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Lunedì 10 dicembre, il rendimento del bund a dieci anni è arrivato a un massimo del -0,021% – il livello più alto che abbiano mai registrato da più di tre anni. Appena lo scorso 20 agosto il rendimento del bund era intorno al -0,5%.
L’accelerazione nei rendimenti sperimentata nella seconda metà di dicembre fa pensare al ruolo giocato dalle decisioni della Bce nel corso dell’ultimo meeting
La tendenza verso la crescita dei rendimenti non riguarda solo la Germania, ma anche gli altri titoli sovrani europei, inclusi quelli italiani. In effetti, il rendimento del Btp decennale è cresciuto, in termini assoluti, più rapidamente di quanto non sia avvenuto per l’omologo titolo tedesco: infatti, da inizio anno lo spread è aumentato del 23%.
Più nel dettaglio, il bund ha visto un aumento dei rendimenti del 13,8% da inizio anno, mentre quelli dei Btp sono saliti del 10,4% fino a toccare i massimi da metà 2020.
L’accelerazione nei rendimenti sperimentata nella seconda metà di dicembre fa pensare al ruolo giocato dalle decisioni della Bce nel corso dell’ultimo meeting. La fine del Pepp, il piano di acquisti di titoli anti-pandemico, infatti, sarà solo parzialmente controbilanciata da un potenziamento dell’altro schema di acquisti, l’App. Mentre gli stimoli monetari sono previsti in riduzione, tuttavia, il mercato azionario europeo non ha dato segni di debolezza. “L’aumento congiunto dei rendimenti obbligazionari europei e dei prezzi azionari dopo i cambiamenti della politica monetaria globale di metà dicembre suggerisce che l’aumento dei rendimenti dei bund sia dovuto principalmente al miglioramento delle aspettative di crescita“, ha detto il capo economista per l’Europa di Goldman Sachs, Sven Jari. Quando le prospettive economiche si deteriorano, infatti, gli investitori tendono a preferire la “sicurezza” dei bond, rispetto alle azioni – in questo momento, però, sta avvenendo l’opposto.

