Raccolta al +18%: le reti si confermano anche a febbraio

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Anche a febbraio le reti si sono dimostrate resilienti alle incertezze dei mercati, con la raccolta che è cresciuta di quasi il 20% rispetto allo scorso anno e di più del 40% rispetto a gennaio

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A febbraio la raccolta netta delle reti è stata pari a circa 5,4 miliardi di euro con un aumento del 40,5% rispetto al mese precedente e del 18,2% a/a, trainata dalla componente finanziaria/assicurativa/previdenziale

La distribuzione diretta di quote di fondi comuni di investimento determina volumi di raccolta netta per 718 milioni di euro, valore più che decuplicato rispetto a gennaio ma in contrazione rispetto all’anno precedente

“Il sistema delle reti si dimostra ancora una volta centrale nella protezione dei risparmi degli italiani. Anche nei momenti di grande tensione” ha commentato Marco Tofanelli, segretario generale di Assoreti

Inflazione e guerra sembrano avere spaventato gli investitori. Tant’è che l’incertezza, e con essa la volatilità, sono tornate ai livelli visti con lo scoppio della pandemia. La paura dei risparmiatori tuttavia è rivolta più che alle borse a ciò che sta fuori dai mercati: la perdita del potere d’acquisto. E così le reti italiane si sono confermate anche a febbraio, registrando una raccolta netta pari a circa 5,4 miliardi di euro, con un aumento del 40,5% rispetto al mese precedente e del 18,2% anno su anno.
è quanto si evince dall’ultimo rapporto di Assoreti. Stando ai dati riportati dall’associazione, la raccolta ha interessato in particolare la componente finanziaria/assicurativa/previdenziale del portafoglio, che ha rappresentato il 72,7% dei volumi raccolti, con risultati pressocché raddoppiati rispetto a gennaio (+99% m/m) ed in crescita del 6,8% a/a. Rispetto a gennaio, sono aumentati anche gli investimenti netti realizzati sulla componente gestita: in crescita del 45,4% hanno raggiunto quota 2,4 miliardi di euro, in contrazione del 32,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. I volumi di raccolta sugli strumenti finanziari amministrati, pari a 1,5 miliardi, invece sono cresciuti significativamente sia in termini congiunturali (309 milioni a gennaio) sia in termini tendenziali (114 milioni a febbraio 2021). Infine, il flusso netto di liquidità destinato a conti correnti e depositi è positivo per 1,5 miliardi con una contrazione del 21,2% m/m e un incremento del 64,5% a/a. Nei primi due mesi la raccolta ha raggiunto, così, i 9,2 miliardi di euro, valore superiore del 10,8% rispetto a quanto realizzato nello stesso periodo del 2021.
La distribuzione diretta di quote di fondi comuni di investimento ha determinato volumi di raccolta netta per 718 milioni di euro, valore più che decuplicato rispetto a gennaio ma in contrazione rispetto all’anno precedente (-38,8% a/a). Gli investimenti hanno continuato a privilegiare gli Oicr aperti di diritto estero, con sottoscrizioni nette per 738 milioni; bilancio positivo anche per i fondi chiusi mobiliari (79 milioni) mentre il saldo è negativo sui fondi aperti italiani (-99 milioni). Nel complesso si è confermata la decisa concentrazione degli investimenti sulla componente azionaria degli Oicr aperti (985 milioni). Il bilancio delle gestioni patrimoniali individuali è stato positivo per 567 milioni (+50,8% m/m; -13,8% a/a); le scelte di investimento tornano a coinvolgere le Gpm (209 milioni). I versamenti netti realizzati su polizze assicurative e prodotti previdenziali sono ammontati, nel complesso, a 1,1 miliardi di euro (-8% m/m; -34,7% a/a); si sono confermati l’orientamento all’investimento in unit linked (469 milioni) e polizze multiramo (510 milioni).

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Il contributo mensile delle Reti al sistema degli Oicr aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, ha raggiunto, pertanto, 2 miliardi di euro, risultando pari al 51,2% dei volumi totali dell’industria (3,9 miliardi); l’apporto da inizio anno è salito, così, a 3,5 miliardi e rappresenta il 38,6% della raccolta netta realizzata dall’intero sistema fondi (9,2 miliardi).

“Stiamo navigando in un periodo molto complesso. Mentre pensavamo di poter lasciare alle spalle l’emergenza sanitaria, la situazione geopolitica mette tutti nuovamente alla prova. I dati di febbraio offrono per il settore una lettura duplice della solidità del modello delle Reti: da un lato, la capacità dei consulenti finanziari delle nostre Associate di seguire con competenza e sensibilità i propri clienti in un momento di grande tensione; dall’altro, la maggiore consapevolezza dei risparmiatori della necessità di avvalersi, specialmente in fasi insidiose, di un servizio di consulenza qualificato che miri ad una protezione attiva dei risparmi nella prospettiva di creare valore” dichiara Marco Tofanelli, Segretario Generale dell’Associazione.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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