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Alla luce dell’attuale contesto economico, oltre un intervistato su tre dichiara di non sapere come impiegare le proprie disponibilità, e, a fronte di un 56% del campione che sarebbe disposto ad apprendere nuove informazioni finanziarie – ma il 10% di loro non saprebbe a chi rivolgersi -, il 44% si dichiara non disposto a un apprendimento finanziario.
Se leggiamo questi dati insieme con quelli del Centro Einaudi pubblicati a dicembre 2021, l’indice di soddisfazione degli investitori più elevato tra tutte le classi di investimento va al risparmio gestito, con un rapporto tra soddisfatti e insoddisfatti di 6 a 1. L’economia delle famiglie italiane è stata fortemente condizionata dalla pandemia, il Pil è caduto dell’8,9% nel 2020 e i depositi sono aumentati arrivando a 1,8 miliardi (circa il 109% del Pil).
Tra 5-10 anni, secondo gli intervistati, prenderanno quota i consigli professionali dei consulenti finanziari (dal 19,3 al 23,8%) su cui si farà affidamento per avere suggerimenti sugli investimenti anche se persiste una quota di risparmiatori inclini ad agire da soli. Troppo poco per invertire la rotta e affiancare tutti i cittadini nel ciclo di vita.
Resta ancora ampio dunque lo spazio di crescita per quell’esercito di consulenti finanziari che da decenni affianca risparmiatori consapevoli ma che, nonostante i milioni di famiglie di italiani seguiti, non è ancora riuscito a raggiungere i più restii e i meno informati.
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