La riforma del fisco è in dirittura d’arrivo, oppure no?

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L’ultimo testo della legge delega allontana dall’orizzonte la prospettiva di introdurre un sistema a tassazione duale

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Dopo numerose battute d’arresto, il 20 giugno ci sarà la discussione del testo a Montecitorio

Nel nuovo testo della legge delega si prevede il riordino del sistema di deduzioni e detrazioni per la “tutela del bene casa”

La riforma del fisco, per quanto necessaria e richiesta da più parti istituzionali, persino dall’Ue, è una corsa ad ostacoli, caratterizzata da colpi di scena e modifiche dell’ultimo minuto.
Dopo l’accordo di maggioranza raggiunto appena una settimana fa, spetterà alla Commissione Finanze della Camera vagliare il testo della delega fiscale, con l’obiettivo di concludere l’esame entro il 20 giugno.
Particolare attenzione sarà dedicata all’articolazione delle norme relative alla riforma Irpef e del catasto, dunque alla lettera degli artt. 6 e 2. Sul testo di queste disposizioni si sono registrati numerosi scontri.

Il recente accordo raggiunto sul testo dell’art. 2 della legge delega sul fisco ha previsto l’eliminazione della progressiva e tendenziale evoluzione del sistema verso un modello compiutamente duale che, con l’intento di razionalizzare il sistema, prevedeva la tassazione con un una sola aliquota di tutti i redditi di capitale diversi da quelli Irpef. In buona sostanza, si trattava di tassare in maniera progressiva il reddito e in modo proporzionale il capitale.

Si allontana così il “pericolo” per alcuni contribuenti di veder accorpata sotto un’unica aliquota ad es. la cedolare secca al 10% per canoni concordati, o 21% affitti di mercato o, ancora, l’aliquota al 12,5% sui titoli di Stato.

Il dibattito è, inoltre, ancora acceso per quanto concerne l’uscita graduale dal regime forfettario, il cui tetto soglia risulterebbe alzato a 85.000 euro. Nella proposta delle Commissioni parlamentari, il regime transitorio è opzionale e si applicherebbe per un periodo cuscinetto di due periodi di imposta.

Inoltre, nel nuovo testo della legge delega si prevede il riordino del sistema di deduzioni e detrazioni Irpef per la “tutela del bene casa”.

Ma veniamo all’art. 6, quello che riferisce alla riforma del catasto. La nuova formulazione della norma, alla luce dell’ultima bozza raggiunta a seguito del più recente accordo, prevede che occorrerà indicare per ciascuna unità immobiliare, oltre alla rendita catastale risultante a normativa vigente e sulla base dei dati nelle disponibilità dell’Agenzia delle Entrate, anche una ulteriore rendita, suscettibile di periodico aggiornamento, determinata utilizzando i criteri previsti dal DpR 138/1998 tenendo anche conto dell’articolazione del territorio comunale in ambiti territoriali omogenei di riferimento; della rideterminazione delle destinazioni d’uso catastali, distinguendoli in ordinarie e speciali; dell’adozione di unità di consistenza per gli immobili di tipo ordinario”.

La revisione catastale degli immobili non potrà in ogni caso essere usata per la determinazione della base imponibile dei tributi e per la determinazione delle agevolazioni e dei benefici sociali.

Sul versante Imu, si prevede che laddove dalla riforma del catasto si dovesse riscuotere più gettito, parte di questo verrà destinata alla riduzione dell’imposizione tributaria sugli immobili e prevalentemente attribuita ai Comuni ove si trovano gli immobili interessati” dalla revisione catastale.


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di Nicola Dimitri

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Redattore e coordinatore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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