Solaia, il rosso d’autore di casa Antinori

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La vendemmia 1997 – prima assoluta per un vino italiano – fu decretata da Wine Spectator “Wine of The Year”. Ma è l’annata 2016 la migliore in assoluto. Oggi in vendita a 280 euro, è un’ottima referenza per chi guarda al vino come bene da investimento

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Solaia è uno dei vini icona di casa Antinori, nato nel 1978, con uve provenienti dalla Tenuta Tignanello, in Chianti. Era stata un’annata di grande qualità e con produzione superiore alla media e Piero Antinori decise utilizzare il Cabernet Sauvignon e il Cabernet Franc “in eccesso” per produrre circa 3600 bottiglie di taglio bordolese, realizzando il sogno di poter produrre un grade vino che potesse un giorno mettersi sullo stesso piano dei grandi Cabernet di Bordeaux.

Il Marchese Piero a quel tempo curava la distribuzione di Sassicaia, prodotto a Bolgheri nella Tenuta San Guido dallo zio Mario Incisa della Rocchetta e di cui l’enologo di casa Antinori, Giacomo Tachis, curava anche la produzione. E Solaia fu da subito un grande vino. Ho ancora qualche bottiglia di Solaia 1978 in cantina e quelle che ho assaggiato di recente sono ancora eccellenti e in perfetto stato di conservazione.

Con il passare degli anni l’uvaggio subì l’integrazione di una quota di Sangiovese e da metà degli anni ’80 Solaia è prodotto con 75% Cabernet Sauvignon, 20% Sangiovese e 5% Cabernet Franc. Solaia è un vino che ha sempre ricevuto grande apprezzamento dalla critica italiana e internazionale e nel 2000, il Solaia 1997 fu decretato da Wine Spectator “Wine of The Year”. Era la prima volta che accadeva a un vino italiano.

Il Solaia prende il suo nome dall’omonimo vigneto di 20 ettari esposto a sud-ovest tra i 350 e i 400 metri s.l.m., situato nella parte più assolata della collina di Tignanello, su un suolo calcareo di marne marine di origine pliocenica con roccia di alberese e galestro.

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Il Cabernet Sauvignon e il Cabernet Franc, non autoctoni in questo luogo, riescono ad esprimersi in modo assolutamente territoriale, “chianteggiano” come ama dire il Marchese Piero. Nel nuovo millennio Renzo Cotarella, che ha raccolto nel 1993 il testimone da Giacomo Tachis, dopo gli eccezionali 1994 e 1997 ha inanellato una serie di capolavori quali le annate 2004, 2007, 2010, 2015 e 2016.


Solaia è un vino complesso e profondo con uno stile che potremmo definire austero se paragonato ai vini normalmente più “morbidi” ed espressivi ad un primo approccio quali quelli prodotti in territorio Bolgherese. Del resto in Chianti, i suoli sono diversi rispetto a Bolgheri, ed è diverso anche il clima che si caratterizza non solo per una grande escursione termica, ma per alcuni picchi di freddo e caldo che invece a Bolgheri per l’effetto calmieratore del vicino mare sono assenti.

L’annata 2016, viene dopo la grande annata 2015, che ci aveva regalato un Solaia strutturato, opulento, espressivo seppure perfettamente equilibrato ed elegante, in cui Solaia aveva ricevuto 100/100 sia da Parker che da James Sackling e commenti generalmente entusiastici dalla critica. Ebbene, per quanto diverso dal 2015, anche il 2016 è stato considerato un vino perfetto e premiato con i 100/100, a mio avviso con pieno merito. Forse l’annata 2016, ci ha perfino donato un Solaia più Solaia, un vino complesso e profondo, verticale e ricco di sfumature.

Nel bicchiere si presenta di colore rosso rubino intenso e al naso si coglie una eccezionale intensità aromatica. Si possono riconoscere i caratteri varietali di frutta scura matura, in particolare mora e mirtillo, e di menta ed erbe aromatiche, che si fondono perfettamente a sentori dolci di cacao e zucchero filato e speziati di pepe bianco e cannella. In bocca la ricchezza dell’attacco viene perfettamente equilibrata da un’acidità succosa e da una trama fitta di tannini setosi ed eleganti per un vino che risulta avvolgente, stratificato e vibrante con un finale estremamente persistente.

È un grande vino all’inizio di quello che si può facilmente prevedere come un lungo cammino
visto il notevole potenziale di invecchiamento Solaia è un vino che viene prodotto solamente nelle grandi annate e che è posizionato nella fascia alta del prezzo.

L’annata 2016 si può trovare oggi, a circa un anno dalla sua uscita a 280 euro. Considerando reputazione e capacità di invecchiamento è un’ottima referenza per chi guarda al vino come bene da investimento.


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