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Il numero di transazioni tornerà ad allinearsi alle previsioni formulate prima che insorgesse la pandemia, con una flessione cumulata nel biennio 2020-21, rispetto allo scenario pre-crisi, che non eccederà il 4%
Bacino di riferimento potenziale nel settore residenziale: sono 800mila i nuclei che effettivamente potranno effettuare una transazione immobiliare
Ma, pur a fronte di indicatori di rischiosità del credito che presentano un quadro ampiamente rassicurante, Nomisma invita alla prudenza e si attende uno scenario di progressivo deterioramento, con le implicazioni sistemiche che ciò comporta, analogamente a quanto accaduto in un passato troppo recente per essere dimenticato. L’istituto bolognese parla di un mercato immobiliare che “continua a restituire un’insospettabile immagine di esuberanza”.
Le stime però sono positive. Per il 2021 Nomisma prevede, infatti, che il numero di transazioni torni ad allinearsi alle previsioni formulate prima che insorgesse la pandemia, con una flessione cumulata nel biennio 2020-2021, rispetto allo scenario pre-covid, che non eccederà il 4%.
Passando ai prezzi, la risalita prevista consentirà di contenere le perdite totali, rispetto all’evoluzione attesa, nell’ordine di 1 punto percentuale. “Le dinamiche creditizie hanno avuto un riflesso sulle compravendite immobiliari che quest’anno torneranno al di sopra di quella che era la previsione pre-covid del 2019 – ha infatti spiegato Dondi, che poi ha precisato: “A fine del 2019, infatti, il numero di compravendite che vedevamo per quest’anno era inferiore rispetto alle 650mila compravendite che prevediamo oggi. Questo significa che le difficoltà sono state prontamente riassorbite e che il settore sta beneficiando di quell’ondata di ottimismo e di quella propensione a scommettere che le banche stanno manifestando per alimentare la corsa all’investimento immobiliare. Investimento che è rappresentato prevalentemente da una ricerca di prima casa e di sostituzione (quindi da una domanda primaria, ndr) e da una spinta verso i comuni minori, verso l’hinterland e la periferia dei comuni capoluogo”.

