Quali temi di investimento per il 2024?

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Lasciatoci alle spalle un 2023 in chiaroscuro, caratterizzato da volatilità ancora elevata su tutte le principali asset class, salvato in extremis da un improvviso e potente rally di fine anno dovuto ad aspettative di tagli nei tassi specialmente in USA (dove le parole dovish di Powell e dei Dot Plots hanno riacceso l’entusiasmo), è ora di tuffarci nel 2024.

Indice

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Vediamo quali sono i motivi e i temi che possono spingere l’investitore ad entrare nel mercato finanziario alle porte del nuovo anno. 

Inflazione 

Innanzitutto, dobbiamo considerare l’inflazione. L’aumento dei prezzi ha, in effetti, subito una decelerazione piuttosto marcata specialmente in Italia e in Eurozona negli ultimi mesi. Ciò non deve distogliere l’attenzione dal cosiddetto effetto base. Vale a dire, oggi la crescita annuale dei prezzi è meno forte che nel 2022 con un apprezzamento di appena lo 0,6% anno su anno in Italia, ma il loro valore assoluto rispetto, ad esempio, il 2020, è eccezionalmente più elevato. Per avere contezza di ciò, basti pensare al valore reale di 10.000 € a gennaio 2020 e confrontarlo con i livelli di prezzo attuale. Grazie ai dati forniti dall’Istat e paragonando l’indice FOI che misura l’inflazione in Italia al netto dei tabacchi, è facile scoprire che a novembre 2023 il valore reale di 10.000 € tenuti fermi in conto corrente sarebbe sceso fino a poco più di 8.500 €, con una perdita di valore, dunque, di oltre il 13%. Anche chi fosse rimasto fuori dal mercato ad inizio del 2022 avrà dovuto fare i conti con una perdita di valore reale del suo patrimonio di oltre il 9%.
Pertanto, un primo ottimo motivo per investire nel 2024 è quello di recuperare ciò che l’inflazione ci ha portato via.

Pertanto, un primo ottimo motivo per investire nel 2024 è quello di recuperare ciò che l’inflazione ci ha portato via.

Ma quali sono i principali temi da considerare per investire nel 2024?

Mercato Obbligazionario di elevata qualità

Le obbligazioni sono oggi le alternative più valide e relativamente più sicure dove investire la liquidità. A favorire questa asset class sono senza dubbio le aspettative circa l’andamento futuro dei tassi di interesse. A ben vedere, gli scenari economici del prossimo anno possono prevedere un soft landing oppure una recessione più profonda, almeno per le principali economie occidentali. E in questo quadro una partita importante la giocherà l’inflazione, che potrebbe rimanere vischiosa oppure tornare lentamente a livelli target. Sia che i tassi rimarranno alti più a lungo o che vengano tagliati per favorire la ripresa economica, le obbligazioni saranno avvantaggiate, sia dal punto di vista del rendimento cedolare che dal movimento sui prezzi. Per estrarre valore dal comparto obbligazionario, tra l’altro, non dovrà essere necessariamente assunto grande rischio, dati i rendimenti a termine di titoli di Stato, obbligazioni societarie di alta qualità o MBS garantiti dallo Stato. L’extra rendimento offerto dal segmento High Yield o debito emergente può non essere così allettante rispetto al rischio aggiuntivo che si andrebbe ad assumere, specialmente se dovessero crescere i default. Pertanto, il semaforo è assolutamente verde per l’obbligazionario di qualità.

Azionario 

Per quanto riguarda il mondo azionario, il 2024 sembra promettere più luci che ombre con un possibile rallentamento dell’economia americana dai solidi livelli di crescita del PIL registrati, nonostante tutto, nel 2023. Ciononostante, vediamo alcuni temi di investimento che possono risultare di successo nel corso del nuovo anno e in quelli a venire.

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Intelligenza Artificiale 

L’intelligenza artificiale sembra destinata a pervadere, trasformandola, l’economia mondiale e i progressi tecnologici che sono già in atto potrebbero essere il preludio di un tema di crescita pluriennale. Probabilmente ci vorrà del tempo prima che si possano misurare gli effetti di questo cambiamento strutturale, ma questo potrebbe portare ad una crescita degli utili da parte delle aziende che saranno in grado di sfruttarne le potenzialità ottenendo aumenti di produttività e soluzioni per diverse sfide a livello globale. Quindi le aziende che trarranno vantaggio da questo tema non saranno solo quelle portatrici di soluzioni di AI, tipicamente produttrici di software, ma anche le utilizzatrici finali. A soffiare sulle vele dell’Intelligenza artificiale potrebbe inoltre giocare il fatto che i tassi di interesse non dovrebbero rialzarsi, il che tendenzialmente favorisce le azioni growth.

Oltre ad essere un tema di per sé interessante, l’AI può essere considerata insieme ad altri due trend che vedremo successivamente quali la transizione energetica e il settore sanitario. L’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico stanno rivoluzionando l’assistenza sanitaria, promettendo diagnosi accurate, trattamenti personalizzati e scoperta di nuovi farmaci. Gli investimenti in AI nel settore sanitario, secondo Forbes, dovrebbero superare i 6,6 miliardi di dollari solo nel 2021. Sempre secondo Forbes, l’utilizzo di intelligenza artificiale sta accelerando il percorso di transizione verso energia pulita e il World Economic Forum ne ha sottolineato l’enorme potenziale di accelerare e supportare la transizione energetica.

