Zegna, il lusso italiano guarda a Wall Street (con spac)

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Continua il fascino delle special purpose acquisition company nel settore del lusso made in Italy per la quotazione internazionale. Ora tocca ad Ermenegildo Zegna

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La settimana del lusso si è aperta con l’annuncio della quotazione di Ermenegildo Zegna a Wall Street. L’operazione non avverrà tramite ipo ma tramite spac, creata per l’occasione da Ermotti di Investindustrial Acquisition Corp, il quale «ha messo me e Andrea Bonomi insieme hanno deciso di creare la spac a New York e quando mi hanno chiesto di unirmi al progetto abbiamo detto sì. Non c’è stata una competizione tra una spac o una ipo o con un’altra borsa e New York», ha rivelato lo stesso Gildo Zegna.
L’operazione si perfezionerà nel quarto trimestre 2021. Questa la sua composizione economica: 403 milioni arrivano dalla spac Investindustrial Acquisition Corp, 250 milioni da un private investment in public equity (pipe) e circa 225 milioni di dollari da un contratto di acquisto a termine con Strategic Holding Group S.a.r.l, controllata a gestione indipendente di Investindustrial VII. La famiglia Zegna continuerà a detenere il controllo della società con il 62%. Il valore d’impresa finale dovrebbe essere di 3,2 miliardi, con una capitalizzazione di mercato prevista di 2,5 miliardi di dollari.

Gildo Zegna sottolinea di aver colto una «opportunità». Aggiunge poi che «la tempistica era perfetta», dato che «il business del lusso sta diventando molto sfidante e questo progetto ci permette di essere affiancati da un partner come Bonomi che spero possa stare con noi a lungo e per sempre». Dal canto suo il presidente di Investindustrial sottolinea che «Zegna non diventerà un agglomerato di marchi. Ciò che il gruppo vuole è costruire un marchio e una famiglia di aziende con il DNA Zegna». Il marchio «crescerà ovviamente anche attraverso acquisizioni, ma con business affini, che si integrano nella cultura del gruppo». Lo conferma Gildo Zegna: «Non vogliamo essere un polo del lusso». Il progetto è di tipo industriale, «il gruppo vuole controllare la filiera». Poi aggiunge: «Abbiamo una strategia molto chiara, la prima crescita sarà organica», e «ci focalizzeremo nell’abbigliamento uomo non sulla donna». L’acquisto del marchio Thom Browne nel 2018 rientra in questa filosofia, ma i dossier sul tavolo sono diversi, anche se al momento nessuna scelta è stata fatta.

La quotazione negli Usa regalerà a Zegna una visibilità ancora maggiore. Conclude Andrea Bonomi che la creazione della spac a New York aveva l’obiettivo «di portare sul mercato statunitense una società italiana e familiare, iconica, solida e con una visione al futuro, ben gestita». Né l’Italia deve temere: «per Zegna, che è una società globale , gli Usa sono il posto giusto».


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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