Mare immaginario, mare immaginato: la fondazione Carmignac

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Al largo di Saint Tropez c’è un’isola, Porquerolles, approdo felice di velisti e art dreamers. Le auto sono vietate, biciclette e fantasia no. Vi ha sede la Fondation Carmingac, scrigno che custodisce oltre 300 opere d’arte che del mare fanno il proprio interlocutore

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Di fronte alla Costa Azzurra, al largo di St Tropez, c’è l’isola di Porquerolles, parco nazionale e paradiso di pace e natura, lunga 7Km e larga 3km.
Felice approdo soprattutto per chi ama la vela, si raggiunge facilmente anche in traghetto dal porto di Hyères, con venti minuti di traversata. Le automobili non sono ammesse, solo le bici, che si possono anche noleggiare non appena sbarcati.

Mi piace perché è un luogo quasi selvaggio a due passi da una delle coste più chic e sofisticate del mondo. Un posto dove si cammina su strade quasi sempre sterrate, interrotte da piccoli sentieri che entrano nei boschi, da filari di vite e coltivazioni di ulivi. Un’isola in cui la macchia mediterranea, ricca di erbe profumate e fiori, arriva fino alla spiaggia e in cui i gabbiani la fanno da padroni volando nel vento sulle scogliere.

Proprio qui, la fondazione Carmignac ha aperto nel 2018 la sua sede espositiva, immersa e nascosta nella natura, circondata da un grande giardino di sculture realizzate appositamente per il luogo. Creata nel 2000 dal finanziere Edouard Carmignac, a capo di una delle più importanti società di asset management in Francia (con circa 37 miliardi di patrimonio in gestione), la fondazione ha una collezione di 300 opere d’arte contemporanea, principalmente del dopoguerra e della pop art, molte delle quali esposte nelle varie sedi della società, ed è anche nota per il premio Carmignac di fotogiornalismo, istituito nel 2009.

Visitarla è un’ottima ragione per scoprire l’isola e magari trascorrere un weekend lontano dal consueto, in un luogo meraviglioso. Dal cancello, un vialetto nel sottobosco conduce alla villa. All’ingresso, a tutti viene chiesto di togliersi le scarpe, forse un modo per “sentire” meglio e rallentare il passo, quasi un rituale religioso. Si entra così nel bianco e nell’atmosfera sospesa de “La mer imaginaire”, la mostra (da poco inaugurata e aperta fino a metà ottobre), curata dall’americano Chris Sharp.

Scendendo la scala d’ingresso si ha come la sensazione di addentrarsi in un mondo subacqueo silenzioso, una sorta di museo di storia naturale sottomarino. Ad accoglierci, l’affascinante opera di Jamaica Mello Landini:  20 metri di corda, come la cima usata dalle barche per attraccare in porto, che si divide, si intreccia e si adatta allo spazio. Poco dopo, la spettacolare fontana dei cento pesci di Bruce Nauman (2005), opera sonora in cui 97 pesci nuotano sospesi nell’aria sopra un bacino d’acqua in movimento e nella grande sala centrale, lluminata dall’alto dalla spettacolare vetrata immersa nell’acqua, luccica nel riverbero, “The fall and rise” di Bianca Bondi, uno scheletro di balena lungo 12 metri sospeso su polvere di sale.

fondazione carmignac

Bianca Bondi, “The fall and rise”, Fondation Carmignac, Porquerolles

Accanto, la sala dedicata al maestoso dipinto sottomarino di Miquel Barceló, “Not Yet titled”. Un’opera poetica, una finestra sul fondale marino dell’isola.

Miquel Barcelo, “Not yet titled”, 2018, Fondation Carmignac, Porquerolles
La mostra è un viaggio immaginario e visionario tra sogno e realtà. Un’ode al mare e al mondo subacqueo, ma al contempo una riflessione sull’uomo e sul suo interagire con il contesto in cui vive. Un dialogo tra terra e acqua, ma anche tra presente e passato, dove Matisse, Paul Klee e Dora Marr sono poesia pura. Coraggioso affiancarli all’aragosta gonfiabile (realizzata in alluminio policromo), sospesa in equilibrio su una sedia, di Jeff Koons, (Acrobat, 2003-2009) e alla “Killer whale with long eyelashes2” di Cosima von Bonin (2018), un’affascinante balena seduta ad un banco di scuola con la sua bottiglia d’acqua!

fondazione carmignac

Jeff Koons, “Acrobat”, 2003-2009 Fondation Carmignac, Porquerolles

Cosima von Bonin, “Killer Whale with long eyelashes2” (school desk ver.)

Ma si sa, il mare è fonte di immaginazione infinita. Bello essere liberi di spaziare, lasciarsi andare e scoprire nuovi fondali.

Uscendo “a rivedere le stelle”, bello perdersi nel “path of emotions” di Jeppe Hein, girovagare nel parco delle sculture, tra le uova giganti in marmo bianco di Carrara di Nils Udo e i volti dei tre alchimisti di Jaume Plensa (340cm di altezza), per finire nel meraviglioso enorme dipinto di Ed Ruscha in cui campeggia, a grandi lettere, la scritta “Sea of Desire”. La passione e la bellezza. Mai perderle di vista.

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Nils Udo, “La cuvée”, Fondation Carmignac, Porquerolles

Ed Ruscha, “Sea of Desire”, Fondation Carmignac, Porquerolles

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di Chiara Massimello

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L’arte è un elemento fondante della mia personalità, del mio lavoro, delle mie giornate. Sono storica dell’arte e dal 2013 lavoro come consulente per Christie’s. Ho curato e curo mostre e progetti editoriali e da anni seguo come advisor clienti privati con cui condivido il piacere per un bel dipinto, una bella mostra, o l’acquisto di un’opera importante per la loro collezione. Vivo tra Torino e Londra e viaggio molto per il mio lavoro.

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