tropicali e subtropicali. Tuttavia, “la distruzione delle foreste provoca gravi ripercussioni sulla società e sull’ambiente, considerato il loro ruolo nell’assorbimento dei gas serra” commenta Irina van der Sluijs, Senior responsible investment specialist di NN Investment Partners (NN IP). Secondo lo studio Global maps of twenty-first century forest carbon fluxes pubblicato a gennaio 2021 su Nature climate change, sarebbero ben 7,6 i miliardi di tonnellate nette di Co2 che ogni anno vengono assorbite dalle foreste di tutto il mondo.
“Gli investitori possono aiutare a proteggere le aree boschive arrestando la deforestazione causata dalla produzione di alcune materie prime, come l’olio di palma o la soia” continua van der Sluijs. “Come NN IP, abbiamo a tal fine firmato una lettera insieme a più di 30 istituzioni che totalizzano insieme circa 8,7 mila miliardi di asset in gestione. Sottoscritta durante la Cop26, abbiamo promesso di fare del nostro meglio per fermare tale fenomeno ad opera delle società in cui investiamo entro il 2025”. È previsto invece al 2030 il termine per porre fine alla distruzione delle foreste a livello mondiale, fissato da 100 paesi tra cui Cina e Brasile durante la stessa conferenza; un obiettivo per cui si stima potranno essere stanziati circa 19,2 miliardi di dollari tra fondi pubblici e privati.

Deforestazione e produzione agricola: il ruolo di olio di palma e soia

Olio di palma e soia sono i principali responsabili della deforestazione causata dall’espansione dei terreni agricoli. Il primo è un olio vegetale coltivato dalla palma da olio, che cresce principalmente nei climi tropicali umidi (Indonesia e Malesia ne producono il 90%) ed è economico da produrre, tanto che migliaia di prodotti lo contengono tra gli ingredienti. Oltre alla deforestazione, tuttavia, l’elenco dei rischi associati alla produzione dell’olio di palma a livello ambientale e sociale è lungo: inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua, cambiamento climatico, sfide per i diritti umani ed effetti negativi sulla salute. Anche la soia contribuisce all’avanzare del fenomeno, in quanto fonte proteica principale nell’alimentazione del bestiame. Secondo il World wildlife fund (Wwf), uno dei motivi principali dell’espansione dei terreni agricoli negli ultimi 50 anni è stato infatti l’aumento della produzione di soia, decuplicata da 27 a 269 milioni di tonnellate. L’aumento della domanda è stato un motore significativo della deforestazione in Sud America e in particolare in Brasile, ora il più grande esportatore di soia a livello globale.

Deforestazione: l’impegno attivo di NN IP

“Come NN IP, ci impegniamo attivamente contro il fenomeno della deforestazione per cercare di diminuire gli effettivi negativi che ad essa conseguono”, continua van der Sluijs. La società è infatti membro del gruppo di lavoro Pri sull’olio di palma sostenibile delle Nazioni unite, che si concentra su coltivatori, commercianti e diverse banche regionali della materia prima. Nel 2019 è anche diventata membro della Roundtable on sustainable palm oil (Rspo), che coinvolge l’intera filiera. “Abbiamo diverse società in portafoglio attive nella produzione di olio di palma e soia”, prosegue l’esperta. “Con loro abbiamo scelto di impegnarci attivamente piuttosto che escluderle completamente dai nostri investimenti, in quanto crediamo sia più efficace”. L’impegno di NN IP contro la deforestazione contribuisce anche a raggiungere gli obiettivi promossi dal fondo NN (L) Climate & Environment, classificato come articolo 9 del Sustainable finance disclosure regulation (Sfdr). La strategia ha un approccio di investimento tematico e si concentra su società che contribuiscono positivamente a uno o più Sgd (obiettivi di sviluppo sostenibile) delle Nazioni unite in relazione alla sostenibilità delle risorse naturali.

di Giulia Bacelle

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Laureata in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano. Per We Wealth scrive di finanza, arte e beni da collezione, e gestisce progetti ed eventi in questi settori

Domande frequenti su I responsabili della deforestazione? Olio di palma, ma anche soia

Quali sono i principali responsabili della deforestazione secondo l'articolo?

L'espansione dei terreni destinati a uso agricolo è responsabile del 73% della deforestazione nelle aree tropicali e subtropicali. Tra le colture principali che guidano questa espansione figurano l'olio di palma e la soia.

Qual è la fonte principale dei dati sulla deforestazione menzionati nell'articolo?

Le informazioni sulla deforestazione provengono dal report State of the world's forests, pubblicato dalla Food and Agriculture Organization (FAO) nel 2016. Questo report fornisce dati specifici sull'impatto dell'agricoltura.

Quali sono le ripercussioni ambientali della deforestazione evidenziate nell'articolo?

La distruzione delle foreste ha gravi ripercussioni sull'ambiente, principalmente a causa del loro ruolo cruciale nell'assorbimento dei gas serra. Questo impatto è sottolineato da Irina van der Sluijs di NN Investment Partner.

Qual è l'impegno di NN Investment Partner riguardo alla deforestazione?

L'articolo menziona l'impegno attivo di NN Investment Partner nella lotta alla deforestazione, suggerendo un approccio di investimento responsabile. Questo impegno è indicato anche nelle intestazioni dell'articolo.

In che modo la produzione agricola contribuisce alla deforestazione secondo il report FAO del 2016?

Secondo il report FAO del 2016, l'espansione dei terreni agricoli è la causa principale della deforestazione, rappresentando il 73% del fenomeno nelle zone tropicali e subtropicali. Colture come l'olio di palma e la soia sono tra i principali motori di questa espansione.

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