Osvaldo Licini e la sua poesia d’angelo alla Estorick di Londra

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Una delle voci più poetiche ed elevate della pittura italiana del Novecento ha casa alla Estorick Collection of Modern Italian Art della capitale inglese. Occasione imperdibile per chi vi capiti nelle settimane estiva

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Dopo aver portato a Londra con grande successo i dipinti di Giorgio Morandi della Fondazione Magnani-Rocca, la Estorick Collection of Modern Italian Art continua a celebrare il suo venticinquesimo anniversario esponendo le opere del suo caro amico Osvaldo Licini. Tutti ricordiamo i suoi angeli ribelli, come non farlo, ma vedere come ha mutato incessantemente la sua arte dagli inizi è vermanete un privilegio, ancor più nella capitale britannica.

Nato nel 1894 in un piccolo paese marchigiano, Osvaldo crebbe con il nonno, spostandosi quattordicenne a Bologna dove frequentò l’Accademia e conobbe Giorgio Morandi, di poco più vecchio di lui. Ferito in guerra, nel 1917 si trasferì a Parigi, dove viveva il resto della sua sua famiglia, i.e. la madre e la sorella. Una convalescenza magnifica per la sua arte: incontrò Picasso, Cocteau, strinse amicizia con Modigliani, guardò con attenzione le opere dei maestri antichi e quelle delle avanguardie, attentissimo in particolare a Cézanne e alla pittura dei Fauves. Le opere che aprono l’esposizione, rigorosamente cronologica, sono testimonianza di questi incontri capitali: il Nudo del 1925 – Amedeo Modigliani; la Marina del 1922 – i Fauves; il Ritratto di Nanny del 1926 – Cezanne.


Ritratto di Nanny, 1926, Ascoli Piceno, Galleria d’Arte Contemporanea ‘Osvaldo Licini’


Licini frequenta Parigi incessantemente sino alla metà degli anni Venti del Novecento, quando con la Nanny Hellström del ritratto, pittrice svedese e ormai sua moglie, rientra definitivamente nelle Marche. Nel 1930 la sua pittura ha un’improvvisa svolta astratta, non pura perché rimane sempre un grande poeta, ciononostante fortissima. Ritmo. Schemi astratti su fondo bianco del 1931-2 ci fa intravedere una luna, e una campitura di blu ci fa pensare al mare: il suo astrattismo evoca, se si vuole, la realtà.

Ritmo. Schemi astratti su fondo bianco, 1931-2, Milano, Lorenzelli Arte

Sono questi gli anni in cui espone con Lucio Fontana, di cinque anni più giovane, dipingendo opere non in linea con l’arte figurativa che il già potente regime fascista favoriva e contribuendo alla seconda Quadriennale del 1935 con tre dipinti ‘irrazionali’, quasi difendendo la libertà dell’arte dalla politica. Segue nello stesso anno la sua prima personale alla Galleria del Milione di Milano: sono sempre opere di grande lirismo, con elementi semi-reali che si muovono in uno spazio che lui stesso definì ‘siderale’. 

Profondamente avverso a Mussolini, durante la seconda guerra mondiale il suo ritiro nel paese natale di Monte Vidon Corrado divenne profondo. È questo il momento di un’altro vigoroso cambiamento di direzione della sua arte, che dall’astrattismo si mosse verso la creazione di personaggi fantastici, primi fra tutti gli angeli ribelli, gli olandesi volanti e Amalassunta. Una serie in cui quest’ultima è protagonista venne esposta alla Biennale di Venezia del 1950, e Licini stesso ci lascia scritta una descrizione di questa creatura: ‘è la luna nostra bella, garantita d’argento per l’eternità, personificata in poche parole, amica di ogni cuore un poco stanco’.


Luna su fondo blu
, 1943, Milano, Collezione Augusto e Francesca Giovanardi

L’angelo ribelle è quasi una controparte maschile, forse Licini stesso visto che così si definisce in una lettera all’amico artista Corrado Levi. Questi angeli, creati da una linea elegante e sicura, si muovono con sicurezza in uno spazio astratto, onirico, sospeso tra cielo, terra e mare che il maestro costruisce per loro.

Angelo ribelle su fondo rosso scuro, 1946, Ascoli Piceno, Galleria d’Arte Contemporanea ‘Osvaldo Licini’

Nel 1958 Osvaldo Licini, pochi mesi prima di morire, vinse il Gran Premio per la pittura alla Biennale di Venezia: oggi non sembra essere conosciuto al di fuori dei confini dell’Italia – quanto invece lo sono Giorgio Morandi o Lucio Fontana – ma l’esposizione all’Estorick mostra bene come il suo cammino praticamente parallelo a quello, per esempio, di Paul Klee o Joan Miró lo renda figura fondamentale del panorama artistico europeo del Novecento. Al momento rimane uno di quei pittori gestiti principalmente all’interno del mercato italiano, ma non credo tarderà a fare capolino nelle grandi aste internazionali.


Osvaldo Licini. Rebellious Angel, Londra, Estorick Collection of Modern Italian Art, fino al 10 settembre 2023. 

P.S. Si noti che ben undici delle quarantasei opere esposte a Londra vengono dalla Collezione Augusto e Francesca Giovanardi di Milano, una delle raccolte più ricche per qualità e quantità creata nell’immediato secondo dopoguerra dall’illuminato scienziato e igienista Augusto Giovanardi, grande ammiratore tanto di Morandi che di Licini. Forse uno spunto per una prossima mostra all’Estorick?


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di Sandra Romito

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Con l’idea che non avrebbe guardato a nulla dopo Giotto, Sandra è stata una convintissima e feroce medievista nei suoi vent’anni: ora guarda tutto e le piace tutto, dal manoscritto miniato al gioiello d’artista. Ha lavorato per più di venti anni nel dipartimento di dipinti antichi alla Christie’s di Londra, dove ancora collabora quotidianamente come consulente, accompagnando i dipinti da collezione a collezione, con la stessa emozione del primo giorno. Un debole ovviamente rimane per la pittura italiana, soprattutto di alta epoca.

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