Mercato dell’Arte 2023: Parigi, penisola araba e l’ascesa inarrestabile dell’Asia

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Dopo l’exploit del mercato delle opere d’arte nel 2022, eguagliare tali risultati sarebbe stato impossibile. Eppure il 2023, nonostante la contrazione del volume d’affari dello scenario artistico, ha rivelato una serie di aspetti interessanti utili a tracciare nuovi confini di mercato in un panorama sempre più globalizzato. Concluso l’effetto “rimbalzo” post-pandemia, quali sono i trend da identificare? Cosa succederà nel 2024 e oltre?

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Operatori, collezionisti e amanti dell’arte lo avevano già messo in conto: dopo l’exploit del settore nel 2022 eguagliare tali risultati sarebbe stato impossibile. Eppure il 2023, nonostante la contrazione del volume d’affari dello scenario artistico, ha rivelato una serie di aspetti interessanti utili a tracciare nuovi confini di mercato in un panorama sempre più globalizzato. Dunque, concluso l’effetto “rimbalzo” post-pandemia, gli scenari che probabilmente caratterizzeranno anche il 2024 potrebbero essere i seguenti.

Parigi: epicentro europeo dell’arte contemporanea 

Partiamo dall’Europa per poi ampliare geograficamente le nostre considerazioni. Nel 2023 la Ville Lumière ha senza dubbio conquistato un ruolo di spicco nel mercato artistico europeo grazie anche alla seconda edizione della mostra mercato Paris+ par Art Basel. I meriti però non sono solo da attribuirsi al colosso fieristico svizzero, nonostante i riscontri positivi dei visitatori e le buone transazioni effettuate dai partecipanti: molte prestigiose gallerie internazionali hanno aperto nuove sedi nella capitale francese e i risultati delle aste battute in città hanno confermato come Parigi stia progressivamente guadagnando terreno nei confronti del Regno Unito post Brexit. 

USA e Regno Unito: una riconferma nonostante tutto 

Stante l’innegabile difficoltà, riscontrata soprattutto a livello burocratico, dal paese d’oltremanica, come sottolineato nel “The 2023 Contemporary Art Market Report” di Artprice, Stati Uniti e Regno Unito mantengono comunque una posizione di preminenza nel settore. Contribuiscono nello specifico al 54% del fatturato mondiale delle aste di arte contemporanea. Gli Stati Uniti sono leader nell’ambito con 857 milioni di dollari (in calo rispetto al miliardo di $ del 2022); il Regno Unito con 376 milioni di $ (486 milioni nel 2022) si colloca in terza posizione dopo la Cina. Seguono poi Francia e Giappone. Se guardiamo al 2013 i due paesi insieme arrivavano al 65% del fatturato mondiale delle aste di arte contemporanea, ma questo era ben prima dell’espansione del mercato asiatico dell’arte.

La crescita inarrestabile dell’Asia 

Ecco il vero elemento da attenzionare: l’ampliamento costante del mercato asiatico, che vede come paese trainante la Cina. Considerando sempre le case d’asta Christie’s ha registrato un aumento del 30% di nuovi collezionisti cinesi, prevedendo una tendenza similare anche per il 2024. Infatti, l’azienda ha comunicato l’ingrandimento della sede di Hong Kong. Si sono registrati dati molto simili anche per Sotheby’s. La predilezione degli amanti dell’arte asiatici rimane ancora per gli antichi maestri locali, ma aumentano gli acquisti di arte contemporanea. Oltre alla Cina, anche Giappone e Corea del Sud fanno sentire la loro voce in fatto di acquisiti d’opere, nonostante un calo registrato quest’anno. 

Infatti, nell’ultimo decennio, i mercati giapponesi e sudcoreani hanno segnato un più 940% del fatturato delle aste di arte contemporanea. In particolare, Seoul è diventata un vero e proprio polo d’attrazione artistico culturale dopo la seconda edizione della fiera d’arte Frieze e l’apertura di numerose gallerie internazionali. Assieme a Hong Kong e Singapore la capitale sudcoreana si conferma come uno dei mercati strategici dell’area. D’altra parte, sempre secondo la ventisettesima relazione annuale di Artprice, la geografia del settore culturale, negli ultimi vent’anni, si è estesa coinvolgendo ben 64 paesi mondiali rispetto ai 39 del 2003. A conti fatti la domanda di arte, anche contemporanea, in Asia sta indubbiamente crescendo molto rapidamente. 

 

La penisola araba punta sulle istituzioni

Se in fatto di fiere e transazioni in asta i numeri non sono ancora molto rilevanti a livello globale, tranne qualche caso specifico, in futuro altri player potrebbero animare lo scenario artistico mondiale: si tratta dei paesi arabi che, al momento, stanno investendo sempre più risorse nell’apertura di nuovi e futuristici poli museali, oltre a puntare ad ospitare grandi eventi. 

Qatar. Tutte le foto sono di Unsplash

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Mercato dell’arte contemporanea 2023: conclusioni e panoramica globale

Il settore, anche nel 2023, ha confermato il suo progressivo avvicinamento alle industrie del lusso e a tutte quelle voci di spesa che caratterizzano lo stile di vita degli HNWI (High-Net-Worth-Individual). Parallelamente è cresciuto però l’impegno sul fronte delle politiche sociali da parte di molti operatori, esplicitato da iniziative benefiche e progetti filantropici in numero sempre maggiore, la cui riuscita è stata rafforzata dall’utilizzo delle nuove tecnologie. In conclusione, il mercato dell’arte 2023 si configura come un terreno di trasformazioni dinamiche, con l’Asia che rafforza costantemente la sua posizione dominante: il dialogo tra continenti e l’evoluzione degli scambi offrono prospettive affascinanti per il futuro della cultura su scala globale.

#### Dati Essenziali del Mercato Globale: 

– **USA:** Leader a livello mondiale con un fatturato d’asta di 857 milioni di dollari. 

– **Cina:** Seconda posizione con 744 milioni di dollari, nonostante una contrazione del 5%. 

– **Regno Unito:** Terzo con 376 milioni di dollari. 

– **Francia:** Quarta con 46 milioni di dollari. 

– **Giappone:** Quinta posizione con 40 milioni di dollari. 

– **Case d’Asta:** Christie’s, Sotheby’s e Phillips al vertice del mercato mondiale.


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di Elisabetta Roncati

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Digital content creator, consulente artistica, scrittrice per diverse testate e autrice per Rizzoli illustrati, Elisabetta Roncati ha deciso di unire formazione universitaria economica/manageriale e passione per la cultura con un unico obiettivo: avvicinare le persone all’arte in maniera chiara, facilmente comprensibile e professionale. Interessata a ogni forma di espressione artistica e culturale, contemporanea e non, ha due grandi passioni: l’arte extraeuropea ed i diritti civili. Nel 2018 ha fondato il marchio registrato Art Nomade Milan, con cui si occupa di divulgazione digitale sui principali social media (Instagram e Tik Tok @artnomademilan)

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