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Sole 24 Ore: “netta contrarietà” all’operazione con Mps da parte di Del Vecchio, la Fondazione CariVerona e la Fondazione Crt
Reuters: “una delle fonti precisa come sia prematuro parlare di un patto ma sottolinea contatti tra azionisti accomunati dai timori rispetto a un matrimonio con la banca toscana”
Interpellata da We Wealth, Unicredit ha preferito non commentare la notizia. Va però ricordato che, a dicembre, a fronte dei timori su un’operazione a condizioni svantaggiose con Mps, un portavoce del Cda della banca aveva rassicurato gli investitori, affermando che il board di Unicredit “non accetterà mai alcuna operazione che possa danneggiare gli interessi del gruppo e in particolare la sua posizione patrimoniale”.
Sempre Reuters, mercoledì 6 gennaio, ha diffuso alcune indiscrezioni relative a un piano studiato dal Mef (primo azionista della banca di Siena, con il 64%) per facilitare la fusione tra le due realtà. In particolare, Amco, controllata al 100% dal Tesoro e guidata da Marina Natale, sarebbe pronta a rilevare 14 miliardi di Npl di UniCredit. Una cifra che – sommata al potenziale aumento di capitale di Mps (stimato tra i 2 e i 2,5 miliardi) e alle agevolazioni fiscali (Dta) per oltre 2 miliardi in caso di acquisizione – renderebbe l’operazione ben più appetibile per UniCredit, considerato che, al 30 settembre 2020, i non performing exposures (Npe) dell’istituto ammontavano a 22,7 miliardi di euro.

