IA e Wealth management: cogliere le opportunità evitando i rischi

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L’intelligenza artificiale ha il potenziale per apportare grandi benefici al wealth management, ma per coglierne a pieno le opportunità occorre che i professionisti del settore comprendano a fondo i processi di questa nuova tecnologia. Ne parliamo con Georgios Lekkas, Innovation Director di Objectway

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I giorni in cui i fornitori di servizi finanziari esitavano ad abbracciare l’intelligenza artificiale sono finiti. Banche, wealth e asset manager hanno riconosciuto l’IA come una delle tecnologie strategicamente essenziali per il settore e sono pronte ad investire oltre 4.9 miliardi di dollari entro il 2024 per implementarle nel proprio business, riporta GlobalData. Anche in Italia, dove l’adozione di nuove tecnologie impiega più tempo a diffondersi, quasi il 60% degli operatori del wealth management stanno già sperimentando l’utilizzo dell’IA nelle proprie attività, riporta la Consob, mentre a livello globale l’83% delle banche ha già investito in IA e prevede di aumentare la propria spesa nei prossimi due anni, riporta Objectway, tra i principali supplier a livello globale di soluzioni end-to-end per wealth, banking e asset management.
Ma quali sono oggi e saranno in futuro le aree della consulenza patrimoniale ad essere maggiormente impattate da questa nuova tecnologia? Quali opportunità porterà e come gli operatori dovranno prepararsi per sfruttare le sue potenzialità invece che subirne l’arrivo? Lo vediamo con Georgios Lekkas, Innovation Director di Objectway.

Investimenti in IA: ecco i vantaggi per il wealth management

Secondo uno studio di GlobalData, in tutto il mondo gli investimenti in Intelligenza Artificiale del settore retail banking ammonteranno a circa 4,9 miliardi di dollari entro il 2024, evidenziando un tasso di crescita di quasi il 22% dal 2019.
Tuttavia, la sfida principale è identificare dove investire. “Capire dove allocare queste risorse sarà una sfida importante per gli operatori”, spiega Lekkas. “Attualmente, il segmento bancario sta investendo sull’IA in primo luogo con l’obiettivo di aumentare l’efficienza operativa piuttosto che per generare nuove entrate. Una seconda area di investimento è quella delle spese relative al personale legate all’IA”. La mancanza di conoscenze specialistiche costituisce infatti una sfida prioritaria e secondo studi di settore circa un terzo delle banche ritiene necessario riqualificare i propri dipendenti, mentre poco più di una su quattro intende assumere nuove risorse per gestire correttamente queste tecnologie. “Muoversi con anticipo potrebbe rivelarsi una scelta strategica, considerando che nel settore dei servizi finanziari, l’IA generativa ha il potenziale per generare un valore tra i 200 e i 340 miliardi di dollari, una quota compresa tra il 2,8 e il 4,7 % del fatturato totale del settore”.

Vantaggi anche per i clienti…

Ma i vantaggi dell’applicazione dell’IA non si limitano al mero efficientamento dei processi. “Un gran numero di modelli di IA sono attualmente in fase di adozione – osserva Lekkas – per aiutare a costruire portafogli migliori, la cui strutturazione sarà basata sull’analisi puntuale di fattori e temi. Ma non è tutto: anche i nuovi modelli quantitativi per la generazione di alfa svolgono un ruolo importante. L’obiettivo è ottenere risultati migliori del mercato ed elaborare dati non strutturati sulla base del sentiment“. Anche sul piano della client experience l’intelligenza artificiale può apportare importanti benefici, grazie all’automazione dei processi manuali la cui fallibilità inficia negativamente la relazione cliente-istituto. Ciò dovrebbe permettere al settore bancario di offrire un servizio capace di anticipare le possibili esigenze del cliente. “Affinché ciò sia possibile occorre porre solide basi per le iniziative di IA, come la definizione delle responsabilità, l’acquisizione di conoscenze sufficienti tra i dipendenti, la corretta gestione dei dati e, soprattutto, la selezione dei giusti casi d’uso”.

…e per i consulenti

Nonostante la reazione positiva del wealth management all’introduzione dell’Intelligenza Artificiale, non mancano le perplessità – soprattutto da parte dei consulenti – nei confronti dell’automazione dei processi e delle potenziali applicazioni dell’IA in questo settore. Secondo l’esperto di Objectway, tuttavia, in un contesto sempre più ibrido umano-digitale la figura del consulente rimarrà cruciale per il mantenimento della relazione personale con il supporto delle tecnologie digitali. “Le tecnologie digitali, soprattutto l’IA generativa – spiega Lekkas – possono rafforzare il ruolo dell’advisor e offrire supporto nei processi decisionali, nell’innovazione dell’offerta e nella personalizzazione della relazione. L’IA non sostituirà il consulente, piuttosto sarà di supporto al lavoro di quest’ultimo, come già accade per la stesura di commenti e analisi di mercato e per la predisposizione di mail personalizzate sulle esigenze del cliente”.

