Quando il supermercato va al museo

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Dopo quattro mesi di lockdown, a Londra dal 12 aprile sono aperti i negozi. Ma i musei resteranno chiusi fino a maggio inoltrato… E arriva il colpo di genio. Un’installazione di Camille Walala sovverte le regole e porta un supermercato al museo

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Musei chiusi, supermercati aperti. Fino ad oggi: dal 21 al 25 aprile il Design Museum di Londra ospiterà Supermarket – Creativity is Essential, un progetto dell’artista Camille Walala che trasformerà gli spazi dell’istituzione culturale in un supermercato in cui saranno in vendita generi di prima necessità ridisegnati, per l’occasione, da artisti della scena locale. L’obiettivo, raccogliere fondi per il futuro del museo, che a causa delle restrizioni dovute al Covid-19 sarà chiuso fino al 19 maggio e che nell’ultimo anno ha visto un calo del 92% nel fatturato. I prodotti saranno acquistabili anche online.

Un supermercato al museo per riflettere su ciò che è essenziale

“Le nostre strade, musei e gallerie sono state colpiti duramente dalla pandemia. Questa è un’opportunità perché le persone ritornino a divertirsi all’interno delle istituzioni culturali, in maniera sicura e creativa”, ha commentato Tim Marlow, direttore del Design Museum di Londra. “Questa installazione è un’occasione per ripensare a cosa compriamo, chi ne intasca i profitti, e cosa riteniamo essere essenziale”.

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Un’anteprima del negozio/spazio espositivo. Courtesy: Design Museum, Londra

Supermarket al Design Museum, i prodotti in vendita

Secondo la provocazione dell’artista-curatrice, Camile Walala, è la creatività ad essere essenziale, specialmente in tempi difficili come quelli che siamo vivendo. L’artista è infatti nota per i suoi interventi dai colori e geometrie esplosive negli spazi pubblici, da murales a installazioni 3D, street art, design degli interni e dei set. In vendita, invece, prodotti ridisegnati nei loro packaging da dieci artisti emergenti: dall’avena per porridge di Amy Worrall ai sacchetti per pane di Charlotte Edey a quelli per frutta e verdura di Isadora Lima, dal barattolo per caffè e pasta di Holly Warburton al detersivo per piatti di Jessica Warby, dal riso di Joey Yu al te di Katherine Plumb, dai fagioli di Kentaro Okawara alla carta igienica di Michaela Yearwood-Dan, fino al gin di Bombay Sapphire (sponsor dell’esposizione) di Ruff Mercy.

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I beni di prima necessità/opere d’arte in vendita. Courtesy: Design Museum, Londra

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di Giulia Bacelle

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Laureata in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano. Per We Wealth scrive di finanza, arte e beni da collezione, e gestisce progetti ed eventi in questi settori

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