Cosa succede se la Fed non taglia i tassi? 3 motivi per non preoccuparsi

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Cinque tagli dei tassi prima della fine dell’anno, che sono diventati tre e ora uno o due. Ma sarebbe davvero così grave se la Fed tenesse tassi così alti per il resto dell’anno?

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È dalla fine dello scorso anno che gli investitori aspettano con ansia la notizia di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. La fiducia che questo sarebbe arrivato a breve derivava proprio dalle parole degli esperti che avevano pronosticato 4 tagli prima della fine del 2024. Eppure, ad oggi, questa speranza sembra essere stata mal riposta.
È vero, l’inflazione sta scendendo, ma è ancora lontana dal target del 2%, proprio per questo Jerome Powell, il presidente della Fed, sembra continuare a posticipare il fantomatico taglio dei tassi.

Darrell R. Spence, Economist di Capital Group, si muove contro corrente, ritenendo che per quest’anno non ci sono tagli dei tassi all’orizzonte negli Stati Uniti e che, in realtà, questa decisione potrebbe essere un boccasana per l’economia statunitense. Ecco tre solide ragioni per non preoccuparsi se la Fed manterrà ancora per qualche mese una politica monetaria rigida.

1. Economia in forza, vale la pena tagliare i tassi?

Contro ogni pronostico, l’economia statunitense si sta dimostrando incredibilmente resiliente, continuando a crescere con un ritmo sano, nonostante il rapido incremento dei tassi di interesse da parte della Fed, che si trovano oggi ad un massimo che non toccava da 23 anni.
Il Fondo monetario internazionale, infatti, nei suoi pronostici ha visto una crescita del 2,7% per gli Stati Uniti, ovvero più del doppio rispetto ad altre economie sviluppate come l’Eurozona (0,8%) e il Giappone (0,9%).

    Una crescita così solida non è altro che un disincentivo al taglio dei tassi. Sembra infatti che l’economia statunitense si sia adattata, molto velocemente, a convivere con alti tassi d’interesse. E anzi, proprio considerando questa resilienza, un taglio prematuro dei tassi potrebbe causare più danni.

    2. La Fed ha vinto una battaglia, ma non la guerra

    La battaglia contro l’inflazione sta procedendo bene, ma la guerra non è ancora finita. L’inflazione è chiaramente scesa rispetto al picco toccato a giugno 2022, ma è ancora lontana dal target del 2%. Questo fattore però non dovrebbe sorprendere particolarmente, infatti solitamente è proprio l’ultimo miglio, in questo caso lo scalino tra il 3% e il 2%, quello più difficile da scalare.
    Powell è stato molto chiaro, prima che sia appropriato tagliare i tassi, dovrà essere assolutamente chiaro che l’inflazione si sta ancora muovendo in modo sostenibile verso il target, una mossa anticipata potrebbe essere più un rischio che un’opportunità per il mercato. È da gennaio infatti che i risultati dell’inflazione sono sopra le aspettative.

      Dall’esterno, un’inflazione compresa tra il 2,5% e il 3% potrebbe sembrare abbastanza vicina, ma per la Fed anche 40 o 50 punti base sopra l’obiettivo sono troppo alti. Così come, nell’era pre-pandemica, i tassi dell’1,5% o dell’1,6% erano considerati troppo bassi.

      3. Nuovo status quo, è già ora di cambiarlo?

      La preoccupazione per l’inflazione e le crescenti tensioni in Medio Oriente non hanno fermato il mercato azionario, portando avanti il mercato toro. Ma l’azionario non è l’unico che sta procedendo spedito quest’anno: gli utili e la crescita economica hanno sorpreso al rialzo, così gli investitori obbligazionari beneficiano di rendimenti più elevati grazie al ritorno del reddito sul mercato del reddito fisso.

        Rally e aumento dei tassi non sono un’accoppiata insolita, anzi. Spence spiega che, “negli ultimi 30 anni, le azioni e le obbligazioni hanno generalmente ottenuto buoni risultati nei periodi successivi alla campagna di rialzo dei tassi della Fed”. Inoltre, i mercati, dopo una reazione violenta all’inizio della campagna di rialzi, si sono adattati velocemente al contesto, trovando una nuova stabilità.
        Proprio ora che i mercati hanno trovato un nuovo equilibrio, ha davvero senso uscire dallo status quo e tagliare i tassi?

        Alla luce di queste condizioni, sembra plausibile che quest’anno gli investitori non vedranno alcun movimento da parte della Fed. Chiaramente nessuno ha una sfera di cristallo e, ad oggi, la stessa Banca centrale americana sembra suggerire almeno uno o due tagli prima della fine del 2024.

        di Matilde Sperlinga

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        Laureata in Scienze Politiche e Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, in We Wealth si occupa di mercati, con un focus su geopolitica e venture capital

        Domande frequenti su Cosa succede se la Fed non taglia i tassi? 3 motivi per non preoccuparsi

        Perché gli investitori si aspettavano un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve?

        Gli investitori si aspettavano un taglio dei tassi a causa delle previsioni di esperti che avevano pronosticato 4 tagli prima della fine del 2024, alimentando la fiducia in un imminente cambiamento di politica monetaria.

        Qual è l'obiettivo di inflazione della Federal Reserve e come si posiziona l'inflazione attuale rispetto a questo obiettivo?

        L'obiettivo di inflazione della Federal Reserve è del 2%. L'articolo indica che, sebbene l'inflazione stia diminuendo, è ancora lontana dal raggiungere questo target prefissato.

        Chi è Jerome Powell e qual è il suo ruolo in relazione alla politica dei tassi di interesse?

        Jerome Powell è il presidente della Federal Reserve. Il suo ruolo è cruciale nelle decisioni riguardanti la politica dei tassi di interesse, e sembra cauto nel tagliare i tassi finché l'inflazione non si avvicina al target del 2%.

        Qual è il tema principale affrontato nella sezione 'Economia in forza, vale la pena tagliare i tassi?'?

        Questa sezione esplora se, con un'economia forte, sia giustificato o necessario procedere con un taglio dei tassi di interesse, considerando i potenziali rischi e benefici di tale azione.

        Cosa implica l'affermazione 'La Fed ha vinto una battaglia, ma non la guerra' nel contesto dell'articolo?

        Questa affermazione suggerisce che, sebbene la Federal Reserve abbia ottenuto alcuni successi nel controllo dell'inflazione, la lotta per raggiungere e mantenere il target del 2% è ancora in corso e richiede ulteriori sforzi.

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