Milionari in fuga da Cina e India (ma non solo). Dove migrano

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Quest’anno la Cina registrerà il più grande esodo di milionari al mondo, seguita da India e Regno Unito. Ad attrarre i grandi patrimoni sono soprattutto Australia, Emirati Arabi Uniti e Singapore

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La Terra del Dragone registrerà una perdita netta di 13.500 ultra-ricchi. Un dato in crescita rispetto al 2022, quando i deflussi toccarono quota 10.800

A conquistare oggi i grandi patrimoni è l’Australia che, secondo i calcoli di Henley & Partners, dovrebbe registrare quest’anno un afflusso netto di 5.200 hnwi

Opdyke: “In passato l’America era la destinazione più ovvia per la migrazione della ricchezza. Presto, tuttavia, potrebbe iniziare a somigliare al Regno Unito”

Anche quest’anno la Cina assisterà al più grande “esodo” di milionari al mondo. Secondo l’Henley private wealth migration report 2023 condotto da Henley & Partners, la Terra del Dragone registrerà una perdita netta (ovvero la differenza tra il numero di high net worth individual con un patrimonio investibile di un milione di dollari o più che si trasferiscono nel Paese e il numero di coloro che lo abbandonano) di 13.500 ultra-ricchi. Un dato in crescita rispetto al 2022, quando i deflussi toccarono quota 10.800. E che potrebbe risultare anche “più dannoso del solito” se si considera che la crescita generale dell’economia cinese sta a sua volta rallentando, secondo Andrew Amoils, head of research di New World Wealth, società di intelligence che segue le tendenze della migrazione dei patrimoni da oltre un decennio.

Al secondo posto tra i paesi da cui fuggono maggiormente i grandi patrimoni si colloca l’India, che nel 2023 si stima subirà una perdita netta di 6.500 hnwi. Complice anche quella che Sunita Singh-Dalal, private wealth & family office di Hourani & Partners, definisce una normativa fiscale “proibitiva”. Per il Regno Unito, che si posiziona terzo, si parla di deflussi pari a 3.200 individui. La Brexit, secondo i ricercatori, ha rappresentato una “pessima scommessa” per la Gran Bretagna, tanto che ha registrato il picco di deflussi netti proprio nel 2017, dopo il referendum del 2016. Sebbene le perdite siano leggermente diminuite tra il 2017 e il 2019, le previsioni per il 2023 confermano una tendenza degli hnwi ad abbandonare il Paese. Secondo Singh-Dalal, il recente dibattito sui “res non-dom” (ovvero individui residenti ma non domiciliati in Uk) unito all’aumento del debito, a un sistema sanitario disfunzionale, a un alto tasso di criminalità e a un “senso generale di malessere persistente” ha chiaramente “appannato il lustro di Londra”.

Il caso degli Stati Uniti

Anche l’attrattiva di un altro gigante finanziario dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, gli Stati Uniti, sta calando rapidamente. Oggi gli Usa attirano più hnwi di quanti ne perdano, con un afflusso netto di 2.100 ultra-ricchi atteso nel 2023, ma in deciso calo rispetto ai 10.800 registrati nel 2019. “In passato l’America era la destinazione più ovvia per la migrazione della ricchezza grazie alla sua tecnologia, alla sua leadership e alle sue tanto decantate libertà”, osserva Jeff D. Opdyke, editorialista di finanza personale ed esperto di investimenti. “Presto, tuttavia, gli Stati Uniti potrebbero iniziare ad assomigliare al Regno Unito, che ora sta vivendo un esodo di hnwi a causa degli impatti economici del noto autogol della Brexit”.

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Dove migrano gli ultra-ricchi

A conquistare gli ultra-milionari è l’Australia che, secondo i calcoli di Henley & Partners sulla base delle proiezioni di New World Wealth, dovrebbe registrare quest’anno un afflusso netto di 5.200 hnwi. Seguono gli Emirati Arabi Uniti al secondo posto con 4.500 nuovi milionari in arrivo e Singapore al terzo posto con 3.200. Completano la top10 dei Paesi più “attraenti” per i grandi patrimoni la Svizzera (1.800 afflussi netti attesi), il Canada (1.600), la Grecia (1.200), la Francia (1.000), il Portogallo (800) e la Nuova Zelanda (700). Anche l’Italia gioca la sua parte, collocandosi 11esima con afflussi netti attesi pari a 600 (dai 300 del 2022).

Come attrarre i grandi patrimoni

“In generale, quest’anno le tendenze migratorie sembrano tornare agli schemi pre-pandemia, con l’Australia che si riprende il primo posto per afflussi netti, come ha fatto per cinque anni prima del covid-19, e la Cina che registra i maggiori deflussi netti, come ha fatto da 10 anni a questa parte”, osserva Juerg Steffen, ceo di Henley&Partners. “Le eccezioni degne di nota sono le ex principali calamite della ricchezza, ovvero Regno Unito e Stati Uniti”. Le lezioni per coloro che sperano di attrarre grandi patrimoni sono chiare, secondo Misha Glenny, rettore dell’Institute for human sciences di Vienna. “La stabilità politica è il parametro chiave per chi sceglie dove vivere, insieme a una tassazione agevolata e alla libertà personale”, dice. E ricorda: “Fino alla fine della guerra russo-ucraina, entrambi i paesi continueranno a esportare hnwi e questo rimarrà il principale fattore di delocalizzazione. Ma con le elezioni che si terranno nei prossimi 18 mesi in molti paesi occidentali, altri ultra-ricchi potrebbero attenderne l’esito, specie negli Usa e in Uk, prima di fare la loro scelta”.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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