Dichiarazione dei redditi. Entro febbraio il ravvedimento operoso per le “dimenticanze”

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Il 30 novembre 2022 è spirato il termine per presentare la dichiarazione dei redditi ma attraverso il ravvedimento operoso è possibile adempiere in ritardo entro il 28 febbraio 2023

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Con il ravvedimento operoso è consentito al contribuente che non ha trasmesso in tempo la dichiarazione dei redditi di regolarizzare la posizione e fruire di alcune riduzioni sulle sanzioni

Il contribuente che si regolarizza spontaneamente può beneficiare del ravvedimento operoso

Entro il prossimo 28 febbraio 2023 è possibile fruire del ravvedimento operoso al fine di mettersi in regola nel caso di omessa dichiarazione dei redditi 2022.

Infatti, il nostro ordinamento consente al contribuente che non abbia entro i termini presentato la dichiarazione dei redditi di “sanare” la sua posizione, trasmettendo il modello dei redditi nei 90 giorni successivi alla scadenza ordinaria, prevista per lo scorso 30 novembre.

Nel caso in cui il contribuente non dovesse adempiere neppure in questi “tempi supplementari” agli obblighi dichiarativi, la dichiarazione si considererà definitivamente omessa. Con tutte le sanzioni che ne derivano.

Ravvedimento operoso: cosa fare?

Per evitare di incorrere in conseguenze più gravi, ai fini del ravvedimento operoso occorrerà presentare entro il prossimo 28 febbraio 2023 la dichiarazione dei redditi unitamente al pagamento della sanzione per tardività e al pagamento delle imposte e degli interessi legali.

Il ravvedimento, e il pagamento della sanzione, opera anche nel caso di tardivo versamento del saldo e degli acconti.

Dichiarazione omessa: quali conseguenze?

Ai sensi dell’art. 1 comma 1 del DLgs. 471/97 la dichiarazione omessa è punita con la sanzione proporzionale dal 120% al 240% delle imposte, con un minimo di 250 euro.

Più nel dettaglio,

  • nei casi di omessa presentazione della dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e Irap si applica la sanzione amministrativa dal centoventi al duecentoquaranta per cento dell’ammontare delle imposte dovute, con un minimo di euro 250
  • se non sono dovute imposte si applica la sanzione da euro 250 a euro 1.000.

Le sanzioni applicabili quando non sono dovute imposte possono essere aumentate fino al doppio nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta di scritture contabili.

Cosa accade se non si fruisce del ravvedimento operoso?

Stabilite le conseguenze in caso di omessa dichiarazione, ove il contribuente non fruisse del ravvedimento operoso, avrà comunque la possibilità di presentare, almeno entro il termine fissato per la trasmissione del modello dei redditi dell’anno successivo (quindi 30 novembre 2023), la dichiarazione del 2022; in questo caso, detta presentazione sarà considerata come ultra tardiva.

Ciò comporta che:

  • se la dichiarazione omessa è presentata dal contribuente entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo e, comunque, prima dell’inizio di qualunque attività amministrativa di accertamento di cui abbia avuto formale conoscenza, si applica la sanzione amministrativa dal sessanta al centoventi per cento dell’ammontare delle imposte dovute, con un minimo di euro 200.
  • se non sono dovute imposte, si applica la sanzione da euro 150 a euro 500. 

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di Nicola Dimitri

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Redattore e coordinatore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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