Come sarà l’economia 2022? L’importante è essere costruttivi

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Nel consueto outlook annuale, Stéphane Monier (cio private bank) e Samy Chaar (chief economist) di Lombard Odier hanno prospettato gli orizzonti economici dell’anno che sarà

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La ripresa dell’economia in atto proseguirà nel 2022, con punti di attenzione ad eventuali errori di politica monetaria. Ma l’importante è cercare di «essere costruttivi». Queste, in estrema sintesi, le prospettive dell’Investment outlook di Lombard Odier per il prossimo anno.
«Le economie stanno lentamente convergendo verso i loro livelli di attività pre-covid», illustra il chief economist Samy Chaar. «La crisi pandemica ha irripidito sia la curva della recessione che quella della ripresa», ma i sistemi economici si stanno «normalizzando». La crescita economica è molto robusta, sottolinea l’analista. Gli indicatori (attività economica, scambi, produzione, consumo, mobilità) segnalano che per il 2022 il mix crescita/inflazione sarà leggermente meno favorevole di quello attuale, ma non si arriverà alla stagflazione. Del resto, pur in presenza di «budget fiscali più sottili che nel 2021», i governi non adotteranno politiche di austerità. L’inflazione continuerà a salire, a causa delle pressioni al rialzo sia dal lato della domanda che dell’offerta (in particolare saranno i prezzi dell’energia a spingere, oltre che i salari). Tuttavia ci saranno varie forze ad agire in maniera contrastante sul livello dei prezzi, il che è benefico.

A premere verso il basso saranno (dal lato dell’offerta) l’allentamento dei blocchi doganali e portuali, l’allargamento degli strozzamenti all’offerta con il ripristino delle scorte; mentre l’aumento dell’offerta dei semiconduttori spingerà al ribasso i prezzi di auto e altri beni industriali. Secondo Chaar dovrebbero calmierarsi anche i prezzi delle materie prime. Sul versante della domanda, remeranno verso il raffreddamento dell’inflazione lo smorzarsi dell’effetto riapertura, la riduzione degli stimoli fiscali; ad alimentare l’innalzamento dei prezzi saranno invece come detto i salari e l’aumento del costo delle abitazioni.

È altamente possibile, secondo l’analista, che la Fed alzerà i tassi verso la metà dell’anno.

La Cina continuerà a spostarsi da una crescita quantitativa a una qualitativa, con un rallentamento nella crescita. I rischi geopolitici dovrebbero attenuarsi, pur con le dovute cautele per quanto riguarda l’accordo nucleare iraniano, la questione Taiwan. Sul versante dei mercati, eventuali errori nelle politiche monetarie da parte delle banche centrali potrebbero creare volatilità sui mercati, «situazione da sfruttare a proprio vantaggio», suggerisce Stéphane Monier (cio private bank), il quale, oltre a vedere «molto valore» in metalli come il rame, ritiene che sarà la sostenibilità a generare rendimento, e che performance interessanti arriveranno dalla transizione climatica.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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