Usa, perché si parla (di nuovo) del tetto sul debito

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Da agosto sono tornati in vigore i limiti all’indebitamento federale e i soldi finiranno entro ottobre

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Il gioco delle parti sull’innalzamento del debito che il governo Usa è autorizzato ad emettere si ripete periodicamente. Ma questa volta potrebbe essere più pericoloso per l’economia, a causa della crisi Covid

La Segretaria al Tesoro Usa, Janet Yellen ha richiamato alla responsabilità: un’eventuale approvazione last minute sul tetto colpirebbe la fiducia di imprese e famiglie e aumenterebbe i costi di finanziamento

I repubblicani non hanno ancora sciolto le riserve: l’aumento del limite all’indebitamento potrebbe essere incluso nella legge di sostegni sociali da 3.500 miliardi di dollari

Il teatro politico sull’innalzamento del tetto del debito Usa quest’anno potrebbe avere conseguenze più serie rispetto al passato. A sottolinearlo è stata la Segretaria al Tesoro americano, Janet Yellen, in una lettera inviata alla speaker del Congresso Nancy Pelosi. L’ex presidente della Fed sembra prendere molto sul serio il rischio di un default americano, che si verificherebbe nel caso venisse a mancare l’accordo del Congresso sulla quantità di debito che il governo è autorizzato ad emettere.

“In un momento in cui le famiglie americane, le comunità e le imprese stanno ancora soffrendo per gli effetti della pandemia globale in corso, sarebbe particolarmente irresponsabile mettere a rischio la piena fiducia e il credito degli Stati Uniti“, ha detto l’ex presidente della Fed.

Il tetto era stato sospeso dall’agosto 2019 al luglio 2021 e, in questo momento, è in vigore il limite precedentemente fissato a 22mila miliardi di dollari, in aggiunta al debito cumulato durante il periodo di sospensione. Già dall’inizio di agosto “il Tesoro ha iniziato a utilizzare alcune misure straordinarie”, come la sospensione di parte degli investimenti nei fondi pensione, “per continuare a finanziare il governo su base temporanea”, ha affermato Yellen.

“Una volta esaurite tutte le misure disponibili e la liquidità disponibile”, ha aggiunto Yellen, “gli Stati Uniti d’America non sarebbero in grado di adempiere ai propri obblighi per la prima volta nella nostra storia”. Secondo le previsioni della Segretaria del Tesoro le disponibilità del governo federali andrebbero ad esaurirsi “più probabilmente” ad ottobre. Con maggiore precisione, la data da segnare in rosso sarebbe quella del 22 ottobre, ha calcolato il capo economista di Wrightson ICAP, Lou Crandall.

Di solito l’accordo sul “debt ceiling” viene raggiunto a ridosso della scadenza, scongiurando lo spettro del default, a dispetto dei contrasti che animano ogni volta il confronto fra repubblicani e democratici. Yellen ha invitato i membri del Congresso a evitare questo rischio.

“Abbiamo appreso dal passato che aspettare fino all’ultimo minuto per sospendere o aumentare il limite del debito può causare gravi danni alla fiducia delle imprese e dei consumatori, aumentare i costi di finanziamento a breve termine per i contribuenti e” ha ammonito, “avere un impatto negativo sul rating del credito degli Stati Uniti”.

In una conferenza stampa tenuta l’8 settembre la presidente Pelosi ha commentato l’invito di Yellen auspicando che i repubblicani collaborino all’approvazione di un nuovo tetto sul debito, dal momento che il Paese starebbe “pagando la carta di credito di Trump”. Pelosi, ha voluto così ricordare l’impatto sui conti pubblici dell’ultima gestione repubblicana alla Casa Bianca, che ha incrementato il debito di 7mila miliardi di dollari – di cui 2mila miliardi in mancato gettito dovuto al drastico taglio delle tasse sugli utili societari.

Al momento sembra più probabile che l’approvazione del nuovo tetto sul debito, anziché attraverso una legge apposita, possa essere inclusa nella più ampia legge sull’espansione dei sostegni sociali da 3.500 miliardi di dollari. Questa strategia è stata fatta propria anche dal leader dei repubblicani al Senato, Mitch McConnell, il quale sta cercando di compattare i membri più reticenti del suo partito.


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di Alberto Battaglia

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Responsabile per l’area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all’Università Cattolica

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