Gli istituzionali europei sono green e alternativi

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Gli investitori istituzionali europei stanno integrando il loro portafoglio con la sostenibilità e stanno guardando sempre più ai settori alternativi. La pandemia rimane il driver principale di riallocazione

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Secondo un sondaggio di Nuveen il 76% degli investitori istituzionali europei intervistati sta integrando i fattori esg nelle valutazioni relative agli investimenti

Il 55% ha invece indicato di aver pianificato uno spostamento dell’allocazione dai mercati pubblici a quelli privati. Ma il fattore determinante per l’allocazione rimane la pandemia

Senza considerare lo snodo pandemico, in base al quale i mercati prenderanno una direzione o un’altra, gli investimenti in settori alternativi e l’integrazione dei criteri esg sono tra i fattori più importanti che influenzano le decisioni di investimento in Europa nel 2021. In particolar modo quelle degli investitori istituzionali. Il 76% di loro sta integrando i fattori esg nelle valutazioni relative agli investimenti, mentre il 55% ha indicato di aver pianificato uno spostamento dell’allocazione dai mercati pubblici a quelli privati.
È quanto emerge da un sondaggio promosso da Nuveen tra gli investitori istituzionali di tutto il mondo. L’indagine ha coinvolto 700 investitori e consulenti attivi a livello globale nei mesi scorsi – di cui 320 facenti capo all’area EMEA – tutti appartenenti ad organizzazioni con un patrimonio di almeno 500 milioni di dollari. Senza sorpresa, la pandemia rimane il fattore determinante per l’asset allocation e per la strategia d’investimento nel 2021. “Non sorprende che la pandemia sia stata indicata come uno dei driver che maggiormente influenzeranno le decisioni d’investimento nell’anno, ma gli intervistati dell’area EMEA indicano anche i settori alternativi e i fattori esg come elementi che avranno un ruolo significativo nell’allocazione dei portafogli nel 2021” ha commentato Alex Prout, head of Nuveen global client relationships and head of distribution Europe.
Lo studio mostra come, nonostante ci sia consenso sui temi, permangano ostacoli importanti: il 68% degli investitori europei ha messo in evidenza la complessità delle transazioni, mentre il 65% e il 56% rispettivamente hanno citato i limiti agli investimenti e le erogazioni di liquidità fra le barriere principali. Per quanto riguarda gli esg, il 76% dei partecipanti ha dichiarato di stare integrando i fattori esg nelle valutazioni relative agli investimenti. È interessante notare che il 45% ritiene che i fattori esg siano importanti generatori di alpha, mentre il 25% li considera più un trend che una strategia core di lungo termine.

“Le ricerche di mercato stanno dimostrando sempre di più che gli “investimenti responsabili” possono fornire rendimenti competitivi, ma c’è chiaramente bisogno di uno sforzo maggiore per validare una proposta di investimento che abbia anche un impatto positivo,” ha commentato Amy O’Brien, global head of responsible investing.  “Il mercato trarrebbe beneficio da una maggiore attenzione e da uno sforzo mirato per aiutare i potenziali investitori ESG a risolvere i dubbi e a chiarire gli obiettivi, sia loro che dei loro stakeholder.”

Nonostante alcune evidenti difficoltà che gli intervistati hanno sottolineato per quanto riguarda gli investimenti in asset alternativi e l’integrazione degli ESG, le loro risposte indicano anche che le organizzazioni di cui fanno parte hanno precise strategie per gestire questi temi.

Ad esempio, il 70% degli intervistati nell’area EMEA ha dichiarato che probabilmente farà crescere il proprio team, attraverso assunzioni, formazione, ecc. per affrontare in maniera efficace la sfida degli investimenti nei settori alternativi, e il 62% sta cercando nuove partnership strategiche per co-investimenti. Allo stesso tempo gli intervistati sono assolutamente intenzionati a superare le difficoltà, e il 68% ha dichiarato di voler dare priorità ai fattori ESG come strumenti per ottenere un impatto positivo.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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