Solo l’innovazione può rendere sostenibile il nostro cibo

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Satelliti e droni per agire di precisione; agricoltura verticale e fuori suolo per non stressare terra e consumare acqua; big data e cloud per analizzare e immagazzinare informazioni; sensori per la tracciabilità e la trasparenza del prodotto. Così l’innovazione rende il cibo sostenibile

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“La fililera agroalimentare ha un’impronta ambientale pesantissima, l’innovazione può consentire di ridurla”, così commenta Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di UBS Wealth Management Italia, nel corso dell’evento “Food: il futuro del settore agroalimentare”, nell’ambito del programma di UBS “Il Vocabolario della sostenibilità“. Un processo che implicherà non solo un impiego di risorse e investimenti ingenti, ma anche uno sforzo culturale notevole.

Cibo sostenibile è… investire in innovazione

Per il settore agroalimentare, dunque, l’unica strada percorribile per contenere il proprio impatto ambientale è investire in innovazione e sostenibilità. Innovazione a tutto tondo: cosa produrre, come produrlo, come farlo arrivare al consumatore finale, ha proseguito Ramenghi.

La sostituzione di alcuni prodotti con altri a minor impatto a parità di principi nutritivi, in primis le proteine vegetali, è già oggi visibile nelle corsie dei nostri supermercati, ma siamo solo agli inizi di questa trasformazione.

Parliamo di agricoltura di precisione, tramite l’utilizzo di satelliti, cloud e big data, ma anche di agricoltura verticale, fuori suolo e da ambiente controllato, il modo più efficace per ridurre drasticamente l’impiego di terra e acqua; di tracciabilità del prodotto, per salvaguardare la sicurezza alimentare; di trattamento delle sementi, acqua di coltura e utilizzo di robot, “una rivoluzione inevitabile, che ha in sé enormi opportunità di investimento”.

Secondo le attese, tali attività registreranno nel corso del prossimo decennio una crescita del fatturato a doppia cifra.

All’evento di UBS, che ha visto in apertura l’intervento di Paolo Federici, Market Head UBS GWM Italia, sono intervenuti anche noti imprenditori di settore, che hanno raccontato la loro storia di crescita sostenibile e virtuosa: Marco Gualtieri, ideatore e presidente di Seeds&Chips, Daniele Benatoff, co-founder di Planet Farms, leader di settore nel vertical farming, Carolina Vergnano, owner di Caffè Vergnano e Alessandro Lazzarin, presidente di Nonno Nanni.

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di Gloria Grigolon

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