Tax credit per le fondazioni di origine bancaria: come ottenerlo

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Il codice del terzo settore prevede un tax credit, pari al 100% dei versamenti effettuati al Fondo unico nazionale, da utilizzare in compensazione

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Le fondazioni bancarie non hanno un ruolo gestionale nelle banche di cui sono azioniste

Il credito di imposta per le fondazioni di origine bancaria

Le fondazioni di origine bancaria (Fob), come chiarito in un recente provvedimento dell’Agenzia delle entrate, (Prot. N. 2023/413305) hanno diritto a fruire del credito di imposta per il 2023.

Come chiarisce l’Agenzia delle entrate, la percentuale in base alla quale è determinato il credito d’imposta spettante per l’anno 2023 alle fondazioni di origine bancaria (Fob), in relazione ai versamenti effettuati al fondo unico nazionale (Fun) entro il 31 ottobre 2023, è pari al 30,8701 per cento.

Alle Fob, a decorrere dall’anno 2018, è riconosciuto un credito d’imposta pari al 100% dei versamenti effettuati al Fun, da utilizzare in compensazione tramite modello F24, fino a un massimo di 15 milioni di euro per l’anno 2018 e 10 milioni di euro per gli anni successivi.

Ai fini della determinazione del credito d’imposta, rilevano i versamenti effettuati al Fun entro il 31 ottobre di ciascun anno.

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Fob: cosa sono?

Le fondazioni di origine bancaria, nate nell’ambito del processo di privatizzazione delle banche pubbliche (c.d. legge Amato, n. 218 del 1990), sono soggetti non profit, privati e autonomi, che perseguono scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico. 

Il ruolo delle fondazioni bancarie e la natura giuridica di soggetti privati non profit sono stati definitivamente chiariti dalla sentenza n. 300 del 2003 della Corte Costituzionale che le ha confermate come “persone giuridiche private dotate di piena autonomia statutaria e gestionale” il cui scopo è quello di contribuire alla realizzazione di interessi di carattere generale in determinati settori.

Le fondazioni bancarie non hanno un ruolo gestionale nelle banche di cui sono azioniste. Esse sono, infatti, investitori istituzionali che dall’investimento dei loro patrimoni traggono gli utili necessari per svolgere l’attività filantropica, rivolte a vari settori di interesse collettivo, fra i quali i principali sono: arte, attività e beni culturali; ricerca; educazione, istruzione e formazione; volontariato, filantropia e beneficenza; sviluppo locale; assistenza sociale; salute pubblica; protezione e qualità ambientale; sport e ricreazione. In questi settori le Fondazioni intervengono sia direttamente sia tramite progetti realizzati da soggetti terzi, privati e pubblici, purché non profit; non possono, infatti, fare donazioni a soggetti profit o a singoli cittadini.


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di Nicola Dimitri

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Redattore e coordinatore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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