Mutui a tasso variabile: misure per gestire l’incremento delle rate

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Le misure anzidette saranno realizzate su richiesta e d’intesa con coloro che hanno scelto di sottoscrivere un mutuo a tasso variabile

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Per le famiglie che hanno scelto di sottoscrivere mutui a tasso variabile senza cap, sono individuate misure volte ad attenuare l’incremento delle rate di mutuo a tasso variabile

Il mercato italiano dei mutui per l’acquisto della casa rappresenta la parte più rilevante del credito alle famiglie

In un recente documento l’ABI, l’Associazione bancaria italiana, ha posto l’accento su una serie di misure da intraprendere in favore delle famiglie con mutui a tasso variabile senza cap, al fine di attenuare gli impatti dell’incremento dei tassi d’interesse sull’importo delle rate.

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Il contesto del mercato italiano dei mutui

Secondo ABI il mercato italiano dei mutui per l’acquisto della casa rappresenta la parte più rilevante del credito alle famiglie con oltre 425 miliardi di euro di consistenze (maggio 2023), di cui il 63% a tasso fisso e il 37% a tasso variabile.

Inoltre, se si considerano le nuove erogazioni di mutui a tasso variabile, oltre il 30%, prevede un tetto al tasso di interesse.

Tuttavia, a partire da maggio 2023, come specifica nella circolare ABI: i tassi d’interesse sui “mutui casa” a tasso variabile in Italia sono cresciuti al 4,40% in conseguenza del rialzo, a partire da luglio 2022, dei tassi di riferimento della BCE.

Poiché ABI raccomanda che ai primi segnali di possibili difficoltà il titolare del mutuo si possa rivolgere alla propria banca per valutare le possibili soluzioni per affrontare l’aumento dei tassi di interesse (concordando con la propria banca l’allungamento della durata del proprio mutuo o chiedere una revisione di altre condizioni contrattuali) per le famiglie che hanno scelto di sottoscrivere mutui a tasso variabile senza cap, sono individuate e promosse misure volte ad attenuare l’incremento delle rate di mutuo a tasso variabile.

Le misure ABI

Dette misure consisterebbero:

  • nell’allungamento del piano di ammortamento dei finanziamenti per l’acquisto della prima casa;
  • nell’ampliamento della platea dei beneficiari della rinegoziazione dei contratti di mutuo ipotecario ad esempio, ammettendo alla misura anche soggetti con reddito ISEE o con mutui di importo più elevato rispetto a quanto previsto dalla legge
  • nella ulteriore diffusione della conoscenza presso la propria clientela della possibilità di ricorrere Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa (cosiddetto Fondo Gasparrini), al fine di sospendere – al verificarsi di specifici eventi – il pagamento delle rate del finanziamento.

Come verranno concordate le misure?

Come è dato leggersi nel comunicato diffuso da ABI:

le misure anzidette saranno realizzate su richiesta e d’intesa con coloro che hanno scelto di sottoscrivere un mutuo a tasso variabile, senza nuovi oneri, secondo le possibilità operative delle singole banche e compatibilmente con i limiti imposti dalla regolamentazione europea e le condizioni anagrafiche dei soggetti beneficiari.

In questo senso, ABI delinea anche la procedura da seguire:

  • le banche e gli intermediari finanziari che intendono aderire all’iniziativa lo comunicano: (i) alla clientela attraverso i propri siti internet e/o l’affissione nelle filiali di specifici avvisi (ii) all’ABI – che pubblicherà l’elenco dei soggetti aderenti sul proprio sito internet abi.
  • ciascuna banca o intermediario finanziario aderente all’iniziativa potrà offrire alla propria clientela condizioni migliorative rispetto a quelle indicate in precedenza, ovvero adottare ulteriori misure per affrontare gli impatti dell’incremento dei tassi di interesse sui mutui a tasso variabile.

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di Nicola Dimitri

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Redattore e coordinatore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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