Giappone

Il Giappone sembra essersi risvegliato dal lungo torpore dell’assenza di inflazione che dura ormai da quasi 3 decenni. Nel corso del 2023 questa ha sforato la quota del 4%. Questo fattore non ha (ancora) fatto cambiare orientamento alla Bank of Japan, che continua a preferire un atteggiamento espansivo di politica monetaria (il tasso di riferimento è ancora negativo dal 2016) pur di sostenere la rinnovata spinta inflazionistica, capace di trainare con sé gli utili societari. A maggior sostegno dell’attività economica, da segnalare anche l’approvazione di un pacchetto di misure di circa 112 miliardi di dollari di stimolo fiscale, pari a circa il 2,7% del PIL del 2022, consistenti principalmente in tagli di imposte sul reddito e rinnovo di sussidi già esistenti. A dare una mano alla crescita degli utili aziendali ha concorso anche l’eccezionale svalutazione dello Yen rispetto al dollaro che da un lato ha favorito le aziende esportartici Giapponesi e dall’altro sfavorito le importatrici di petrolio e la politica di riforma della governance societaria che ha reso i bilanci delle imprese Giapponesi più solidi e capaci di generare Cash. Il deprezzamento dello YEN è dovuto in primis al differenziale dei tassi praticati in USA e in Giappone. Malvolentieri e cautamente la Bank of Japan interverrà per aumentare i tassi, da un lato per sostenere la crescita dei prezzi, dall’altro per non rendere troppo oneroso il servizio del debito Giapponese che è notoriamente elevato.

Transizione energetica 

I fenomeni meteorologici estremi recenti evidenziano ancora, se mai ce ne fosse bisogno, l’urgenza per il pianeta di decarbonizzare l’economia mondiale e ridurre le emissioni di Gas serra. Come è noto, l’obiettivo è quello di raggiungere la neutralità di emissioni, vale a dire raggiungere l’equilibrio tra la quantità di gas a effetto serra (GHG) rilasciati nell’atmosfera e la quantità di gas a effetto serra, rimossi entro il 2050. Secondo BloombergNEF raggiungere la neutralità entro tale termine possa richiedere fino a 200.000 miliardi di dollari statunitensi, cioè circa 7.000 miliardi di dollari l’anno. Già governi di tutto il mondo stanno lavorando per sostenere gli importanti obiettivi climatici, da segnalare il programma RepowerEu in Europa e l’inflation Reduction Act negli Stati Uniti. Ecco, quindi, che il tema della transizione energetica costituisce una tendenza strutturale di lungo periodo e recettore di una straordinaria quantità di investimenti. All’interno del macro settore si possono individuare dei micro settori altrettanto interessanti come la progressiva elettrificazione, specialmente per quanto riguarda il trasporto privato, l’innovazione derivante dalla adozione di nuove forme di combustibile come, ad esempio, l’idrogeno, l’economia circolare, l’utilizzo dell’acqua e l’estrazione e lavorazione di materie prime, in particolare metalli, tipici del processo di transizione energetica.

Da notare paradossalmente che il sentiment positivo potrà riguardare, almeno nel breve periodo, anche le fonti di energia Brown. Ciò è dovuto al fatto che molte aziende hanno cessato di investire nella produzione di energia fossile, rarefacendo l’offerta e facendo aumentare i prezzi.

Longevità e healtchare 

La popolazione mondiale continua a crescere e si allunga la vita media degli individui. Le Nazioni Unite stimano che entro il 2050 la popolazione anziana raddoppierà rispetto ai livelli attuali, superando i 2 miliardi di individui. Solo nel 2020, circa il 2% della popolazione mondiale aveva un’età compresa tra gli 80 e i 99 anni. Questo comporterà evidenti conseguenze sul tessuto economico della società, andando ad intaccare la produttività e a maggiori spese sanitarie e pensionistiche. Anche in questo caso la tendenza della crescita della popolazione anziana sembra essere un tema strutturale destinato a durare negli anni. Il settore che verrà coinvolto maggiormente da questo inevitabile processo è senz’altro l’healthcare dove alla produzione di farmaci o strumenti medicali si affianca l’immenso campo della ricerca di nuove cure e terapie che possano attenuare gli effetti delle principali malattie, alcune tipiche della terza età come l’Alzheimer.

Un comparto importante all’interno del mondo Healtchare è quello della biotecnologia, settore tipicamente growth al cui interno sono presenti aziende di piccola e media capitalizzazione, negativamente esposte al rialzo dei tassi. Tuttavia, la vivacità del settore è rappresentata dal successo in ambito di ricerca di farmaci e terapie. Nel 2023 la FDA (Food & Drug Administration) ha approvato ben 55 nuove terapie contro le 37 del 2022 e in linea con quelle approvate nel quinquennio 2017-2021. Anche per quanto riguarda il biotecnologico, un percorso futuro dei tassi più accomodante potrebbe essere vissuto favorevolmente.


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di Andrea Marzoli

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