Vaccini, come incideranno sulla crescita (e i mercati)

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Secondo il Fmi le vaccinazioni divideranno la ripresa in “blocchi”, dovuti ai diversi livelli d’immunizzazione

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Le revisioni al rialzo o al ribasso delle prospettive di crescita evidenziano già come la disomogenea distribuzione dei vaccini inciderà sulle diverse aree economiche

Monitorare l’andamento delle vaccinazioni offre un’anticipazione sui potenziali rischi sanitari ed economici della Delta e delle altre varianti che potrebbero subentrare in futuro

La minaccia della variante Delta ha continuato ad incidere sulle prospettive di crescita globale, anche se in un modo non immediatamente riconoscibile ad un primo sguardo. Lo scorso 27 luglio il Fondo monetario internazionale ha lasciato invariata la previsione per la crescita del Pil mondiale nel 2021, al 6%; dietro alla stabilità di questo numero, però, diverse cose sono cambiate dal precedente outlook di aprile. Il tasso di vaccinazione sta procedendo con velocità assai diverse nei vari Paesi del mondo. In particolare, sono le economie emergenti e in via di sviluppo quelle che, per via delle immunizzazioni assai più contenute, potrebbero subire le maggiori ripercussioni sanitarie ed economiche in seguito alla diffusioni delle varianti Covid. Anche per questa ragione il Fmi ha ribassato di mezzo punto le previsioni per la crescita dei Paesi emergenti e in via di sviluppo, mentre, per le economie sviluppate, è stato un rialzo di pari entità. Comprendere come e perché il processo di vaccinazione potrà influire sui vari Paesi sarà, quindi, un importante elemento di analisi nell’allocazione del portafoglio per i prossimi mesi.

Prevenire una nuova emergenza sanitaria è la premessa necessaria per scongiurare il rischio di nuove restrizioni al movimento delle persone e i relativi impatti sui consumi. Per questo la vaccinazione ha una rilevanza importante sulla crescita economica e, prevedibilmente, anche sull’andamento dei mercati dei vari Paesi.

“La ripresa globale si divide in due blocchi”, ha scritto il Fmi nel suo ultimo Economic Outlook, “un blocco che potrà aspettarsi un’ulteriore normalizzazione dell’attività nel corso di quest’anno (quasi tutte le economie avanzate) e un altro che dovrà ancora lottare con le prospettive di una recrudescenza delle infezioni e di un aumento del numero di morti per Covid”.

La stessa capo economista del Fmi, Gita Gopinath, ha voluto evidenziare l’importanza del ritmo di vaccinazione sulle previsioni di crescita: “Queste revisioni riflettono in misura importante le differenze negli sviluppi della pandemia mentre la variante delta prende il sopravvento”, ha affermato Gopinath, “quasi il 40% della popolazione nelle economie avanzate è stata completamente vaccinata, rispetto all’11% nelle economie di mercato emergenti, e una piccola frazione nei paesi in via di sviluppo a basso reddito”.

Il caso più emblematico è quello indiano: solo il 7,1% della popolazione ha completato la vaccinazione, un dato nettamente inferiore rispetto alla media mondiale del 14,1%. Per il Paese, il Fmi ha tagliato di ben tre punti le prospettive di crescita per il 2021 (anche se si parla pur sempre di un tasso atteso del +9,5%). Anche in Cina, per la quale sono disponibili i dati solo sulla prima dose (l’ha ricevuta il 28% della popolazione) le previsioni di crescita si sono raffreddate dall’8,4 all’8,1%.

Fra le grandi economie è indietro nelle vaccinazioni anche il Giappone, nel quale è completamente vaccinato il 26,5% della popolazione. Qui il Fmi ha tagliato le previsioni di mezzo punto, con un tasso di crescita del atteso del 2,8% nel 2021. Anche Corea del Sud, Argentina e Australia, in termini di copertura delle vaccinazioni risultano problematiche con tassi intorno al 13,5%, mentre in Russia si sale al 16,2%. In Brasile, uno fra i Paesi più colpiti dal Covid dall’inizio della pandemia, la copertura è del 18,4%.

In linea generale, le prospettive di crescita e i rischi per i mercati relativi all’incognita varianti, volgono al ribasso soprattutto in America Latina, in Africa e nell’Asia meridionale e sudorientale.

Le vaccinazioni mostrano la propria influenza anche nel senso opposto, laddove Canada e Regno Unito, due fra i Paesi più “immunizzati” al mondo, hanno ricevuto le revisioni al rialzo più significative da parte del Fmi: con un miglioramento, rispettivamente di 1,7 e 1,3 punti per la crescita attesa quest’anno. In generale, la più ridotta esposizione a nuove emergenze sanitarie dovuta alla vaccinazione dovrebbe favorire la crescita e l’afflusso di investimenti sulle economie più sviluppate, con un particolare accento per quelle occidentali – che risultano, ad oggi, quelle mediamente più coperte sotto il profilo delle immunizzazioni.

Anche le precedenti previsioni della Banca Mondiale, pubblicate a giugno, avevano evidenziato il ruolo dei vaccini sull’andamento atteso dell’economia: i dieci Paesi con i tassi di vaccinazione più elevati sono previsti in crescita del 5,5%, in media, per il 2021, mentre i dieci paesi che si trovano nell’estremo opposto della classifica, cresceranno del 2,5%. Se si allarga lo sguardo alle previsioni prodotte lo scorso gennaio, si nota come nel caso degli Usa, le prospettive di crescita siano migliorate di molto, in seguito alla crescita dell’immunizzazione: a inizio anno la World Bank prevedeva una crescita del 3,5% per gli Stati Uniti, mentre a giugno la forecast è migliorata al 6,8% . E pochi giorni fa il Fmi ha ulteriormente migliorato la previsione al 7%.

 


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di Alberto Battaglia

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Responsabile per l’area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all’Università Cattolica

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