Via dalla penny stock: l’euforia sui mercati si raffredda

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Continua la fuga dagli investitori dalle penny stock. L’inflazione che avanza e il rialzo dei tassi in vista hanno portato il pessimismo sui mercati

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Come riporta il Financial Times nelle ultime settimane si è assistito a un’accelerazione nella fuga degli investitori retail dalle penny stock

Stando ai dati Finra,  il numero totale di scambi over the counter è stato del 70 per cento inferiore al massimo storico dello scorso febbraio

L’avversione al rischio è aumentata anche tra gli investitori istituzionali, che a gennaio hanno diminuito sensibilmente il ricorso a prestiti per finanziare gli investimenti rischiosi

Come i mercati vanno al ribasso, l’euforia degli investitori puntualmente scema. E così dopo l’abbuffata del 2021, le tensioni borsistiche di questo inizio anno – prima legate all’inflazione e ai tassi, poi alla guerra tra Russia e Ucraina – hanno avuto l’effetto di far fuggire molti investitori privati dai mercati. Il trading di azioni statunitensi non quotate in borsa è difatti sceso di quasi tre quarti rispetto al picco raggiunto all’apice della frenesia del trading retail dell’anno scorso, come gli investitori hanno ridotto le scommesse speculative e i regolatori hanno dato un giro di vite alle potenziali frodi nelle penny stock.
Molte delle aree più rischiose dei mercati finanziari hanno sperimentato un’impennata di attività al culmine della pandemia di coronavirus, con molte persone che sono state attratte dal rimbalzo dei prezzi degli asset e incentivate ad investire per via degli assegni di stimolo del governo. Tuttavia, gli ultimi dati forniti da Finra, il supervisore per i broker-dealer e gli exchange statunitensi, testimoniano la loro ritirata dai mercati mentre la volatilità aumenta e la Federal Reserve si prepara ad aumentare i tassi di interesse. Stando ai dati di Finra, gennaio ha segnato l’11° calo mensile consecutivo nei volumi degli scambi azionari over the counter, con il numero totale di scambi che è stato del 70 per cento inferiore al massimo storico dello scorso febbraio.
Si tratta di azioni che non sono quotate in una borsa nazionale, come il Nasdaq o il New York Stock Exchange, e che in genere sono identificabili come penny stock, aziende più piccole e operanti in settori controversi come ad esempio le criptovalute e la cannabis. Jason Paltrowitz, vicepresidente esecutivo di OTC Markets Group, società che gestisce il mercato principale per le azioni over the counter, ha detto che c’è stato un deciso “livellamento” dell’attività da parte dei retail, sostenuta finora dall’eccesso di liquidità nell’economia.  Tuttavia, ha aggiunto che l’attività è rimasta più forte di prima della pandemia e si aspetta che un livello “nuovo normale” continui nel lungo termine. “Stiamo osservando lo spostamento dell’attività verso tipi di investimento più tradizionali”, ha detto Paltrowitz, intervistato dl Financial Times: “Piuttosto che scambiare azione in hype e meme stock, gli investitori stanno investendo in settori che li appassionano”

La tendenza è stata accelerata dai regolatori della Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti, che ha dato un giro di vite al trading nelle aree più rischiose del mercato. Le regole che sono entrate in vigore alla fine di settembre hanno essenzialmente impedito agli investitori retail di negoziare i titoli di più di 1.000 società che non hanno fornito informazioni aziendali aggiornate. Le azioni sono state viste come particolarmente vulnerabili alle frodi e agli schemi di manipolazione “pump and dump”.

Gli investitori al dettaglio non sono stati gli unici a ridimensionare le scommesse rischiose. I dati di Finra mostrano anche come gli investitori istituzionali abbiano diminuito sensibilmente i prestiti per finanziare gli investimenti. L’importo dovuto dagli investitori sui prestiti di margine è sceso del 9%, il più grande calo da marzo 2020.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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