Le reti di consulenza salutano il 2021 all’insegna dei record

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Un dicembre all’insegna dei record per le principali reti di consulenza. Raccolta netta oltre gli 1,4 miliardi di euro per Fineco e Azimut. Ottimismo sul 2022

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Nel caso di Fineco la componente gestita tocca gli 824 milioni di euro nel mese di dicembre, a fronte dei 558 milioni di novembre

Doris: “Orgoglioso di questo dicembre straordinario, tassello conclusivo di un anno record che ci ha visto protagonisti indiscussi su tutti i fronti”

Sulla falsa riga dell’anno della crisi, le principali reti di consulenza chiudono il 2021 all’insegna dei record. Prime fra tutte Fineco e Azimut, che registrano nel mese di dicembre una raccolta netta rispettivamente superiore agli 1,4 miliardi di euro.

Fineco: forte contributo del gestito

Si parla del dato di raccolta netta più elevato dell’anno per Fineco. La componente gestita tocca gli 824 milioni di euro, a fronte dei 558 milioni del mese di novembre e in crescita del +5% rispetto allo stesso periodo del 2020. La diretta si porta invece sui 645 milioni di euro (-10% sull’anno precedente) e la componente amministrata risulta negativa per 64 milioni di euro. Guardando ai 12 mesi, la raccolta netta sfonda i 10,7 miliardi di euro (+15% rispetto ai 9,3 miliardi di euro del 2020) grazie al forte contributo del gestito con 7,3 miliardi (+70% rispetto ai 4,3 miliardi dell’anno precedente). “Fineco chiude il 2021 con dati di raccolta estremamente robusti che confermano la tendenza di forte crescita evidenziata durante tutto l’anno”, spiega Alessandro Foti, amministratore delegato e direttore generale dell’istituto. “La costante accelerazione della raccolta gestita conferma l’efficacia del modello di business della banca e la capacità dei nostri consulenti di accompagnare i clienti nelle loro scelte di investimento”, aggiunge, evidenziando come l’istituto guardi “con ottimismo alle sfide del 2022”.

Azimut: raccolta netta pari a 1,4 miliardi

Sulla stessa linea d’onda Azimut, che a sua volta mette a segno nel mese di dicembre una raccolta netta oltre gli 1,4 miliardi di euro per un totale da inizio anno sui 18,7 miliardi e un patrimonio complessivo sugli 83,2 miliardi (in crescita del +38% rispetto a fine 2020). Stando a quanto risulta dai primi dati di sintesi e dalle stime dei risultati relativi allo scorso anno, il Gruppo stima inoltre di chiudere il bilancio 2021 con il miglior utile netto consolidato della sua storia, tra i 600 e i 605 milioni di euro. Due dati (quello relativo all’utile netto superiore ai 600 milioni e quello relativo alla raccolta netta sui 18,7 miliardi) che, nelle parole del presidente Pietro Giuliani, confermano “da più di sette anni la superiorità del gruppo sia in termini di crescita che di redditività”.

Mediolanum, Doris: dicembre straordinario

Con il miglior dicembre di sempre, Banca Mediolanum supera invece i record annuali su tutte le linee di business. La raccolta netta totale si attesa sugli 1,28 miliardi di euro per 9,18 miliardi da inizio anno (+19% sul 2020). La raccolta netta in risparmio gestito tocca gli 899 milioni di euro per 6,66 miliardi da inizio anno (+62%) e quella in risparmio amministrato i 384 milioni di euro (a fronte di una raccolta negativa per 63 milioni nel mese di novembre). “Sono molto orgoglioso di questo dicembre straordinario, tassello conclusivo di un anno record che ci ha visto protagonisti indiscussi su tutti i fronti”, commenta il numero uno del Gruppo di Basiglio, Massimo Doris. “Il dato di raccolta netta annua di 9,2 miliardi rappresenta il migliore segnale di fiducia che i nostri clienti possano accordarci e i 6,8 miliardi in fondi e polizze, in crescita dell’86% rispetto al 2020, rimarcano ulteriormente il successo della nostra strategia di pianificazione finanziaria”.

Generali, nuovo piano triennale a febbraio

Chiude il cerchio Banca Generali, che saluta il 2021 con quello che viene definito il miglior dato mensile e annuale di sempre. Si parla di flussi totali nel mese di dicembre pari a 849 milioni di euro per una raccolta totale nei 12 mesi sui 7,7 miliardi (+31% anno su anno). Un dato che gli ha consentito di oltrepassare anche il precedente record dei 6,9 miliardi del 2017. “I numerosi riconoscimenti al modello d’offerta sostenibile, l’efficacia delle gestioni e delle soluzioni digitali, confermano l’efficacia del percorso intrapreso”, interviene Gian Maria Mossa, amministratore delegato e direttore generale dell’istituto. “Ma è soprattutto la fiducia che continua a crescere da parte dalla clientela il miglior biglietto da visita con cui presentare le nostre ambizioni di sviluppo in vista del nuovo piano triennale in agenda a febbraio”.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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