Più tecnologia, più valore: gli immobili parlano tech

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Riqualificare un immobile tramite (anche) la tecnologia garantisce una rivalutazione certa.

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Durante il 30°Forum di Scenari Immobiliari è stata presentata la ricerca “Tecnologia: leva per il residenziale del futuro”

La riqualificazione di un immobile genera un plusvalore compreso tra il 6,5% e il 17,5%. Il 20% di questo valore aggiunto è da attribuirsi alla tecnologia

Ristrutturare e farlo con tanta tecnologia. Soprattutto in Italia, dove le superfici residenziali in cattivo stato abbondano. È quanto emerso dalla ricerca “Tecnologia: leva per il residenziale del futuro” a cura di Scenari Immobiliari in collaborazione con Titiro Digital, presentata nel corso del 30° Forum di Scenari Immobiliari.

Patrimonio immobiliare datato

In Italia c’è tanto da riqualificare. Il motivo? Il patrimonio immobiliare residenziale italiano è datato. Oltre il cinquantacinque per cento delle unità immobiliari residenziali sono state infatti realizzate prima del 1975. In questo lasso di tempo sono cambiati gli oggetti immobiliari, gli aspetti edilizi, dimensioni, altezze, rapporti aeroilluminanti, sono cambiate le capacità tecniche di far fronte alle esigenze, sono cambiati i materiali, le forniture, i prodotti. E non ultimo, le preferenze dei cittadini. 

Un mercato da miliardi di euro

A quanto ammonta questo mercato? Stando alla ricerca di Titiro Digital a 560 milioni di metri quadrati, per un valore immobiliare allo stato attuale di circa 450 miliardi di euro. Aggiungendo le abitazioni che necessitano di interventi leggeri si raggiungono i circa due miliardi di metri quadrati per un valore immobiliare allo stato attuale di poco inferiore ai 2.500 miliardi di euro. Di questi il patrimonio riferito a società con scopi immobiliari è quantificabile in circa 97 milioni di metri quadrati, di cui 70,5, con un valore di oltre 98 miliardi di euro, necessitano di interventi edilizi leggeri. 

 

Un incremento certo di valore 

Nelle maggiori città d’Italia la riqualificazione immobiliare, che comprende interventi di manutenzione e ristrutturazione edilizia e di implementazione tecnologica e gestionale delle unità abitative, può creare un incremento del valore unitario di vendita, rispetto a un normale prodotto di buona qualità, compreso tra il 6,5 per cento e il 17,5 per cento. All’interno di questa quota di plusvalore, oltre il venti per cento è specificatamente riconducibile all’implementazione tecnologica e gestionale, con un investimento che è diventato elemento qualificante, non solo per il possibile efficientamento delle componenti ma per la forza comunicativa e commerciale. 

 

Le città dal maggiore plusvalore

 

In questa visione globale che coinvolge le case, i condomini e i quartieri, l’incidenza è variabile dipendentemente da fattori immobiliari, gestionali e sociali. Così, in un’ipotetica classifica dei principali capoluoghi d’Italia, sulla base del plusvalore ottenuto a seguito dei processi descritti, i primi dieci posti sono occupati da Messina, Aosta, Prato, Genova, Perugia, Reggio Emilia, Milano, Venezia, Napoli e Roma, con incrementi stimati dal 25,6 per cento al 13,3 per cento. Il guadagno medio a Roma, dove un appartamento da ristrutturare vale più di 535 mila euro e uno riqualificato poco più di 670 mila, si attesta poco al di sotto dei 90 mila euro, mentre a Perugia arriva a 28 mila euro, per un plusvalore del 15,5 per cento circa. 

Impieghi doppi entro il 2025

 

Gli investimenti in piattaforme di gestione hanno raggiunto gli 1,3 miliardi di euro nel corso del 2021, circa il quindici per cento del volume complessivo delle allocazioni relativo al settore residenziale. In futuro, grazie al livello di maturità raggiunto dalla tecnologia e dalla sua penetrazione, dallo sviluppo normativo e dalla riconferma degli incentivi fiscali, nonché dall’evoluzione culturale degli attori del settore, sia per operatori che domanda, si stima un raddoppio degli impieghi che arriveranno a superare i 2,5 miliardi di euro nel 2025.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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