Raffreddare l’economia con i “cubetti di ghiaccio”

La transizione verso un mondo net zero è un processo che richiede tempo ed energie e che implica un cambio di abitudini e mentalità. Con gli esperti di Lombard Odier IM parliamo di cosa significhi investire nei “cubetti di ghiaccio”

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Individuare le aziende con una bassa impronta di carbonio per porre un freno al riscaldamento climatico globale non basta più. Si rende infatti necessario “raffreddare” l’economia, ponendo l’attenzione sul processo di transizione. In che modo? Grazie ai cosiddetti “cubetti di ghiaccio”. È con questa espressione che gli esperti di Lombard Odier Investment Managers (LOIM) identificano alcuni grandi emettitori di CO2 impegnati oggi nell’implementazione di piani di decarbonizzazione credibili e in linea con un’economia a emissioni nette zero. “Non possiamo più semplicemente evitare le industrie più complesse e difficili da trattare”, afferma Christopher Kaminer, Head of Sustainable Investment Research di LOIM. “Piuttosto, dobbiamo cercare di identificare quei player che si stanno distinguendo come campioni della transizione green, ciascuno nei rispettivi settori. Ciò richiede strategie diversificate in grado di distinguere i leader dai ritardatari e di ridistribuire il capitale di conseguenza”.

I sette errori da non compiere

Scegliere una strategia di investimento a basse emissioni non è però affare semplice. Alcune soluzioni possono infatti essere compliant con obiettivi di zero netto, ma presentare gravi limiti legati all’orizzonte temporale o alla costruzione di portafoglio.
Anzitutto, spiegano da LOIM, molti prodotti di investimento posizionati sulla transizione non sono pensati per il lungo termine ma basati sull’oggi, nonostante si tratti di un processo che richiederà decenni.
In secondo luogo, strategie a bassa intensità di carbonio possono portare a un’eccessiva concentrazione di portafoglio e, dunque, una maggior instabilità in fase di volatilità.
In terza analisi, aprire posizioni nette ‘corte’ su grandi emettitori di CO2 da un lato non crea un’impronta climatica negativa, dall’altro preclude anzi l’idea di un processo di transizione.
Ancora, i benchmark della decarbonizzazione ipotizzano una transizione ordinata, ma il percorso reale non sarà lineare, ma presumibilmente irregolare e disomogeneo.
In quinta istanza, le compensazioni di carbonio non portano a una reale decarbonizzazione e nulla fanno per ridurre i rischi legati alla transizione.
L’analisi delle emissioni prodotte dalle aziende in modo indiretto, legate alle filiere produttive, viene spesso ignorata o posticipata, ma le conseguenze di tali azioni hanno effetto da subito.
Infine, omettere settori vitali per l’economia globale, come l’acciaio e il cemento, non è la soluzione: bisogna investire nei processi. Bisogna investire nei cubetti di ghiaccio.

Campioni della transizione o vittime?

Troppo spesso, spiegano gli esperti di LOIM, imprese che emettono grandi quantità di CO2 rimangono tagliate fuori dalle strategie a bassa intensità di carbonio. Il loro impegno nell’implementazione di piani di decarbonizzazione credibili offre invece alcune delle migliori opportunità di investimento di lungo termine. Queste aziende rappresentano i “cubetti di ghiaccio” di un’economia indirizzata alla decarbonizzazione e presentano un alto tasso di decarbonizzazione, nessun disinvestimento da attivi, obiettivi chiari di riduzione delle emissioni di tutte le tipologie e rendicontazioni definite e regolari.
“Riteniamo che il mantenimento di un portafoglio diversificato che identifichi le società su un forte percorso di decarbonizzazione, indipendentemente dal settore, contribuirà ad accelerare la transizione verso lo zero netto e fornirà rendimenti interessanti per gli investitori”, conclude Kaminer.

di Gloria Grigolon

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Domande frequenti su Raffreddare l’economia con i “cubetti di ghiaccio”

Cosa si intende con l'espressione 'raffreddare' l'economia?

'Raffreddare' l'economia, secondo l'articolo, significa non solo individuare aziende a bassa impronta di carbonio, ma anche concentrarsi attivamente sul processo di transizione verso la decarbonizzazione delle aziende ad alte emissioni.

Chi ha introdotto il concetto di 'cubetti di ghiaccio' e cosa rappresentano?

Gli esperti di Lombard Odier Investment Managers (LOIM) hanno introdotto l'espressione 'cubetti di ghiaccio' per identificare le grandi aziende emettitrici di CO2 che stanno implementando piani di decarbonizzazione credibili.

Qual è il focus principale dell'articolo oltre alla riduzione dell'impronta di carbonio?

L'articolo pone l'accento sull'importanza di considerare e supportare il processo di transizione delle aziende ad alte emissioni verso modelli di business più sostenibili, oltre alla semplice identificazione di aziende già a bassa impronta di carbonio.

Qual è il tema principale affrontato nella sezione 'Campioni della transizione o vittime?'?

Questa sezione dell'articolo esplora la potenziale dicotomia tra le aziende che guidano attivamente la transizione verso la decarbonizzazione e quelle che potrebbero soccombere a causa della mancata adozione di pratiche sostenibili.

Qual è l'implicazione finanziaria di identificare i 'cubetti di ghiaccio'?

Identificare i 'cubetti di ghiaccio' permette di indirizzare investimenti verso aziende che, pur essendo grandi emettitori, dimostrano un impegno concreto e misurabile nella riduzione delle emissioni, offrendo potenzialmente opportunità di crescita sostenibile.

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