Superlega: la sentenza della Corte di Giustizia dà torto a Fifa e Uefa

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Le norme Fifa e Uefa sull’approvazione preventiva delle competizioni di calcio per club, come la Superlega, sono contrarie al diritto dell’Unione Europea. Sono contrari al diritto della concorrenza e alla libera prestazione dei servizi

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La Corte, con riferimento alla vicenda della Superlega, rileva un abuso di posizione dominante per Fifa e Uefa

La Corte di Giustizia Europea si è espressa a favore della Superlega, sottolineando che esiste un abuso di potere dominante da parte della Uefa e della Fifa che esercitano un monopolio

Abuso di posizione dominante

La Corte di Giustizia europea ha dato ragione alla Superlega.

Infatti, i giudici della Corte hanno ritenuto che le posizioni assunte dalla Uefa e dalla Fifa fossero riconducibili alla fattispecie di abuso di posizione dominante. Uefa e Fifa, altrimenti detto, facendo valere la loro posizione monopolistica (che consente loro di approvare preventivamente le competizioni di calcio per club), avrebbero di fatto violato il diritto della concorrenza dell’Unione europea, e il diritto alla libera prestazione dei servizi.

In buona sostanza, Uefa e Fifa avrebbero fatto ostruzionismo alla nascita della Superlega, esercitando il proprio potere in modo arbitrario e in aperto conflitto di interessi avverso un potenziale concorrente.

Ad avviso dei giudici i poteri in materia di approvazione, controllo e sanzioni di Uefa e Fifa devono essere considerati restrizioni ingiustificate alla libera prestazione dei servizi.

La Corte ritiene che le norme in materia di autorizzazione preventiva, partecipazione e sanzioni costituiscano un ostacolo alla libera prestazione dei servizi sancita dall’articolo 56 Tfue. Consentendo alla Fifa e all’Uefa di esercitare un controllo discrezionale sulla possibilità per qualsiasi impresa terza di organizzare e commercializzare competizioni calcistiche interclub sul territorio dell’Unione, sulla possibilità per qualsiasi club calcistico professionistico di partecipare a tali competizioni nonché, a titolo di corollario, sulla possibilità per qualsiasi altra impresa di fornire servizi connessi all’organizzazione o alla commercializzazione di tali competizioni, tali norme tendono non solo a ostacolare o a rendere meno attraenti le varie attività economiche interessate, ma a impedirle del tutto, limitando l’accesso a qualsiasi nuovo arrivato. Inoltre, l’assenza di un quadro normativo che contenga criteri oggettivi e non discriminatori, noti in anticipo, non consente di ritenere che la loro adozione sia giustificata da un obiettivo legittimo di interesse pubblico.

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Il futuro della Superlega

Occorre tuttavia osservare che l’aver riconosciuto l’abuso di posizione dominante, manifestata con provvedimenti arbitrari, discriminatori e sproporzionati, non equivale ad affermare che il progetto della Superlega potrà, necessariamente, realizzarsi. La Corte, infatti, non si è pronunciata sulla fattibilità della competizione.

Non solo Superlega

Nella sentenza, inoltre, i giudici hanno messo in risalto come l’abuso di posizione da parte di Uefa e Fifa non ha prodotto ricadute negative solo per il progetto della Superlega.

Il monopolio esercitato da Uefa e Fifa infatti si manifesta anche con riferimento allo sfruttamento dei diritti mediatici e ripercuote i suoi effetti negativi anche a danno degli altri club calcistici europei. Nondimeno, e in ultima istanza, questo abuso ripercuote i suo effetti sui consumatori e telespettatori.

La risposta della Superlega

Poco dopo la pubblicazione della sentenza che riconosce, per certi versi, le ragioni della superlega, Bernd Reichart, Ceo della società A22 Sports che sovrintende il progetto Superlega, ha presto dichiarato che ora il calcio sarebbe liberato dal monopolio.

Come si struttura la Superlega?

Il progetto prevede che alla competizione possano accedere, su tre livelli, e per meriti sportivi (senza membri permanenti) 16 club per la Star League e Gold League, e 32 club per la Blue League.

A22 propone una nuova competizione europea aperta con 64 club e la visione gratuita delle partite in diretta.


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di Nicola Dimitri

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Redattore e coordinatore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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