L’avvincente storia del primo francobollo

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La storia della nascita del Penny Black, il primo francobollo prepagato al mondo, è un racconto affascinante di innovazione tecnologica e sociale

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La storia della nascita del Penny Black, il primo francobollo prepagato al mondo, è un racconto affascinante di innovazione tecnologica e sociale. Il Regno Unito del XIX secolo stava attraversando una rivoluzione industriale che avrebbe portato a un aumento della corrispondenza e al crescente bisogno di un sistema postale efficiente.

Prima del Penny Black, il costo del trasporto delle lettere era basato sulla distanza e sul numero di fogli di carta impiegati, rendendo il sistema postale confuso e costoso. Inoltre, il pagamento della tariffa postale era a carico del destinatario, non del mittente, il che portava spesso a dispute e ritardi nella consegna.

Rowland Hill e la nascita del Penny Black

La leggenda narra che Rowland Hill, un educatore scolastico, si concentrò, verso la metà degli anni Trenta del XIX secolo, sulla riforma del sistema postale inglese. Hill un giorno assistette a una scena in cui una ragazza si rifiutava di pagare per la consegna di una lettera dicendo di non averne le disponibilità. Hill si fece avanti per saldare il dovuto, ma la ragazza confidò che non ce n’era bisogno, tutte le informazioni di cui aveva bisogno erano scritte in codice all’esterno della lettera! Hill capì subito che il sistema postale era inefficiente e passibile di truffe.

Rowland Hill

Nel 1837, Hill propose un sistema postale rivoluzionario basato su tariffe postali uguali per tutto il Regno. Il suo obiettivo era rendere la posta disponibile a chiunque, senza considerare la loro ubicazione o il loro livello socioeconomico.

Hill ideò il concetto di francobollo prepagato adesivo e presentò la sua idea al governo britannico. Nel 1839, il parlamento britannico accettò la sua proposta e fu annunciato un concorso per il disegno del nuovo francobollo. Il concorso non portò a nessuna soluzione ritenuta valida e Hill stesso approntò il disegno che venne poi approvato: l’effigie della Regina Vittoria su uno sfondo nero, circondata da un bordo bianco con l’indicazione del valore, one penny.

Vennero fatte numerose prove per trovare la giusta combinazione di inchiostro per la stampa e del timbro, vi era infatti il timore che si potesse cancellare il timbro e riutilizzare il francobollo. Si optò per il colore nero per la stampa e il rosso per il timbro. Anche la falsificazione del francobollo stesso fu un grosso tema: per questo motivo, la qualità della stampa venne molto curata, tanto che a oggi non sono noti casi di falsificazioni per frodare le poste.

Asta 448 lotto 186, Courtesy Il Ponte Casa d’Aste, aggiudicato 4.875 euro inc. diritti

Dalla commercializzazione a oggi

Il 1º maggio 1840, il Penny Black venne distribuito agli uffici postali e venduto al pubblico il 6 maggio, primo giorno ufficiale d’uso. Sono note lettere spedite prima del 6 maggio, sono grandi rarità.

Asta Sotheby’s The One – lotto 8 del 2 febbraio 2024 stima 1,5-2 milioni dollari, invenduto

Ora, le persone potevano acquistare i francobolli, attaccarli alle loro lettere e depositarle in qualsiasi cassetta postale senza doversi preoccupare del pagamento al destinatario. Questo nuovo sistema rivoluzionò il modo in cui le persone comunicavano. La Regina Vittoria, il cui profilo era impresso vividamente sugli esemplari, all’inizio non fu molto felice che la sua immagine venisse “leccata dietro e sporcata con il timbro davanti”, ma acconsentì comunque. Il successo fu clamoroso, vennero distribuiti, da maggio 1840 a febbraio 1841, oltre 60 milioni di esemplari. Successivamente, sempre per ridurre il rischio di truffe, il Penny black venne stampato in rosso e il timbro utilizzato fu impresso in nero. Tutt’ora la Gran Bretagna è l’unico paese al mondo che non indica la nazione emittente sui francobolli ma a cui basta il profilo del regnante.


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di Alberto Coda Canati

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Alberto Coda Canati assume la direzione del Settore di Filatelia presso la Casa d’Aste Il Ponte di Milano nel 2016, creando in un dipartimento di punta nel panorama italiano, celebre per numerosi record di vendita, tra cui: la busta con strisca di 4 del 5 centesimi del Governo Provvisorio di Parma a aggiundicata a oltre 93.000 euro e la busta viaggiata nello spazio con la missione Apollo 14 a 30.000 che rappresenta un record mondiale. Originario di Biella, classe 1985, ha sviluppato un profondo interesse per i francobolli e la storia postale sin dagli anni 2000, combinando la sua passione per la storia contemporanea con il collezionismo di questi tesori in miniatura. Nel 2008 apre uno studio a Milano, diventando una figura di riferimento nel settore come consulente privato e perito filatelico. La sua estesa attività imprenditoriale lo porta ad ampliare l’attività nel 2012 con l’apertura di una sede più ampia a Torino, dove si focalizza principalmente su materiale estero. Dotato di una vasta conoscenza del mercato, Alberto ha acquisito un rapido riconoscimento nell’ambiente delle aste grazie alla capacità di accedere fin dagli esordi a prestigiosi conferimenti e raccolte complete. Tra i più significativi spiccano nel 2016 la “Collezione Apollo”, testimonianza epocale della conquista della luna; nel 2020 la “Collezione Nimue”, la più completa collezione di francobolli nuovi dell’area italiana apparsa sul mercato; e nel 2021 la “Collezione Romano Padoan”, composta da oltre 200 volumi che raccoglieva una delle più importanti collezioni di francobolli mondiali sul mercato italiano. Socio della China Stamp Society, organizzazione dedicata allo studio dei francobolli e della storia postale cinese e membro Assonfil, la principale associazione di categoria che raggruppa gli operatori del settore filatelico italiano. Tra le varie passioni che arricchiscono il repertorio di interessi di Alberto, spiccano le motociclette d’antan e i cimeli storici.

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