Imprese, tra guerra e geopolitica: è la fine della globalizzazione?

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Il crescere del rischio geopolitico, a seguito della guerra in Ucraina, potrebbe portare le imprese di tutto il mondo a rivedere la propria supply chain

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Secondo uno studio di Vox Eu l’aumento dei rischi geopolitici potrebbe comportare cambiamenti a lungo termine nella struttura delle global value chain

L’aumento del rischio geopolitico aumenta il premio assicurativo che le aziende devono pagare per coprirsi dal rischio di future interruzioni della produzione dovute a sanzioni economiche o conflitti

La guerra sta avendo effetti diretti non solo sulle imprese che operano in Russia e Ucraina. Lo shock causato dal conflitto va infatti ben oltre i due paesi, con i rischi geopolitici che sono aumentati sensibilmente a livello globale. Il Global Geopolitical Risk Index è più che raddoppiato dall’inizio dell’anno – raggiungendo livelli visti l’ultima volta con lo scoppio della guerra in Iraq nel marzo 2003 – e la percezione dei rischi di futuri conflitti e sanzioni è cambiata. La situazione è incerta anche per economie ben più integrate di Russia e Ucraina nelle catene globali del valore, come Cina, Finlandia, Svezia e Taiwan. Come si comporteranno le imprese? A fare il punto è un report di Vox Eu.
Secondo lo studio, l’aumento dei rischi geopolitici potrebbe comportare cambiamenti a lungo termine nella struttura delle global value chain, con molte aziende che potrebbero optare per il reshoring o il nearshoring. Ogni impresa infatti di fronte alla scelta di delocalizzare la propria produzione effettua un’analisi costi-benefici. L’aumento del rischio geopolitico aumenta il premio assicurativo che le aziende devono pagare per coprire il rischio di future interruzioni della produzione dovute a sanzioni economiche o conflitti, rendendo la scala dei benefici più ripida. Poiché la vecchia sede è improvvisamente più rischiosa, il trasferimento in una nuova sede a basso rischio diventa più interessante. Questo è particolarmente vero per le imprese più dipendenti dalle importazioni del paese a rischio, per le quali eventuali interruzioni nella catena di approvvigionamento sarebbero particolarmente dannose.

Inoltre l’effetto geopolitico, secondo lo studio, sarà diverso a seconda dei settori. I settori con costi fissi più alti e prodotti intermedi sofisticati hanno meno probabilità di delocalizzare in risposta a maggiori rischi geopolitici. Per esempio, le imprese in un settore come quello automobilistico, che richiedono elevati investimenti iniziali in infrastrutture, affrontano costi più elevati di delocalizzazione della produzione e sono quindi meno propense a lasciare un paese in presenza di un rischio geopolitico più elevato. Tuttavia diversi fattori frenano il “rimpatrio”, il che fa pensare che il rimodellamento delle global value chain non implicherà un’improvvisa deglobalizzazione.

In questo contesto un ruolo cruciale sarà giocato dalle istituzioni, che dovrebbero concentrarsi sul disinnescare le tensioni e rafforzare le catene di valore globali contro le future perturbazioni.

Gli articoli pubblicati sono stati realizzati da giornalisti e contributors di We Wealth e vengono forniti a Poste Premium a scopo informativo.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

Domande frequenti su Imprese, tra guerra e geopolitica: è la fine della globalizzazione?

In che modo l'aumento dei rischi geopolitici influisce sui costi operativi delle aziende?

L'aumento del rischio geopolitico comporta un incremento del premio assicurativo che le aziende devono sostenere. Questo aumento è necessario per coprirsi dal potenziale rischio di future interruzioni della produzione, causate da sanzioni economiche o conflitti.

Quali sono le conseguenze a lungo termine dell'aumento dei rischi geopolitici sulla struttura delle catene del valore globali?

Secondo uno studio di Vox Eu, l'aumento dei rischi geopolitici potrebbe portare a cambiamenti strutturali duraturi nelle global value chain. Questi cambiamenti potrebbero ridefinire il modo in cui le aziende organizzano la loro produzione e distribuzione a livello internazionale.

Gli effetti della guerra si limitano alle imprese direttamente coinvolte in Russia e Ucraina?

No, gli effetti della guerra si estendono ben oltre le imprese che operano direttamente in Russia e Ucraina. Lo shock causato dal conflitto ha un impatto che va ben oltre i confini geografici immediati, influenzando un'ampia gamma di attori economici.

Quali tipi di rischi specifici le aziende cercano di coprire aumentando i premi assicurativi a causa del rischio geopolitico?

Le aziende aumentano i loro premi assicurativi per coprirsi dal rischio di future interruzioni della produzione. Queste interruzioni possono essere causate da eventi come sanzioni economiche imposte da governi o l'insorgere di conflitti armati.

Qual è la principale implicazione finanziaria dell'aumento del rischio geopolitico per le imprese?

La principale implicazione finanziaria è l'aumento dei costi legati alla gestione del rischio. Le imprese devono affrontare premi assicurativi più elevati per proteggersi da potenziali perdite dovute a instabilità geopolitica e interruzioni delle operazioni.

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