Mutuo: a chi conviene passare al tasso variabile ora (e come fare)

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Quali condizioni rendono vantaggioso il passaggio da un tasso fisso a un tasso variabile, nell’attuale contesto di mercato? We Wealth lo ha chiesto a Nicoletta Papucci, direttore marketing di MutuiOnline.it

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Se nel 2024 i tassi variabili calassero di 150 punti base, oggi bisognerebbe avere un tasso fisso più alto di 3,91% perché convenga passare al variabile

Papucci: “Un’alternativa per chi è in difficoltà con il pagamento delle rate può essere la richiesta di una sospensione, fino a 18 mesi, al Fondo Gasparrini di solidarietà”

Passare al variabile adesso conviene? “Solamente se si ha in essere un tasso fisso particolarmente alto e una buona attitudine al rischio”, spiega a We Wealth Nicoletta Papucci, direttore marketing di MutuiOnline.it. Dopo aver calcolato quanto si risparmierebbe in un anno scegliendo il fisso ora, per dimostrarlo consideriamo ancora una volta due scenari: uno più estremo, ovvero sei tagli dei tassi da 0,25 punti base nel 2024, e uno meno estremo, ovvero quattro tagli dei tassi da 0,25 punti base nello stesso arco temporale.

“Se nel 2024 i tassi variabili calassero di 150 punti base, oggi dovrei avere un tasso fisso più alto di 3,91% perché mi convenga passare al tasso variabile”, dice Papucci. “Pagherei infatti 842 euro al mese, pari a 10.104 euro all’anno, come nel caso del mutuo a tasso variabile analizzato in precedenza”. Se invece nel 2024 i tassi variabili calassero di 100 punti base, continua l’esperta, oggi bisognerebbe avere un tasso fisso più alto di 4,18% perché convenga passare al variabile. Considerando che i tassi medi massimi delle richieste nell’anno sono stati nel mese di dicembre a 4,14%, dovrebbe trattarsi di un numero di mutuatari abbastanza limitato. In questo caso la rata ammonterebbe a 862 euro al mese (ovvero 10.344 euro in un anno). “Nell’ultimo mese la maggior parte dei repricing da parte delle banche sono stati sul tasso fisso, spesso al ribasso – fino a 85 punti base in caso di particolari offerte – ma in qualche caso anche al rialzo (fino a 25 punti base). Non ci risultano invece cambiamenti significativi di pricing sui tassi variabili, che d’altronde oggi sono scelti da meno del 6% dei richiedenti”, osserva Papucci.

Le alternative per abbassare la rata del mutuo

Quali sono, ad ogni modo, le alternative per abbassare la rata del mutuo? E quale conviene oggi? Una modalità, interamente gratuita, è quella della surroga, ovvero rivolgersi a un altro istituto di credito. “Surrogare è sempre possibile ed è un diritto, gratuito, del mutuatario. Però surrogare dal fisso al variabile ha poco senso nel breve termine e surrogare dal variabile al fisso è consigliato soprattutto a chi oggi pensa di non potersi permettere delle rate così alte nel prossimo anno; altrimenti forse è meglio aspettare e surrogare verso una rata più bassa”, spiega l’esperta. Un’altra modalità è quella della rinegoziazione, vale a dire una modifica dell’accordo stipulato con la propria banca di riferimento volta a rivedere alcune condizioni. Nei primi nove mesi dell’anno, secondo un report dell’Abi, sono stati rinegoziati 17,4 miliardi di euro di mutuo, oltre tre volte i 5,1 miliardi di euro negoziati nello stesso periodo del 2022. “Un’alternativa per chi è in difficoltà con il pagamento delle rate può essere la richiesta di una sospensione, fino a 18 mesi, al Fondo Gasparrini di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa”, conclude Papucci. Ricordiamo che la sospensione può essere accordata per un mutuo fino a 250mila euro nel caso di: 

  • perdita di lavoro dipendente;
  • calo di fatturato di oltre il 33% per i lavoratori autonomi;
  • handicap grave o decesso del mutuatario.

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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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