Sfruttare il potenziale dell’IA: occorre prima comprenderlo

Utilizzare una nuova tecnologia, soprattutto una disruptive come l’IA, richiede innanzitutto che essa sia compresa da chi se ne avvale. Per questo motivo l’Innovation Director di Objectway ritiene che le aziende dovranno capire per quali scopi e in che modo usare l’IA, adattandone l’impiego alle caratteristiche dei propri processi. “Ma dovranno anche far comprendere ai propri clienti il valore di questa nuova tecnologia: se ciò non dovesse accadere l’IA non sarà in grado di apportare un reale valore alle aziende e al loro business”, osserva Lekkas. La mancanza di un’adeguata comprensione sta limitando l’adozione dell’IA generativa, nonostante ne si intuiscano le potenzialità. A pesare sono pregiudizi relativi alla trasparenza nella gestione dei dati e al rispetto della privacy. “Non stupisce che il 45% dei professionisti del wealth management intendano investire per implementare sistemi di IA spiegabile (explainable AI) entro i prossimi dodici mesi”. Queste tecnologie, infatti, consentono di comprendere e considerare affidabili i risultati e gli output generati mediante algoritmi di machine learning. “Le società e i professionisti del wealth più lungimiranti svilupperanno le loro capacità di IA spiegabili prima di lanciare soluzioni rivolte al cliente potenzialmente sopravvalutate.”

In conclusione

Secondo l’esperto di Objectway, l’IA rappresenta indubbiamente un’opportunità per il mondo della gestione patrimoniale. “L’uso di strumenti di intelligenza artificiale ha il potenziale per aumentare la soddisfazione dei clienti, migliorare i processi decisionali e l’esperienza dei dipendenti, riducendo al minimo il rischio di frodi e violazioni della compliance attraverso una migliore attività di monitoraggio”.

di Antonio Murtas

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Laureato in Giurisprudenza presso l’Università Bocconi di Milano. Segue per We Wealth l’area del private insurance, in cui è specializzato, curando anche progetti editoriali per primarie case di gestione internazionali e reti bancarie italiane.

Domande frequenti su IA e Wealth management: cogliere le opportunità evitando i rischi

Quanto si prevede che il settore investirà in IA entro il 2024?

GlobalData riporta che banche, wealth e asset manager investiranno oltre 4.9 miliardi di dollari entro il 2024 per implementare l'IA nel wealth management. Questo investimento sottolinea l'importanza strategica che l'IA sta assumendo nel settore finanziario a livello globale. L'adozione di queste tecnologie è vista come un fattore chiave per la crescita e l'innovazione.

Qual è lo stato di adozione dell'IA nel wealth management in Italia?

L'articolo indica che l'adozione di nuove tecnologie, inclusa l'IA, impiega più tempo a diffondersi in Italia rispetto ad altri paesi. Nonostante ciò, quasi il 60% degli operatori del wealth management in Italia sta considerando o implementando soluzioni basate sull'IA. Questo suggerisce una crescente consapevolezza dei benefici dell'IA anche nel contesto italiano.

Quali sono i vantaggi specifici dell'IA per i clienti nel wealth management?

L'articolo menziona che ci sono vantaggi anche per i clienti, ma non li specifica nel dettaglio. Si può presumere che l'IA possa portare a servizi più personalizzati, decisioni di investimento più informate e una migliore gestione del rischio. Ulteriori dettagli sui vantaggi specifici per i clienti non sono forniti nel testo.

In che modo l'IA può avvantaggiare i consulenti nel wealth management?

L'articolo suggerisce che l'IA offre vantaggi anche per i consulenti, ma non li elenca esplicitamente. Si può dedurre che l'IA possa automatizzare compiti ripetitivi, fornire analisi più approfondite e supportare i consulenti nel prendere decisioni più efficaci. Questo permetterebbe ai consulenti di concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto.

Qual è il prerequisito fondamentale per sfruttare appieno il potenziale dell'IA nel wealth management?

Secondo l'articolo, per sfruttare appieno il potenziale dell'IA, è necessario prima comprenderla a fondo. Questo implica acquisire una conoscenza approfondita delle sue capacità, dei suoi limiti e dei potenziali rischi associati. Una solida comprensione dell'IA è essenziale per implementarla in modo efficace e responsabile.

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