Il 2023 sarà l’anno delle obbligazioni, sì ma quando e per quali?

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Il 2023 dovrebbe essere un anno propizio per le obbligazioni, soprattutto quelle di tipo investment grade e i titoli di Stato a elevata qualità. Parola di Janus Henderson Investors, che indica anche il momento più adatto per acquistarle

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Mercato azionario: un rally che non è pronto a fermarsi

Il 2023 si è chiuso con soprese positive per gli investitori, grazie al rally azionario di fine anno. Ma questo trend potrà perdurare anche per il 2024? Parola a WisdomTree

Inflazione pronta a scendere, tagli dei tassi a stretto giro, ritorno dei dividendi, rinnovata forza dell’azionario e ripresa delle small cap, ecco solo alcuni tra i desideri degli investitori entrando in questo nuovo anno. Ma saranno tutti realizzabili?

L’ultimo trimestre del 2023 ha alimentato le speranze degli investitori, infatti: “I titoli azionari hanno chiuso l’anno con un quarto trimestre molto forte. Le azioni globali hanno guadagnato l’11,4% negli ultimi tre mesi, concludendo l’anno con una performance positiva del 23,8%. Il ridimensionamento dei timori relativi a tassi “più alti più a lungo” e il risveglio dei titoli small cap dopo tre trimestri di risultati poco brillanti hanno contribuito a tale rialzo”, spiega Pierre Debru, Head of Quantitative Research & Multi Asset Solutions di WisdomTree. Tuttavia è troppo presto per cantare vittoria, le prospettive sono ancora incerte, infatti i tagli dei tassi potrebbero non essere così imminenti, le banche centrali potrebbero attendere un’ulteriore conferma dai dati economici prima di agire.

Titoli azionari: corsa al rialzo, per quanto durerà?

Nel quarto trimestre del 2023 sia l’MSCI World (+11,4%) sia l’MSCI Usa (+11,8%) hanno evidenziato risultati molto interessanti e anche le azioni europee e quelle dei mercati emergenti hanno riportato una performance elevata, anche se non a doppia cifra. Tuttavia le vere star dello show sono state le mega-cap tecnologiche che, però, sono riuscite a lasciare il ruolo di attore non protagonista da Oscar alle small-cap, che dopo due anni complessi, sono tornate a brillare.

Ma guardando alle categorie di investimento, quali hanno performato meglio e quali rimarranno interessanti anche nei prossimi mesi? Partendo dagli Stati Uniti, il comparto delle “small cap ha registrato la sovraperformance più forte, seguito dal growth. Il fattore quality ha ottenuto una buona performance in Europa, concludendo al terzo posto, mentre negli Stati Uniti è stato il momentum ad aggiudicarsi tale risultato”, riassume Debru. Anche spostando lo sguardo verso i mercati emergenti i settori da tenere d’occhio sono gli stessi: quality e growth hanno mantenuto il timone di controllo, proprio come è successo anche nei mesi precedenti, mentre il fattore momentum è quello che ha sofferto di più.

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Con la dialettica delle banche centrali che sembra sempre più propensa a iniziare una sforbiciata dei tassi (negli Stati Uniti già da marzo mentre in Europa si potrebbe dover aspettare l’estate), le aspettative di un significativo allentamento delle politiche monetarie nel 2024 continuano a crescere, fattore che sosterrà con forza i mercati azionari anche per i prossimi mesi.

2024: torna la moda dei dividendi?

Nell’anno che si è appena concluso il focus è stato tutto sui grandi nomi del settore tecnologico e queste aziende non hanno distribuito dividendi – né nel 2023, né negli ultimi dieci anni. Si tratta solo della punta dell’iceberg, infatti secondo una ricerca di Darmouth negli ultimi 20 anni le società che non hanno pagato dividendi hanno sovraperformato quelle che invece distribuiscono dividendi più elevati. È forse arrivato il momento per un cambio di strategia? Nel lungo periodo, in tutti i mercati le società che pagano dividendi elevati tendono a sovraperformare quelle che non ne corrispondono affatto e questo fattore è particolarmente interessante se si guarda al comparto quality: “anche se negli ultimi due anni abbiamo osservato una forte divergenza di comportamento tra le società di alta qualità che pagano dividendi e quelle che non lo fanno – spiega l’esperto – nel 2022 hanno dominato le aziende di qualità che distribuiscono dividendi, mentre nel 2023 è andata meglio la loro controparte che non ne paga”.

Il 2024 potrebbe essere un anno luminoso per le società di alta qualità con un orientamento ai dividendi, è arrivato il momento per gli investitori di armarsi di occhiali da sole.

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di Valeria Panigada

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Giornalista professionista, è laureata in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. In We Wealth scrive di mercati, economia e investimenti. Conduce la trasmissione Weekly Bell.

Domande frequenti su Il 2023 sarà l’anno delle obbligazioni, sì ma quando e per quali?

Qual è stata la principale sorpresa positiva per gli investitori alla fine del 2023?

La principale sorpresa positiva è stata il rally azionario di fine anno, che ha portato benefici agli investitori.

Quali sono alcune delle aspettative degli investitori per il 2024?

Gli investitori sperano in un calo dell'inflazione, tagli dei tassi di interesse, un ritorno dei dividendi, una rinnovata forza dell'azionario e una ripresa delle small cap nel corso del 2024.

L'articolo fornisce una risposta definitiva sulla realizzabilità delle aspettative degli investitori per il 2024?

L'articolo non fornisce una risposta definitiva, ma pone la domanda se tutte le aspettative degli investitori per il 2024 saranno realizzabili.

A chi è attribuita l'analisi o la prospettiva presentata nell'articolo?

L'analisi e la prospettiva presentate nell'articolo sono attribuite a WisdomTree.

Qual è il tema principale dell'articolo, considerando il titolo e il contenuto?

Il tema principale è l'analisi delle prospettive di investimento per il 2024, con un focus particolare sul mercato azionario e sulle aspettative degli investitori riguardo a inflazione, tassi di interesse e dividendi.

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