“Dispenser”, il gps dell’educazione finanziaria a servizio del cliente

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Mettere le persone al centro, partendo da quello che per loro è importante. Ecco la filosofia della video-serie “Dispenser” di Leonardo Assicurazioni

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Gli interrogativi finanziari di chi si avvicina al mondo dell’investimento e della pianificazione sono spesso poco sofisticati. Il più comune è il seguente: ho una somma da parte, dove mi consigli di investirla? Spesso si cerca di dissuadere le persone dalle risposte troppo semplici. Una potrebbe offrirla lo Stregatto di Lewis Carroll quando, rispondendo a una domanda di Alice davanti al bivio, afferma che la strada da prendere non ha importanza se non sai dove vuoi andare. Quindi, a che serve chiedersi come investire, se non so a cosa mi servirà la somma che sto investendo? Questo parallelo non è nostro, ma di Alberto Bottin, il Cicerone di “Dispenser”, la nuova serie di educazione finanziaria realizzata da Leonardo Assicurazioni e disponibile su YouTube. L’esperienza nella divulgazione e nella comunicazione con i clienti produce immagini anche molto famigliari, quando l’obiettivo è proprio quello di allontanarsi da una visione un po’ confusa su come pianificare al meglio le proprie finanze. “Uso spesso l’immagine del navigatore satellitare”, ha risposto Bottin, quando gli chiediamo da dove si comincia nel modo più efficace una formazione finanziaria: “Quando partiamo per un viaggio, il navigatore ci chiede dove vogliamo andare; ma prima di tracciare il percorso, però, l’informazione più importante è un’altra: dove ci troviamo in questo momento”.

La prima lezione, per così dire, è la seguente: prima di capire dove mettere i propri soldi, vale la pena analizzare la propria situazione e come si vuole che evolva nel futuro. E visto che la protezione è alla base della pianificazione e elemento essenziale e indispensabile per mettere al sicuro gli obiettivi futuri, una puntata della serie “Dispenser” è stata dedicata esplicitamente a questo tema. Curiosamente, in quell’episodio non si parla né di eventi negativi (malattie, incidenti, decessi) né di polizze. “Nella comunicazione introdurre elementi traumatici restringe il livello di elaborazione del pensiero”, ha spiegato Matteo Rapalli, uno dei realizzatori strategici dell’iniziativa, “ma in questo caso ci interessava di più incoraggiare proprio l’elaborazione, suscitare domande, che non arrivare subito alle risposte”.

L’aspetto cruciale, dunque, sono “i valori” di ciascun ascoltatore, ha proseguito Bottin, “perché difficilmente uno ritiene importante “proteggersi dal caso morte: ciò che è importante è l’obiettivo legato alla propria famiglia” e al suo benessere. Questo perché, ha ricordato Bottin, “le persone non hanno obiettivi economici, ma obiettivi di vita con quantificazioni economiche”. In fondo, “nessuno può eliminare la possibilità che un evento negativo possa accadere”, ha proseguito l’esperto di Leonardo Assicurazioni, “ma se c’è qualcuno che ti aiuta a sostenere quella spada di Damocle e a garantire che alcuni obiettivi possano comunque essere realizzati è già un motivo di benessere”.

Per Leonardo Assicurazioni, dal 2021 Società Benefit, l’idea di creare una serie su temi come la pianificazione e la protezione è la realizzazione concreta e più strutturata di una prassi che – garantiscono gli animatori di “Dispenser” – è connaturata da sempre all’azienda. Il problema sotterraneo di iniziative come queste è il sottile sospetto che una società direttamente attiva anche nella vendita di polizze assicurative possa esercitare la divulgazione con “secondi fini” o conflitti d’interesse. “Il tema del conflitto d’interesse apparentemente c’è, ma qual è la garanzia che abbiamo deciso di offrire? Una certificazione di qualità”, ha affermato Bottin, riferendosi alla certificazione UNI 11402, che autorizza l’azienda a formare ed abilitare “Educatori Finanziari di Qualità”.

Questo “garantisce al cliente che il percorso proposto da Leonardo Assicurazioni sia aderente ai sistemi e alle teorie scientifiche selezionate come le più corrette per essere applicate alla vita delle persone”.
Rapalli ha aggiunto, poi, in modo apparentemente provocatorio: “In verità il conflitto d’interesse c’è, nel senso che è nell’interesse dell’azienda avere un pubblico consapevole. Se non ho la percezione di aver bisogno di qualcosa, qualsiasi strumento finanziario mi sembra perfettamente inutile”. E quindi, aggiungiamo per quanto riguarda gli intermediari, anche impossibile da vendere.

Bloccate spesso da conoscenze finanziarie e assicurative incomplete, spesso le famiglie si astengono dall’intervenire anche in termini di protezione, sul reddito, sul patrimonio, sulla salute. Qual è il freno principale nelle situazioni in cui una polizza, pur sembrando razionalmente una scelta logica, viene respinta? “La paura di decidere”, ha risposto Bottin: “Le persone a volte sono immobilizzate dall’idea di decidere e talvolta l’immobilismo è il più grande degli errori possibili”.
“In queste situazioni provo a ricordare alle persone che, pur non compiendo alcuna azione, si sta comunque decidendo”, ha aggiunto il divulgatore di Leonardo Assicurazioni, “l’importante è aver chiara la strada e le conseguenze di quella che può essere una decisione o di una apparente “non decisione”.
Dispenser vuole arrivare proprio a questo, “mettendo al centro la persona,” ossia partire da quello che per essa è importante.

di Alberto Battaglia

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Responsabile per l’area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all’Università Cattolica

Domande frequenti su “Dispenser”, il gps dell’educazione finanziaria a servizio del cliente

Qual è la domanda più frequente di chi si avvicina al mondo degli investimenti?

La domanda più comune è: 'Ho una somma da parte, dove mi consigli di investirla?'. Questa domanda riflette una ricerca di soluzioni immediate senza una chiara pianificazione finanziaria.

Perché l'articolo sconsiglia risposte troppo semplici a chi chiede consigli di investimento?

L'articolo suggerisce di evitare risposte semplicistiche perché investire senza una meta precisa è come scegliere una strada a caso, come illustrato dall'analogia con lo Stregatto di Lewis Carroll.

Qual è la metafora utilizzata nell'articolo per spiegare l'importanza di avere un obiettivo prima di investire?

L'articolo utilizza la metafora dello Stregatto di Lewis Carroll che, di fronte a un bivio, sottolinea l'irrilevanza della scelta della strada se non si sa dove si vuole andare.

Qual è l'implicazione principale del paragone con lo Stregatto nel contesto degli investimenti?

Il paragone implica che la scelta di un investimento specifico è secondaria rispetto alla definizione di un obiettivo finanziario chiaro e ben definito.

Qual è il focus principale che l'articolo suggerisce di avere prima di considerare dove investire i propri risparmi?

L'articolo enfatizza l'importanza di definire i propri obiettivi finanziari prima di cercare consigli su dove investire, per evitare scelte casuali e potenzialmente inefficaci.

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